Il fatto di essere rimbambita poi, è un altro tema che non centra con l'alimentazione ne con il riso a valangate, ma ben si con il fatto di essere straniera, allora state tranquilli e partecipate sereni all' MTC di questo mese senza alcun timore.
Anche se poi, ci sarebbero le teorie di mio papà e queste si che sono da temere, perché riguardano il cibo e chi lo mangia! Ma credo che non sarebbero molto ben condivise al di fuori di casa mia perché si sà, l'ironia cambia da paese a paese e vi assicuro che nel mio, ne abbiamo molta d'ironia… non riusciresti a capire. Vi dico soltanto che da noi non si celebra il giorno della liberazione, ma il giorno che abbiamo perso la nostra libertà!
Vi sembra normale? Ecco allora meglio che non vi racconto il legame con il riso e gli occhi a mandorla…
Vi sembra normale? Ecco allora meglio che non vi racconto il legame con il riso e gli occhi a mandorla…
Ma tornando alla sfida di questo mese, dove il riso la fa di padrone in tre tipologie di cottura diversa, ecco che subito ho avuto chiaro cosa fare. E se "du is meglio che guan" "tre sarà meglio che du"!
Intanto cominciamo da questo primo post che è dedicato alla mia amica Claudina. Insieme a lei ho mangiato gli oninigiri più cattivi che ricordo, e non ne ho mangiato poi così tanti nella mia vita… ma permetetemi essere sincera (oggi va così) questa specie di polpette ha come base MOLTO IMPORTANTE il riso, se questo è insipido e ribollito che onigiri sono? Giusto? Così mi sono promessa che avrei imparato a farli e sarebbero stati più degni da quelli assaggiati con la mia amica. (Claudina non ti preoccupare che li rifaccio per noi due, questi qua sotto sono per l'MTC…)
E devo ringraziare Annalena, solo lei poteva arrivare nel momento giusto a darmi una mano e capire tante cose della cucina orientale, e non solo riguardo al riso! Ho messo insieme tutti gli insegnamenti, o almeno spero, e ci ho amalgamato un po' di quelle piccole cose che mi piacciono e che mi fanno stare bene con me stessa e con il mondo.
1- Riso, perché mi sa di affetto e di famiglia quando si dice "c'e sempre un piatto a tavola", ecco da me era sempre pieno di riso.
2- Semi, perché da loro può nascere tutto, e perché regolano il tratto intestinale (e quando mangi tropo riso ci vuole…)
3- Tonno, perché a parte il baccalà è stato il primo pesce che ho mangiato crudo e mi è piaciuto assai (qua però l'ho cotto)
4- E in fine i fiori di zucca in tempura. Perché un fiore porta allegria e quello di zucca è tanto versatile in cucina come splendido il suo colore. La tempura invece è perché un po' di fritto nella vita ci vuole, per me il fritto e sinonimo di allegria (un po' anche di puzza) ma pazienza, che poi non ho fritto così tanto!
Sapiate che di solito frigo con l'olio evo senza farci nessun tipo di problemi. Chiedete ai miei vicini...
Così ho dato il via a una giornata tutta dedicata a queste polpette triangolari, che ho fato assaggiare a qualche anima caritativa (Claudia e Caterina) per poter trarne conclusioni e arrivare a questione vi propongo qua, i miei "onigiri kaiteki-sa" ( che usando il traduttore automatico sarebbero: onigiri di conforto)
3 tazzine di riso originale ( circa 200 g)
3 tazzine di acqua + 3 cucchiai ( circa 220 g)
1 cucchiaino di pasta di miso
4 cucchiai di aceto di riso (o di melle leggero)
1/2 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di semi di sesamo (non tostato)
1 cucchiaio semi di papavero
un pizzico di sale (da tenere presente che il miso è già saporito)
1/2 foglio di alga nori
per il ripieno:
100 g di tonno fresco
50 ml di salsa di soya
qualche goccia di olio di sesamo
per la tempura dei fiori di zucca
(ho usato la pastella "koromo" quella usata per il kaki-age proposto di Acquaviva scorre)
175 ml circa, di acqua ghiacciatissima (ideale è lasciarla in frigo con qualche cubetto di ghiaccio fino a che si è sciolto)
1 tuorlo d'uovo
9 Fiori di zucca, (ne servono 4 per gli onigiri, ma ho deciso di finire la pastella con il resto dei fiori e ce li siamo mangiati per non fare un dispetto a nessuno...*
olio di girasole qb
olio di girasole qb
Passaggio molto importante, il lavaggio del riso {Hijō ni jūyōna suteppu,-mai o arau}
...leggete attentamente qua
Versate il riso in una ciotola e copritelo con dell'abbondante acqua fredda, massagiatelo e stritolatelo per qualche minuto finche l'acqua non diventi bianca.
Versare in un colino, sciacquare sotto un getto gentile di acqua corrente, rimettere il riso nella ciotola lavata e ripetere lo stesso procedimento per altre tre o quattro volte, fino a che l’acqua è chiara.
Versare di nuovo il riso sciacquato nella ciotola lavata, riempire con abbondante acqua, (che a questo dovrebbe rimanere limpida), e lasciar riposare il riso a mollo dai 20 ai 40 minuti, in questo caso 20.
Scaldare in un pentolino l’aceto con lo zucchero e il sale e, quanto è tutto ben sciolto, spegnere e lasciar raffreddare.
Tagliate il tonno a fette sottili, 3 millimetri all'incirca, e fatele marinare nella soya e l'olio di sesamo, fin che il riso sarà cotto. dopo dichè saltatele legermente in padella, volta e volta e mettete da parte a raffreddare.
Scolare e sciacquare di nuovo bene il riso, versarlo in una pentola di acciaio dal fondo spesso adeguato alla quantità di riso. Coprire con liquido a temperatura ambiente, dove avrete sciolto il miso e il pizzico di sale. Le proporzioni sarebbero 1 tazza di riso per 1 tazza di liquido più 1 cucchiaio, in pratica il livelo dell'acqua deve superare il riso di circa 2 cm.
Spegnete e, sempre senza aprire, lasciate riposare per altri 10 minuti. Quando si scoperchia il riso deve risultare morbido e lucido.
Appena il riso è cotto trasferirlo su un piano di legno o in un’ampia ciotola dal fondo piatto, versarvi sopra l’aceto, ormai raffreddato, e con un cucchiaio di legno o spatola bagnato mescolare il riso dal basso verso l’alto e dai lati verso il centro con grande delicatezza, fino a che il riso si è quasi totalmente raffreddato e profumato in modo uniforme ed i chicchi sono lucidi.
Tostate i semi di sesamo in una padelina poi trasferiteli in un piatto e mischiateci anche quelli di sesamo. Amalmate bene e tenerli da parte.
Per preparare gli onigiri, mi raccomando, vacinella con acqua fredda e canovaccio a portata di mano. Perché dovete sapere che queste polpette che sembrano così carine, sono un tanto appiccicose, meglio avere le mani umide ma non fradice.
Non avendo l'aggeggio per farli perfetti e con il minimo sforzo (so che esistono in comercio), mi sono illuminata ed ho usato un angolo di una schisceta foderandola con della pellicola trasparente. Devo dire che per pressarli è stato una buona idea, ma poi ho finito di darli la forma a mano.
Per dar vita agli onigiri
- prendete un po di riso e pressatelo (io dentro la schiscetta)
- appoggiateci due pezzi di tonno scottato e coprite con del altro riso, pressate ancora
- finire di dare la forma triangolare
- passate gli onigiri sul piatto con i semi e farli aderire su ambi latti
- scaldate una padella o piastra e tostateli leggermente.
Non avendo l'aggeggio per farli perfetti e con il minimo sforzo (so che esistono in comercio), mi sono illuminata ed ho usato un angolo di una schisceta foderandola con della pellicola trasparente. Devo dire che per pressarli è stato una buona idea, ma poi ho finito di darli la forma a mano.
Per dar vita agli onigiri
- prendete un po di riso e pressatelo (io dentro la schiscetta)
- appoggiateci due pezzi di tonno scottato e coprite con del altro riso, pressate ancora
- finire di dare la forma triangolare
- passate gli onigiri sul piatto con i semi e farli aderire su ambi latti
- scaldate una padella o piastra e tostateli leggermente.
Per la tempura
- sbattere l'uovo con l'acqua (usando un paio di bacchette di bambù)
- quando è ben amalgamato unitevi in un solo colpo la farina setacciata.
(Mescolare lentamente e per poco tempo, per evitare che la pastella diventi collosa, non importa se restano dei grumi.)
- fate riposare in frigo, coperta, il tempo sufficiente per preparare i fiori di zucca.- sbattere l'uovo con l'acqua (usando un paio di bacchette di bambù)
- quando è ben amalgamato unitevi in un solo colpo la farina setacciata.
(Mescolare lentamente e per poco tempo, per evitare che la pastella diventi collosa, non importa se restano dei grumi.)
- tagliate il gambo e la parte verde ai fiori di zucca, apritelo e distendetelo, puliteli delicatamente con della carta da cucina, fatte attenzione a non romperle.
- riempite un terzo del wok o padella profonda, con l'olio di girasole (non avevo altro!) aspettate il punto giusto di ebollizione (fate la prova della goccia di pastella). Cospargete i fiori con della farina e poi passate dentro la pastella molto velocemente per poi versare nel wok. Friggete d'ambe le parte aiutandovi di una pinza di legno e poi appoggiare su della carta assorbente soltanto un attimo, per poi avvolgere gli onigiri in tal modo che si aderiscano. Sulla piastra scaldare le strisce d'alga per poi aderirle sopra i fiori di zucca, facendo così l'alga calda prende forma più facilmente rimando attaccata, in questo modo è più comodo ogni boccone!
Note:
*Sopratutto ai vicini, visto l'orario!
1- Il riso non è venuto bello bianco dato che il miso, con il quale ho condito il liquido di cottura, ha un colore molto oscuro. Il risultato sembra quasi un riso integrale. Ovviamente non aiuta il fatto di dover fotografare di notte, con le luci di casa tutte accese, ma spero almeno di aver reso l'idea.
*Sopratutto ai vicini, visto l'orario!
1- Il riso non è venuto bello bianco dato che il miso, con il quale ho condito il liquido di cottura, ha un colore molto oscuro. Il risultato sembra quasi un riso integrale. Ovviamente non aiuta il fatto di dover fotografare di notte, con le luci di casa tutte accese, ma spero almeno di aver reso l'idea.
2- La misura delle tazzine si riferisce alla tazzina di caffè (70 g di riso più o meno)
3- ultimamente cerco di comperare il sesamo non tostato, me lo tosto io a casa e devo dire che ci guadagno in profumo e sapore
3- ultimamente cerco di comperare il sesamo non tostato, me lo tosto io a casa e devo dire che ci guadagno in profumo e sapore
Con questa prima ricetta di cottura ad assorbimento,partecipo alla sfida n° 41 dell'MTC
dove le giudici Annalenna e Alessandra, sono sicura che non vedono l'ora di leggere le nostre paranoie culinarie, sempre con un son-riso stampato in faccia!
p.s.; mi spiace per la quantità di roba che ho scritto... ma non riuscivo a fermarmi, e non voglio manche andare a controllare quale casini ortografici ho fatto, ma vi assicuro che ho scritto di getto.











