martedì 25 novembre 2014

CANEDERLI radicchio&speck


Se vi dico da quanto tempo che li volevo fare…. i canederli!
E ci è voluto Antonieta della Trapola golosa e il The recipetionist di Flavia per che mi decidesse, ma ho fatto bene.
Come sempre, è un piacere visitare questi blog fantastici che magari per un motivo o un'altro non riesci a passarci a gustare e commentare tutto quel "bendicibo" che gira sulla blogosfera culinaria… ma Grazie al geniale contest di Cuocicucidici abbiamo la possibilità di scoprire ricette e persone stupende, e questo mese per me lo è stato Antonieta e i suoi canederli con radicchio e speck, avvolti in questa panna vellutata, la sua ricetta la trovate qui, la mia proposta qua sotto.

CANEDERLI radicchiospeck


Ingredienti per 4 (12 canederli)

250 g di pane casareccio
250 ml di latte
100 g di speck
2 uova
salvia e prezzemolo
scalogno e cipolla
panna fresca
1/2 radicchio
sale e pepe
farina e pangrattato qb
olio evo 
burro
1 spicchio d'aglio


Non avendo il pane casereccio raffermo ho pensato bene di tostarlo (non so cosa mi sia passato per la testa...) e non bastandomi ci ho sfregato con uno spicchio d'aglio sopra ogni fetta. Poi ho fatto come è spiegato da Antonietta ed è andato tutto liscio:
Tagliate a dadini il pane e copritelo con il latte tiepido.
In una padella rosolate l’olio con lo scalogno tritato finemente, aggiungete lo speck tagliato a dadini e rosolare, brevemente e a fiamma dolce.
Unitelo all’impasto del pane, aggiungete le uova, la salvia fresca e il prezzemolo tritati finemente, aggiustate di sale e pepe e amalgamate con le mani per schiacciare il pane, facendo attenzione a non ridurlo in poltiglia, altrimenti risulta gommoso. 
Se è molto morbido regolare con un po’ di farina e pangrattato.
A questo punto formate delle palline rotolandole tra la mani e adagiarle su un piatto, meglio se è spolverato di farina. 
Calarle in acqua salata in ebollizione e far cuocere per una decina di minuti.
Nel frattempo, in un tegame rosolate nel burro la cipolla tritata finemente, aggiungere il radicchio tagliato a strisce sottili e infine la panna; regolare di sale. Scolare i canederli con una schiumarola, passarli nel tegame con la salsa al radicchio e mantecare brevemente. Servire spolverando con altro pepe.





note:
1. ho sostituito l'erva cipollina con la salvia perché l'associo da sempre allo speck (non chiedetemi perché ma è così)

2. ho aggiunto lo spicchio d'aglio perché è stato quasi come un istinto involontario, come se stese condendo una bruschetta, e devo dire che in questo modo non è stato invasivo per niente, anzi magari ci dovevo andare più pesante e invece di uno spicchio usarne due... di sicuro lo faccio la prossima volta!

3. per formare le paline dei canederli non ho dovuto usare la farina, ma ho aggiungo del pane grattugiato, quello ricavato dalle croste del pane che ho messo da parte dopo tostarlo, perché mi erano sembrate tropo dure e abbrustolite ma come ben dice Antonieta, il pane non si butta mai! Anzi, a casa mia non si butta via nulla, con giudizio chiaro...




Grazie Flavia ed Antonietta! E stato un piacere!!! 













martedì 28 ottobre 2014

LASAGNA di anatra con prugne e biscotti... per l'MTC


L'ho già detto nell'altro post, che non ho una ricetta di famiglia a base di pasta e soprattuto di lasagne. 
La prima che ho fatto (e saranno state al massimo un paio in 10 anni...) è stato per i miei quarant'anni. Era dentro una teglia così immensa che quasi non ci stava nel mio forno, ed era così rica e gustosa (stracolma di roba) che con quella poca che era rimasta hanno fatto a sorte per portarsela via, e vi assicuro che non gli ho fatto passar la fame, premesso che eravamo in 30 persone, ho preparato molte altre cose da mangiare, tipo questo, che si da il caso sia il primo post! 
Vedete, fortuna ha voluto che non ho fatto foto anche a quella lasagna (allora tutta questa diatriba per fotografare il cibo non era del tutto manifesta) perché altrimenti sarebbe stata lei ad inaugurare questo blog! Ma meglio così, credetemi... almeno adesso posso dire che ho imparato a farle, come comanda la tradizione e tutto grazie a Sabrina!

Poi, in tutto questo, arriva il cozzaro, e mi dice che si ricorda, quella che feci per la mia festa, e che quando ha saputo quale era il tema di questo MTC ha subito pensato che l'avrei riproposta... con tutti quei strati, il ragù speziato, le fette di prosciutto cotto, il parmigiano e tilsit filante... 
Io invece di quel giorno ricordo le risate, i brindisi i ricordi, le foto e la musica sul nostro terrazzo, perché metà dei nostri amici suonano! E' stato bellissimo, chissà se lo ripeto per i cinquanta... ufff! 
Comunque sia, non credo di aver deluso Cozzaman, perché in questi giorni, di lasagne se ne è "zampate" e come!!!
E allora ci ho pensato e ho dedotto: magari non ho la lasagna nel sangue, ma di sicuro si che ho con me i ricordi di tutti quei arrosti e combinazioni bizzarre della cucina dei nonni, e chissà, che questa lasagna non diventi quella di famiglia?

LASAGNA di ANATRA con prugne e biscotti
...o di come l'anatra è finita dentro la lasagna!


... come? L'anatra non è mica d'indole curiosa...


...già, è tutto colpa mia e del pensiero del “rostit d’anec” di mia nonna, una maga delle “picades” e delle combinazioni bizzarre, ma sempre tradizionali della cucina catalana: 

“...perche un’anatra va cotta per almeno 3 ore, se non hai tempo né pazienza allora... meglio che mangi un’altra cosa...”


Ingredienti per 8 persone
Per il ripieno
una anatra (già pulita)
5 prugne (quelle della California, per intenderci...)
3 carotte 
1 cipolla doratta (grande)
5 biscotti (tipo digestivi)
3 spicchi d'aglio
un mazzetto di erbe aromatiche*
50 g di pinoli
1/2 stecca di cannela
3 chiodi di garofano
75 g parmigiano
75 g di strutto
75 ml di olio evo
sale qb
(+50 ml del fondo di cottura dell'anatra, 
i biscotti, le carrotte e mettà delle prugne per amalgamare al ragù)

Per la sfoglia
200 g di farina  0 di grano tenero (+ altra per lavorare)
85 g di farina di semola di grano duro
3 uova 

Per la salsa
50 g di burro
50 ml del fondo di cottura dell'anatra
125 g di farina 0
1 l e 200 ml di brodo vegetale (dado home made**)
un pizzico di noce moscata 
sale qb






Lavate bene l'anatra sotto il rubinetto, dentro e fuori e asciugatela con della carta di cucina. Controllando che non ci siano ancora delle piumine attaccate, nel caso toglietele prima di lavarla. 
In una pentola di ghissa (o di coccio) versate l'olio e lo strutto a pezzetti. Apoggiate sopra l'anatra e salatela all'interno. Riempirla con metà della cipolla tagliatta a fette rossolane, l'ospicchio d'aglio schiaciato, la cannela, i chiodi di garofano e i biscotti pestati, poi coprite il ripieno con il mazzetto di erbe aromatiche (vedere foto sopra).
Lavate e sbucciate le carote, tagliatele a pezzetoni e agiungere in pentola assieme alle prugne e la mezza cipolla. Metete il coperchio e cuocete a fuoco basso, per almeno 3 ore, non di meno. Io quasi 4 ore... la carne si deve staccare senza nessuno sforzo ed deve risultare morbida da spapolarsi al tocco del mestolo. Mezzora prima di spegnere il fuoco aggiungere i pinoli, previamente passati qualche istante in padella per tostarli.
Durante la cottura e probabile che dobrette aggiungere qualche cucchiaio d'acqua, ma poco, perche lo stesso vapore del coperchio aiuta a mantenere l'umidità, ma mi racomendo: non smettere di controllarlo e coccolarlo. 

Lasciate raffreddare un attimo e collare il fondo di cottura. Sbriciolate la carne assieme alle carrotte e quello che ne rimane delle prugne, della cipolla e dei biscotti, che ormai saranno quasi spariti! Mettete tutto in una ciotola e condite con qualche cucchiai del sugo colato prima. Mettere da parte. 



Per la sfoglia, procedere come indicato nella ricetta di Sabrina.
Versate le farine sul tagliere a modo di fontana con al centro le uova. Lavorate molto bene ed energicamente l'impasto fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina, o pure bagnandosi un paio di volte le mani se vi sembra tropo dura.
Fattelo riposare dentro una ciotola, coperta, per una mezz'ora.
Riprendete l'impasto e stendetelo sottile con il matterello. 
"Impugnate il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partite dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce ruotatela arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello."


Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella.












Nel frattempo, in una padella o tegame largo, sciogliete il burro a fuoco lento assieme al fondo di cottura ottenuto. Togliete la padella dal fuoco e incorporate a poco a poco la farina e un pizzico di noce moscata, mescolate con energia per evitare che si formino grumi.

Aggiungete il brodo vegetale bollente, un poco per volta, e rimettete la salsa sul fuoco, aggiungete un pizzico di sale e non smettere di rimescolare fino a che riprende il bollore. 
Tenete da parte abbastanza brodo caldo, nel caso la salsa si solidificasse prima di finire il "montaggio" della lasagna. Agiungete 3/4 di questa besciamella alla ciotola del ripieno e amalgamate. Quella restante la usate per la copertura finale. 

Portate ad ebollizione dell'abbondante acqua, salata, in una pentola molto capiente. Preparare una ciotola di acqua bella ghiacciata e accanto uno scolapasta. 
Tagliate la sfoglia in grandi rettangoli e buttatene un paio per volta, nell'acqua bollente, sono pronti quando questa riprende il bollore. Scolateli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddateli nell'acqua gelida e metteteli a scolare bene stesi nello scolapasta. Continuate in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.
In una teglia da forno, versate un mestolo di besciamella e stendetela bene fino a coprire il fondo e tutti gli angoli. Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua, stenderle nella teglia a strati, alternandole con uno strato di ragù di anatra, e una manciata di parmigiano grattugiato, così fino a riempire lo stampo. 
Finire coprendo con la besciamella tenuta da parte, e cospargere con dei biscotti tritati e in filo sottile d'olio evo. Cuocerle in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti, o finche sopra non si sarà formata la sempre e ormai famosa e riquisat crosticina, dorata e croccante...
Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle. 





Note:
*nella cucina catalana, per cucinare, sopratutto le pietanze di carne, si usano dei fagottini di erbe aromatiche per insaporirle e profumarle. In pratica sono degli aromi legati strette tra se da un cordoncino, filo o spago da cucina. Di solito li vendono nei negozi alimentari ma non costa nulla farceli anche a casa secondo il gusto e il piatto da preparare. 
Di solito uso: alloro, rosmarino, salvia origano e timo. Qualche volta ci lego anche la canela.

** prima o poi, la ricetta del dado fatto in casa dovrò pubblicarla, ma per adesso attingete pure voi di qui, come ho fatto il giorno che decise di fare il dado home made!

1- Dopo due ore di cottura potete girare l'anara se preferite, ma io non l'ho fatto e si è cotta alla perfezione.

2- il fondo avanzato potete conservarlo in un baratolo di vetro a chiusura ermetica e conservare in frigo, vi può tornare utile in mille modi, io la uso per fare il soffritto di qualche risotto, o pure quando preparo le scaloppine coi funghi per esempio...


3- Ho voluto fare la "faiga" e ho servito le porzioni con una manciata di biscotto tritato, cosa che racomando vivamente, a parte che ci stà benissimo, fa figo quando ti chiedono: 

... pane grattugiato?
e tu: 
...no, biscotto tritato (tieh!)




E ho scritto fin troppo... pensare che era da giorni che dovevo finire questo post... 
ma non vi è andata bene, giudici! Ce l'ho fatta!!!
Allora, anche con questa (seconda) lasagna, partecipo al quarantaduesimo MTC dove  Alessandra Genaro e Sabrina Gasparri saranno "sotterrate" a strati da una balanga di lasagne!!! 
Mi sbaglio?










venerdì 24 ottobre 2014

MINI tartes speziate di ZUCCA, porro e patate



"...Dimmi come cucini e ti dirò come sei..."
Francy sei fantastica!! 


Ed è che il  the recipe-tionist di Flavia è sempre una scoperta buonissima!!!!
Questa volta sono state delle tartine a stregarci, sia me che al cozzaro, e meno male che siamo in due... 
...e menomale che la ricetta ne prevede 4, perché altrimenti ne avremmo mangiate ancora!
Tutto grazie a Francesca perché è stata lei il the recipe-tionist di ottobre
Ci ha ospitato nel suo blog burro e zucchero, e con il suo accento bolognese e la sua cordialità ci ha fatto sentire a casa, perché veramente, fare un giro nel suo blog è come stare a casa. Le sue ricette sanno di buono e sincero, come solo una mamma sa fare. Vi invito a farli una visita e girare nelle sue pagine piene di pietanze stupende! E ho scoperto una gran lista di dolci, non perdervi anche quella perché la Francy è una garanzia!

Queste mini tartes mi hanno "bussato al cuore" e non potevo lasciarmi perdere l'occasione di provare e sperimentare, anche perché sono pochi i giorni che riesco a stare a casa come vorrei.

Dicevo... queste tartes sono un tripudio di sapori e texture, dalla buonissima base di pasta integrale alla morbidissima crema di zucca, per questo ho voluto azzardare e lasciare anche una parte di verdure intere, senza frullarele. 
Per di più la zucca è di stagione, i porri e le patate sono sempre di compagnia e la curcuma non manca... che dite se aggiungiamo un mix di semi di nigella e papavero? Secondome male non fa, anzi!


MINI tartes speziate 
di ZUCCA, porro e patate

in prattica... la salute a tavola!




Per 4 mini tartes (4 mini teglie Ø 12 cm circa)

Per la base
80 g farina 0

80 g farina integrale
30 g di olio evo
acqua frizzante fredda qb (birra qb)*
sale e pepe

per il ripieno
200 g di zucca a cubetti
2 patate medio-piccole
1 porro medio
50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
50 g di panna acida
un pizzico di curcuma
un pizzico di curry
(mix di semi: papavero e nigella)*
sale e pepe
olio evo qb

Amalgamate le farine con un pizzico di sale e il pepe. Aggiungete l'olio e iniziare ad impastare, aggiungendo man mano la birra frizzante fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Lavoratelo per qualche minuto e poi riponetelo in frigorifero avvolto con della carta trasparente.




Preparate il ripieno,  in una padella capiente, far saltare la zucca, le patate a dadini e il porro a rondelle con dell'olio e fate insaporire bene. Aggiungete il curry la curcuma e aggiustate di sale e pepe. 
Versate un mestolo d'acqua e lasciate cuocere fino a che le verdure non siano morbide. Mescolare poco e se serve aggiungere un po' d'acqua ancora.

Trasferite poco più della metta delle verdure nel bicchiere di un frullatore ad immersione, uniteci il parmigiano e la panna acida e frullate fino ad ottenere una crema abbastanza densa e omogenea, poi lasciate raffreddare. 
Dividete l'impasto in 4 parti e stendetele con il mattarello fino ad ottenere dei cerchi in modo di foderare le vostre piccole teglie, premendo bene lungo la circonferenza e bucherellando il fondo con una forchetta.



Dividete la crema di zucca nelle quattro piccole teglie, finite di riempire con il resto delle verdure tenuto da parte e cospargere con il mix di semi di papavero e nigela.
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti.  Sfornate e lasciate leggermente intiepidire.
Si possono preparare in anticipo e conservare in frigo. Al momento di servire basterà riscaldarle qualche minuto in forno.




note:

* in corsivo e dentro parentesi la mia aggiunta e variante


1. non ho usato la carta da forno per foderare le teglie perché quelle che ho usato sono con molti fronzoli intorno (non sono lisce per intenderci…) ma la tartina ne è uscita comunque "illesa" ed è stato una meraviglia da vedere e da mordere!



2. ho usato la birra perché a casa l'acqua frizzante non la veviamo quasi mai e non ha alterato per niente il sapore, anche se credo sia venuta una frolla più croccante. Adesso vorrei provare anche con acqua semplice. 



...e con questa ricetta partecipo al  the recipe-tionist di ottobre


mercoledì 22 ottobre 2014

LASAGNA delle VALLI con farina di grano saraceno, verza e fonduta per l'MTC

Se dovesse dire quale cosa mi colpì di più quando arrivai in Italia, potrei dire che fù la semplicità con la quale i maschi si mettono ai fornelli, e io amo vedere un uomo ai fornelli, basta che non mi cucini sempre la pasta! Basta alternare con qualche altra cosa... ma ti prego, che non siano cozze!!!!
Ma non si può chiedere tutto, e in fatti tieh!
Ho pescato un pugliese, cresciuto a base di pasta e cozze.
Io invece amo la verdura, della pasta potrei farne a meno, se non fosse per quella integrale o al grano saraceno. Figuratevi quando scopri la esistenza dei pinzocheri!!!!
Di fatti, non vengo da una cultura dove la pasta la fa da regina, anche se protrei farene una mini classifica:
al primo posto ci sono i cannelloni, sinonimo di piatto delle grandi feste
seguono i maccheroni, il piatto più quotato dei bambini
dopo vengono gli spaghetti, a dotati da studenti e single ma odiati da qualsiasi nonno che si rispetti!
e arriviamo alle lasagne, queste goduriose e sconosciute! Viste come cibo peccaminoso, tipical italian, capaci di mette tutti d'accordo, grandi e piccini.
Ed è proprio come succede in questa puntata dell'MTC, dove la nostra Sabrina Gasparri, vincitrice dello scorsa gara con il suo magistrale riso pilaf, ci propone come sfida la Sig.ra Lasagna!
Non so voi, ma io ho avuto il piacere di conoscere questa donna, ed ho capito da subito quanta energia e simpatia emana. Ed è questo tipo di persone, che fanno che le cose buone e semplici diventino uniche, ancora di più se sono parte della loro tradizione. Ed io non posso che sentirmi onorata di partecipare e prendere parte ai vostri costumi e cultura, non solo gastronomica!



LASAGNA delle Valli 
con farina di grano saraceno verza e fonduta


indovina indovinello ...
ho gli strati di grano saraceno.
Son ripiena di verza e fontina,
patate, coste e casera valtelina.
Arrivata direttamente dalle valli
e so per cento 
che con un solo morso non te la cavi!

( e non sono Heidi...)



La mia lasagna è un insieme di due vali; la Valtellina, famosa per i pinzocheri conditi con patate e verze, insaporiti con aglio, salvia e amalgamati con del formaggio, come il casera valtelina DOP e il pizzoccheraia, ma anche la fontina DOP formaggio dell'altra valle, quella d'Aosta.


Ingredienti per 8 persone
Per il ripieno
900 g di verza, pulita e tagliata a strisce sottili
1 mazzeto di coste
2 patate medie 
1/2 cipolla doratta
una manciata di foglie di salvia
50 g di burro
75 g parmigiano
sale qb

Per la sfoglia
150 g di farina  0 di grano tenero (+ altra per lavorare)
150 g di farina di grano saraceno
3 uova (grandi)

Per la salsa
100 g di burro
125 g di farina 0
1 spicchio d'aglio
un mazzetto di salvia
1 l e 300 ml di brodo vegetale (io l'acqua con che ho bollire le verdure)
sale qb

Per la fonduta
100 g di formaggio pizzoccheraia
100 g di formaggio casera valtelina DOP
100 g di formaggio fontina DOP
250 ml di latte intero
2 tuorli d'uovo


Per il ripieno, lavare bene le verdure, sbucciare le patate e tagliarle a dadini. Dentro uno scolapasta grande versarci la verza, già fatta striscioline, lavarla sotto l'acqua corrente e lasciarla scolare. Pulire bene anche le coste, e quando dico pulire intendo di sotto l'acqua ma anche liberarle di quei fili plasticosi che sono le nervature del gambo (vedere foto) non sotto valutarli, quei fili sono così resistenti che nessun processo del nostro corpo li riesce a sciogliere!!! Tagliate pure le coste e i gambi a pezzetti piccoli, e mettete tutte queste verdure a bollire in acqua bollente e salata. Quando è tutto ben cotto scolare tenendo da parte l'acqua di cottura.

In una padella capiente sciogliere una noce di burro e farci ammorbidire la mezza cipolla tritata molto finemente. Quando comincia a diventare trasparente aggiungerci le foglie di salvia, pulite e tagliate grossolanamente. Cuocere per qualche minuto assieme alla cipolla fino che questa comincia a diventare bionda, allora versare la versura ben sgocciolata e amalgamare dentro la paella per farla insaporire. Qualche minuto di cottura e ritirare dai fornelli. trasferire in una ciotola capiente e tenere da parte.





In una ciotola mescolate bene le due tipologie di farina e poi versarle sul tagliere a modo di fontana con al centro le uova.

Lavorate molto bene ed energicamente l'impasto fino a quando non diventa liscio, aggiungendo, se necessario, della farina.

Fatteloo riposare coperto con una ciotola per una mezz'ora.

Riprendete l'impasto e stendetelo sottile con il matterello. 

"Impugnate il matterello tenendo le mani vicine e facendo pressione con il pollice e il palmo appena sotto. Partite dal cento e ruotare spesso la sfoglia. Man mano che cresce ruotatela arrotolandola sul matterello. I fianchi devo ondeggiare. Per farla tonda, far scorrere le mani su e giù per il matterello."

Una volta stesa, lasciare la sfoglia ad asciugare intanto che si prepara la besciamella e la fonduta.


Per la fonduta scaldate il latte e il burro dentro un pentolino, (meglio se questo è un caquelon di guisa o di terracotta) quando il burro è quasi fusso versate i formaggi tagliatti a dadini e mescolate, sempre a fiamma molto bassa, finche i formaggi siano quasi completamente sciolti. Ritirate dal fuoco e versare un tuorlo amalgamando bene, poi l'altro  e tenete da parte al caldo.




Mettete a bollire l'acqua ricavata dalle verdure.
Nel frattempo, in una padella o tegame largo, sciogliete il burro a fuoco lento facendolo insaporire con lo spicchio d'aglio fatto purea e le foglie del mazzetto di salvia, lavate e tritate finemente,  mescolate continuamente con un cucchiaio di legno.
Togliete la padella dal fuoco e incorporate a poco a poco la farina mescolate con energia per evitare che si formino grumi.
Aggiungete il "brodo" bollente un poco per volta e rimettete la salsa sul fuoco, aggiungete un pizzico di sale e non smettere di rimescolare fino a che riprende il bollore. 
Tenete da parte abbastanza liquido caldo nel caso la salsa si solidificasse prima della composizione della lasagna.
Versate 3/4 di questa besciamella dentro le verdure del ripieno e amalgamate. La salsa restante la usate per la copertura finale.



In una pentola molto capiente portate dell'acqua salata ad ebollizione. 
Preparate una ciotola di acqua bella ghiacciata e accanto uno scolapasta.
Tagliate la sfoglia in grandi rettangoli e buttatene un paio per volta nell'acqua bollente, sono pronti quando questa riprende il bollore, scolarli con l'aiuto di una schiumarola, raffreddateli nell'acqua gelida e metteteli a scolare bene stesi nello scolapasta. 
Continuaee in questo modo fino a cuocere tutti i rettangoli.
In una teglia da forno, o come nel mio caso una casseruola di terracotta, versate un mestolo di besciamella e stendeteli bene fino a coprire il fondo. Man mano che le lasagne si sono scolate bene dall'acqua, stendetele nella teglia a strati, alternandole con uno strato di verdure, uno di fonduta e una buona manciata di parmigiano grattugiato, così fino a riempite lo stampo. Finite con la besciamella tenuta da parte e una manciata di parmigiano, qualche fiocco di burro e qualche fogliolina di salvia, ben lavata.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 35/40 minuti, o finche sopra non si sarà formata una crosticina dorata e croccante... si, proprio quella stessa crosticina per la quale si fanno le gare per vedere chi otterrà la parte più croccante! 
Spegnere il forno e lasciarle riposare qualche minuto prima di servirle.







Con questa (prima) lasagna, partecipo alla puntata n.42  

dell'MTC, dove Alessandra Genaro e la nostra Sabrina Gasparri non vedono l'ora 
di arrivare a un nuovo record, vero? ;)



E come si è da tradizione, perché da me non si butta niente, i pezzetti dai ritagli di sfoglia vano trasformati come per magia, e grazie all'aiuto di un paio di forbici, in pizzoccheri freschi! 



Note:
1. Il caquelon di guisa o di terracotta è quello usato per tradizione per fare le fondute, non è che io ne sia una spreta, visto che poi non vado matta per i formaggi, ma si da il caso che ne ho uno molto simile o almeno me l'anno regalato dicendo che serviva proprio alle fondute, anche se io lo uso per molte altre cose. 

2. per l'ultima dosi di besciamella, quello dell'ultimo strato sopra, ho tenuto da parte un po' di acqua delle verdure perché si era rappresa, così l'ho rimessa di nuovo sul fornello e fatta rimbenire aggiungendoci il "brodo"

3. "brodo" tra virgolette perché un brodo vero non è, ma il sapore obbiamente legato al ripieno e il fatto di non sprecare assolutamente niente (che è legato al mio DNA) mi ha fatto usarlo al posto del latte, perché altrimenti, per i miei gusti, mi sembrava un eccesso di latticini tenendo in conto che c'è già la fonduta.