lunedì 28 ottobre 2013

MTC e EGGS BENEDICT per una colazione catalano-americana!

Io non ho paura.

Per me la colazione è salata for ever! E questo MTC mi ha fatto proprio capire che non sono tanto stranna come mi hanno fatto credere, amici, parenti e coinquilini!

Quante volte ho parlato delle colazioni che mi prepara mio nonno, che a 93 anni mi sveglia con il profumo della frittata agli asparagi selvatici, con tanto di fette di panne tostato. O pure queste belle "llesques de pa amb tomaquet" ( fette di pane e pomodoro) condite con tanto olio extra vergine e un piatto al centro della tavola pieno di "pernio salar" (prosciutto crudo)!!!  Ne parlo e già mi sento l'acquolina in bocca… Che poi, se il prosciutto non ti basta, nesdun ptoblemma, ti alzi e vai a tagliartelo tu. Si perché è nella dispesa appogiato nella sua "culla di legno" fermato con dei chiodi, non dia che scapi... e con affianco il coltello bello affilato… quello che da piccoli abbiamo tutti imparato a usare. Con molta cura per non procurarci danni irreversibili! Di fatti, pensandoci bene, io adesso non terrei mai un coltello affianco al prosciutto, afgilato o no, manche se non ci sono bambini intorno! Ma una volta era così a casa del nono, e si sa, certe abbitudini sono dure a scomparire.... ma però, quanto è bello e buono questo fai da te!!!!



Ricordo che quando il cozzaro faceva il postino, di queli che vanno in bicicletta (a Sant Colombano) si alzava alle 6 del mattino per poter arrivare al lavoro per le 8, allora vivevamo ancora a Milano. Io da "compagna primorosa" li preparavo la colazione: polpette col sugo, panzerotini alle verdure o tortino salato di spinaci, qualche volta se non avevo tanto tempo andava bene pane e salame o una frittata con qualsiasi cosa. Ma anche così, era dimagrito 15 quili perché a lui non avevano dato la bici e si faceva il giro a piedi, di conseguenza non mangiava e quando tornava a casa, di sera, era stanco morto. Diciamo che le mie colazioni l'hanno conquistato… o salvato la vita…mah! 
Oggi non so perché, la colazione non la facciamo così, a lui basta una caffettiera da 6, a me un bicchiere d'acqua e una fetta di pane col pomodoro! 
E tutto questo come intro, per il mio primo post per l'MTC di questo mese, di ottobre, che vede come anfitriona la nostra Roberta Cornali, la dona con la valigia sul letto!!! Lei che non ci pensa due volte, chiude la valigia e va. Lei che ha il cuore a stelle e strisce, lei che ci ha proposto l'uovo alla Venedict, non solo… ma anche una colazione americana!


EGGS BENEDICT per una colazione 
catalano-americana!







E bene, sicuramente tante cose sull'America non le so, ma se a loro piacciono le colazioni di questo tipo vuol dire che non siamo poi così tanto diversi! Questa è una colazione fusion catalano-americana che dedico a mio nonno e a mia mamma, la quale si ostinava a farmi mangiare lo yogurt a colazione e a merenda, non capendo che a me non piaceva quella cosa bianca, fino al giorno che provo a mettere i mirtilli o le fragole! ricordo ancora quel giorno!





yogurt ai mirtilli

Ingredienti per 6 vasetti:
1 l di latte vacino intero
1 yogurt naturale intero
150 g di mirtilli freschi
6 cucchiaini di zucchero mascobado

In una ciotola amalgamare bene lo yogurt e il litro di late, versare dentro la yogurtiera, accenderla e lasciare per 8/9 ore. Di solito meglio lasciare in funzione tutta la notte in modo di avere lo yogurt pronto lametina dopo. Far raffreddare e poi mettere in frigo. Servire fredo con mirtilli a volontà e un cucchiaino di zucchero mascobado.



Spremuta rinvigorente



Ingredienti per 3:
5 mele
1 limone
3 arance

Lavare le mele e tagliarle in 4 liberandole del torsolo, ma lasciando la buccia.
Sbucciare le arance e il limone e tagliarli a pezzi. centrigugare il tutto, mescolare e servire subito!





Pan di patata


Ingredienti per 6 panini:
(Pane, pizze e focacce. Alice cucina)

250 g di farina
13 g di lievito di birra
100 ml di acqua
1 patata piccola (lessata)
1/2 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio d'olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di sale

Stemperare il lievito in una ciotola l'acqua tiepida insieme allo zucchero. Versare nella planetaria e unirci la farina, poi l'olio e la patata schiacciata e lavorare. Dopo qualche minuto aggiungere il sale, e continuare ad impastare fino a ottenere un impasto morbido. Far riposare in una ciotola unta d'olio e coprire con un canovaccio per almeno un'ora o finche non raddoppia il suo volume. 
Accendere il forno.
Foderare una teglia con della carta da forno e infarinarla. Riprendere la pasta, dividerla in 6 bocconcini dandoli una forma arrotondata e posizionandoli separati l'uno dall'altro, sulla teglia. Pratticate dei tagli sulla superficie e fate lievitare per una decina di minuti coperti. Cuoceteli a 200 °C  per 25 o 30 minuti.



Condimenti & Coo.



Ingredienti per 3:
2 pomodori ramati maturi
2 cucchiai d'olio 
1 cucchiaio di zucchero moscobado
3 o 4 cime di cavolfiore verde lessato

Scottare i pomodori per qualche minuti in modo di spelarli. Toglierle i semi e farli a dadini. Rosolarli in padella con l'olio caldo per un paio di minuti, salare girare e condire con lo zucchero, far andare per altri due minuti, spegnere la fiamma e mettere da parte.

Uovo in camicia (egg Benedict)



Ingredienti per 3:
3 uova fresche da galline senza gabbia
2 cucchiai di aceto
acqua


Per la cottura delle uova, io ho ottato per quella che alla prima mi ha datto il miglior risultato, vale a dire il mio primo uovo in camiccia "buona la prima"!

Riempire a metà una casseruola grande con dell'acqua, scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola. Versare un paio di cucchiei di acetto,(non so a cosa servono ma a me è andata bene...)
Rompere le uova, in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, così abbiamo anche il tempo di controllarli prima di usarli.
Versare delicatamente le uova, una alla volta, dentro l'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate molto spazio tra loro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Farli cuocere per 2 minuti e usando una spatola di silicone fare atenzione a non farli appicciacare ne al fondo ne tra di loro.
Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua. Se dovete mangiarle subito scolarle molto bene e poi tamponarle con la carta da cucina, in modo di assorbire tutta l'acqua in eccesso. 
Se invece non dovete mangiarli subito, passateli subito in una ciottola d'acqua fredda per bloccare la cottura, scolarli e conservarli in frigorifero dentro una ciottola chiusa ermeticamente fino al momento del uso. A quel punto in un pentolino fatte billore dell'acqua e versarle dentro mezzo minuto in modo che si scaldino e procedere scolandoli e asiugandoli con la carta da cucina...




Salsa maionese alla paprica dolce




Ingredienti :
2 tuorlo (a temperatura ambiente)
200 ml d'olio di girasole
1 pizzico di sale 
1 cucchiaino di pimenton dulce (paprica dolce)
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di aceto di mele

Versare l'uovo, il pimenton e la senape in una ciottola e sbattere con la frusta amalgamando il tutto. Cominciare a versare l'olio a filo senza smettere di mescolare aumentando la velocità, fino ad ottenere una salsa liscia e lucida. A questo punto aggiungere il succo di limone e l'acetto, sempre sbattendo. Conservare nel frigo.



Costruzione/montaggio/assemblaggio 

Aprire il pan patata a meta e condirlo con la dadolata di pomodori, sopra a poggiarci piccole cime di cavolfiore verde, e sopra l'uovo in camicia. Coprire con un paio di cucchiai di salsa e condire con della paprica. Accompagnare con del pernil salat "prosciutto crudo" a volontà, lasciando sul tavolo il prosciutto e il coltello, mi racomando!!!






Con questa colazione/brunch/merenda mi presento al MTC di ottobre, e vorrei vedere come se la cavano questa volta le donne del MTC e il terzo giudici, la Roberta Cornali, con tutte queste American Breakfast e i suoi benedict's egg...!!! A me verrebbe un coccolone da quante bontà che ho visto!!! 





Che la forza degli Egg's sia con voi!!!



sabato 26 ottobre 2013

Velutata di CASTAGNE (con dadolata di zucca)

E già... assente o quasi, ma ci sono. Siamo vivi perché mangiare dobbiamo pure mangiare! Ma Questo mese è stato pieno di sorprese interessanti anche se molto faticose in certi sensi, tanto che se vano in porto, più avanti vi racconterò... e con tutto ciò non ho potuto fare a meno di lasciare indietro questa mia piccola finestra nel web la quale no vedo l'ora di riprendere e fare di nuovo mia. 
Allora, non potevo fare una cosa migliore che riprendere da dove avevo lasciato... (scritto nel mio quaderno di cucina e non solo)... passare da Cristina, vincitrice del The Recipe-tionist di ottobre e sbirciare tra le sue ricette, che sono una sorpresa dietro l'altra! Quanto mi piace questa donna!!!
E tra tantissime che mi hanno messo in difficoltà di scelta, ho voluto assolutamente provare la sua vellutata di castagne, perché le adoro, perché ne avevo già di pronte, e perché so che la padrona di casa, Beuf à la mode, apprezzerà la sincerità del :"vediamo cosa ho in frigo o in dispesa e cosa ci poso fare"!
Ed io in frigo avevo le castagne, il latte, la pancetta e la zucca... e bene? The Recipe-tionist sia!!!
E allora, Flavia e Cris, arrivo con la mia versione della vellutata con l'intruso... in questo caso intrusa, la zucca è femmina vero?!



Velutata di CASTAGNE (con dadolata di zucca)




ingredienti per due:
200 g di castagne
250 ml brodo
250 ml latte
2 scalogni
sale
olio extra vergine d'oliva
pancetta tagliata sottile
Ho aggiunto 125 g di zucca (sbucciata, pulita e fatta a dadini)

Intagliare le castagne e lessarle per circa 30 minuti. Toglierle dal fuoco e pulirle anche dalla pellicina. Rimetterle sul fuoco per circa un'ora. Passarle al passaverdura per eliminare eventuali residui di buccia.
Fare un soffritto con 3 cucchiai di olio e 2 scalogni tritati. Aggiungere le castagne, il brodo e il latte. Portare ad ebollizione e far andare a fuoco vivace per circa 20 minuti. Frullare. 
Saltare in padella, con un paio di cucchiai d'olio, la zucca fatta a dadini e quando questa comincia a dorarsi aggiungere la pancetta a pezzetti grossolani e quando risulta croccante versare sopra la come condimento su i piati con dentro la vellutata.
Che dire? mmmmmmmmmm.....!!!!




Con questa ricetta partecipo al intelligente contest di Flavia, The Recipe-tionist!

lunedì 23 settembre 2013

Raviòle dël PLIN Brasati {ripieni di stinco di maiale, mele e cipolle}

Il 5 settembre, il giorno in qui Elisa, vincitrice dello scorso MTC, ha svelato quale sarebbe stata la ricetta per la sfida di questo mese, ho sentito una felicità che mi riempiva il cuore…(non credo che nei tempi del liceo mi piacesse così tanto il ritorno a scuola, dopo le vacanze…) ma si sà con il passare del tempo si cambia…

Ma questa vola, in casa Esteve Bellocchio, non sono stata l'unica a esultare per questa annunciazione. Anche il cozzaro ha datto il meglio di se, il suo wasup è stato insuperabile! 
Ha esordito dicendo:
- Mai, hai visto? E uscito! Dobbiamo fare i "ravioli del belin"!
(non sapete quanto ho riso...!)

E anche se lui sostiene che è tutto colpa del T9 io comincio ad avere seri dubbi. 
E vi spiego perché. Qualche giorno fa, se ne uscito dicedo:
- Amòooo!!! Dobbiamo andare al carnificcio, mi serve per la sfida!

Io non so cosa ho fatto di male, ma a casa, adesso ho un prototipo di mostro con grembuller che non vede l'ora di andare a far la spesa e mettersi in cucina la domenica. 
E per di più comincia a parlare e scrivere come me!!!
Secondo voi, mi devo preoccupare? 

Ad ogni modo, il "carnificio" mi serviba anche a me... altrimenti non avrei potuto fare i miei raviòle dël plin ( brasati) con ripieno di stinco di maiale mele e cipolle!




Questa, da per se, non è soltanto UNA ricetta, ma ben si una ricetta che ne contiene parecchie! Perche molto saggiamente, Elisa e  Ale e Dani, le donne del MTC, ci hanno spronato a buttarci nei ripieni di una volta, quelli della memoria, delle nostre mamme, zie e sopratutto nonne! Quei ripieni a volte arrangiati con quello a portata di mano, che anche se ingredienti poveri riempivano le panze e l'animo. Ma anche quelli fatti, molto spesso, con gli avanzi di quei stufati e arrosti di cotture lente e saporite, che da tanto morbidi si sciogliolgono in bocca e rimangono impressi nella memoria per sempre. Non so per voi, ma per me un ripieno deve essere così. E così mi ha sembrato di vedere ed immaginare, leggendo tra le righe, descritte nel post di Elisa! 

Vi confido però, che questo ripieno che ho preparato per i raviòle dël plin, ha avuto anche un secondo fine... ed era quello di provare, di una volta per tutte, a cucinare lo stinco di maiale. Perché Cozzaman, ogni volta che mi accompagna al mercato e lo vede, bello pronto in quei camioncini che vendono pollo arrosto e fritture varie, me lo chiede. Soltanto che io faccio finta di non sentirlo e passo di largo, direzione: "ortaggi e pesce & coo."

Allora cominciamo con lo stinco, che da solo mi ci ha voluto due ore e mezza... anzi quasi tre, di solo cottura! La spolpatura non la conto perché è stato godurioso vedere come si scioglieva da solo, davanti agli occhi amorevoli del cozzaro e il dentino aguzzo che li spuntava sotto i baffi. Uno stinco tutto per lui, l'altro per i miei raviòle!



{Stinco di maiale, mele e cipolle}

2 stinchi di maiale belli grossi
3 cipolle rosse medie
5 mele golen
olio extra vergine di oliva
1 l  di brodo leggero
1 cucchiaio di sale e specie tritatte (semi di cumino, sale grosso, pepe nero, rosmarino e origano)
1 bichierino di brandi (misura chupito per entenderci...)

Premesso che per prima, acostumo a passare sotto l'acqua qualsiasi cosa (è una fissa), figuriamoci la carne... Asciugare bene gli stinchi e massaggiarli con il mix di spezie e sale, tritati tutti insieme nel mortaio. 
Far rosolare la carne, con un filo d'olio, in una pentola a posta per cotture lunghe, di terracotta, di guisa o simile. Se serve, aggiungere altro olio e una volta rosolata versarci metà del brodo, abbassare la fiamma e coprire con il coperchio, controllando ogni tanto e girando gli stinchi per non farli attaccare. Dopo un'ora di cottura  aggiungere le cipolle, sbucciate e a fette grosse. Cuocere per un'altra ora aggiungendo metà del brodo rimanente. 
Passate due ore aggiungere i tranci di mele sbucciate, rosolare e bagnare con il brandi, fare evaporare l'alcool e cuocere ancora per 20 minuti con il coperchio, poi altri 20 senza fino a quando non sarà cotto del tutto, bello morbido.

Prelevare uno dei due stinchi, un po di cipolle e mele cote e servire insieme, in un grande piatto, al marito. Così stà zitto per un po' ed io approfito a fare i miei "plin"!





Raviòle dël  PLIN Brasati 
{ripieni di stinco di maiale, mele e cipolle}

Ingredienti per 4 persone:
Per il ripieno:
1 stinco di maiale intero (300 g) più mele e cipolle cotte (200 g)
1 uovo
20 g di Parmigiano
sale q.b.

Per la pasta:
200 g di farina di grano tenero 0
1 uovo intero (grande)
2 tuorli (grandi)


Versare la farina a fontana, nel centro versare le uova e cominciare a impastare portando al centro la farina dei latti, nel caso l'impasto sembri un po' duro aggiungere un po' di albume, o pure bagnarsi le mani un paio di volte mentre la si lavora. Impastare per una decina di minuti, coprire con della pellicola trasparente e farla riposare 30 minuti.



Nel frattempo preparare l'impasto. Spolpare lo stinco (tutta una soddisfazione) e tritarne la carne insieme alle mele e le cipolle. A questo impasto aggiungere un uovo e il Parmigiano grattugiato, amalgamare bene e assaggiare di sale (io l'avrei assaggiato all'infinito con qualsiasi scusa ma… i plin poi con cosa li riempivo?) ed eco pronto il ripieno. Conservare in frigo coperto.


Tirare la pasta, io con la machina. Procedere con pezzi piccoli e coprire quella che non si stà lavorando, o si rischia di farla seccare troppo e risulterebbe impossibile da lavorare. Io ho chiuso porte e finestre per non avere correnti d'arie!
Ho cominciato a tirare la pasta partendo dal numero con la fessura più larga, e pian piano sono arrivata al massimo di sottile che dava la mia machina, in pratica un bello di carta. E vi ripeto però, di fare attenzione perché si si seca tropo si rompe come fosse vetro! 
Come dice Elisa, procedere a piccole dosi.




Stendere una striscia di pasta e adagiarci piccole "paline" di ripieno, anche più piccole di una nocciola, poi coprire il ripieno con la stessa striscia di pasta, sigillare per il lungo e poi fare tra un raviolo e l'altro il caratteristico "pizzicotto" o "plin" che da il nome a questi ravioli. Ma vi consiglio di guardare qui, in un istruttivo video, dove sicuramente è spiegato alla perfezione da la nostra Elisa.
Una volta chiusi rifinire con il taglia pasta e tagliare tra un raviole e l'altra proprio li dove abbiamo atto il pizzico, infarinateli poco, il minimo in modo che non si appiccichino ed ecco che abbiamo sul tagliere le raviòle dël plin!


Far andare dell'altro brodo (quello rimasto) nella pentola di cottura dello stinco, per un altro quarto d'ora in modo di amalgamare i sapori della pentola e poter condirci i "plin". 

Cuocere i raviòle in abbondante acqua bollente e salata. Scollarli al dente e con cura e passarli in padella e farli saltare con una noce di burro in modo di brasarli, quando prendono una leggera doratura, sono pronti, condirli con il sugo e... spariti!!!!
Quanto mi piace quel punto di croccante... mi fa impazzire! 





Elisa, Ale e Dani, felice di essere tornata a scuola!!! Mi fatte sentire giovane! "plin-plin"















sabato 14 settembre 2013

Crêpes ai fiori di zucca



Un'altra ricetta con i fiori di zucca… E questi sono fiori presi dall'orto della Roberta, enormi, belli e polposi, tanto che me ne sono bastati 6 per fare il tutto!
E come Roberta e celiaca queste crêpes le potrà mangiare perché di glutine non ce ne neanche l'ombra! 


Mentre preparavo le crêpes mi sono resa conto di quanto erano belle e quanto assomigliano a quelle carte artigianali con quei fiori e foglie incrostate. Così belle, che mi sarebbe spiaciuto mangiarle.... !!! Ma chè… due ne ho fatto, e sono volate, che in due siamo! 
Ma la solita vocina (in cozzaro) si è fatto sentire... chiedeva se ce nera un'altra!
…e no! Che due soltanto ne ho fatte!



Crêpes ai fiori di zucca


Ingredienti per 2 crepes:

La pastella:
4 fiori di zucca
1 uovo
20 gr. di fecola di patata (Gf)
25 gr. di farina di riso (Gf)
40 ml. di latte
pizzico di sale
1/2 cucchiaio d'olio d'oliva extra vergine

Il ripieno:
1 zucchina
30 gr. di parmigiano regiano grattugiato
olio d'oliva extra vergine
sale 

La besciamella:
200 ml. di latte
10 gr. di farina di riso (Gf)
10 gr. di maizena (Gf)
sale e noce moscatta
1/2 cucchiaio d'olio d'oliva extra vergine
altri due fiori di zucca per condire




Preparare la pastella per le crêpes, mischiare gli ingredienti in una ciotola e sbatterli con una frusta, coprire e fare riposare in frigo.
Lavare tutti 6 fiori di zucca molto delicatamente e togliere il picciolo, asciugarli con della carta assorbente e poi trittarli grossolanamente per farli saltare in padella con un goccio d'olio. Mettere da parte.
Nella stessa padella far saltare la zucchina, lavata e grattugiata, con un pizzico di sale. Quando è morbida mettere da parte anche questa.
Togliere dal frigo la pastella, ungere con qualche goccia d'olio una padella antiaderente, e distribuirci un terzo dei fiori di zucca. Versare metta della pastella e cuocere da ambe le parte. Riservare al caldo.
Preparare la besciamella, io ho sbattuto tutti gli ingredienti con la frusta e poi cotto, per fare addensare, in una padella con qualche goccia d'olio. Mischiarci la zucchina e il parmigiano e amalgamare. Riempire le crêpes e arrotolarle. 
Servirle condite con il resto dei fiori di zucca.




note:
1- La besciamella potette sostituirla con della ricotta o altro formaggio fresco, io non mangio questo tipo di formaggi e ho preparato una besciamella.


2- Non potevo negarvi la visione di questi fiori di zucca la quale bellezza è responsabile di queste crêpes!
 






domenica 1 settembre 2013

Fiori di Zucca RIPIENI

...ed era ora che li postasse questi fiori di zucca! 
Capisco che adesso non è più il momento e non si trovano in giro, ma al suo tempo le abbiamo gustato in tutte le sue salse. E anche questo estate ho visto crescere le zucchine nel orto del nono con dei fiori strepitosi, tanto che mi sentivo in colpa immaginarli ripieni, impanatti o tagliuzzati per condire una pasta o risotto!!!!!
Comunque sia mi sono fatta una scorpacciata di zucchine che voi non vi immaginate! Lì ogni due giorni tornavamo dell'orticello con un bottino di pomodori, peperoni, melanzane e zucchine, proprio gli ingredienti che servono per un scalivada a regola d'arte, o una esqueixada de baccalà, ma questa è un'altra storia...



Fiori di Zucca RIPIENI 
{patate, parmigiano e speck}




Ingredienti:
10 fiori di zucca
2 patate (bolite e prive della buccia)
50 gr. di parmigiano
25 gr. di speck (tagliato a minuscoli pezzetti)
2 cucchiai di latte
75 gr. farina 
acqua frizzante ghiacciata q.b.
olio extra vergine d'oliva

sale e pepe q.b.

Lavare i fiori di zucca e asciugarli con un canovaccio da cucina, o ancora meglio con della carta assorbente, visto la loro delicatezza e facilita a rompersi, togliere i pistilli.
Passare lo speck in padella con un filo d'olio per qualche minuto e tenere da parte.
Schiaciare le patate e trasferirle in una ciotola, farne un pure amalgamandoci il parmigiano, due cucchiai di latte e lo speck, regolare di sale e di pepe e riempire con molta cura i fiori di zucca.
Peparare la pastella. In una ciotola setacciare la farina, aggiungere una punta di sale e versare pian piano l'acqua frizzante, bella ghiacciata, fino ad ottenere una pastella morbida. Intingerci i fiori ripieni e frigerli in abbondante olio caldo.
Una volta fritti e dorati da tutti i lati adagiarli su della carta assorbente e servire!



...secondo voi, quanti di questi fiori è capace di mangiarsi il cozzaro?
Ma anche a me mi piaciono i fiori... come tutte le donne!



note:
Per la pastella è dificile dirvi le quantità esatta dell'acqua usata, sono andata a caso versando fino ad ottenere una texture giusta, simile a quella per la tempura.
quando impano le verdure (lisce) a volte ci aggiungo un uovo, ma in questo caso il ripieno è già bello saporito e corposo e ho preferito una pastella leggera.