giovedì 28 gennaio 2016

Giornata Nazionale della PUTIZZA per il Calendario del Cibo Italiano

E siamo arrivati al 28 gennaio, che nel Calendario del Cibo Italiano, significa la Giornata Nazionale della Putizza Triestina!
Ma non finisce qui, perché ci sono tante pietanze come giorni tiene l'anno. E vi assicuro che non potrete farne a meno di tuffarvi di testa dentro questo Calendario, proposto e guidato magnificamente da AIFB. Perché è grazie a questa iniziativa, che abbiamo tutti l'opportunità di scoprirete tante pietanze e sapori non stranni, magari un po' dimenticati o avvolti in usanze lontane o perdute. Chissà se questo possa essere un modo per portare tutte questa bontà di nuovo su tutte le nostre tavole!? 

Che dite, vi va se oggi vi propongo di fare una gita in terre triestine? Cliccate qui
Siete tutti invitati. Vi porteremmo lì dove la cultura culinaria è particolarmente variata e sapida, e coniuga come nessun’altra la gastronomia mediterranea con quella mitteleuropea.
E poi... anche le storie romantiche non mancano, la Putizza ne è la prova! 


PUTIZZA Triestina


Ringrazio di cuore 
 Cristina Tiddia, Marianna Bonello e Fausta Lavagna per i loro contributo!!! 


mercoledì 27 gennaio 2016

Auguri a una ventenne con trent'anni di sperienza!!!

AUGURI!!!!!!!
A una donna che di porche figure se ne intende come nessun'altra!
E noi ti festeggiamo con una carrellate di quelle tue ricette che hanno fatto storia! D'altronde, mezzo secolo servirà a qualcosa, no?  Ma stiamo parlando della Van Pelt, e in questo caso il tempo non conta, perché lei riesce a fare miliardi cose, e fatte bene, anzi di più!
Tipo che il resto di noi umani ce le sogniamo!




ecco Van Peltquesto é per te!




(da scaricare qui)

lunedì 25 gennaio 2016

"Rebullida" Campagnola di ceci e coste


Campagnola perche e tipica delle campagne dove provengo... e lo sapete che ce sempre un qualcosa di catalano per L'MTC, e questa volta, dopo la zuppa dei Doria ,c'è la zuppa Esteve/Bellocchio, che magari di nobili non abbiamo nulla ma davanti a una buona zuppa nessuno nega un bis! Sopratutto in questo periodo … ben arrivato freddo!
Grazie Vitto!!!!

A casa mia i ceci e i fagioli, le lenticchie, fave e cicerchie hanno sempre avuto una posizione vantaggiosa, piacevano a tutti. Ed è una gran cosa!
Le verdure poi non mancavano mai, e visto che vivendo appiccicati ai nonni, le tradizioni ce le siamo portate a dosso come parte della nostra pelle, in modo del tutto naturale. Perciò i ricordi di tante cose mi vengono alla memoria facilmente. Come le zuppe e minestre preparate dal nonno e dalla nonna. Econe  una che è capace di riscaldare corpo e anima anche nei giorni più freddi.

"Rebullida" Campagnola 
di ceci e coste  (con la pilota)


Dalla collezione "cool- in_arte" 
disegno  a  matita su foglio di carta e collage, dedicato alle forbici che riescono a dare un taglio lì dove serve... (a volte, non sempre)





Ingredienti per 4 
(si fa per dire, se non fatte il bis ovvio...)

per il brodo:
1 pezzo di biancostato
1 coscia di pollo
2 costolette di maiale
1 patata grande
3 carote
50 g di ceci (secchi e tenuti in ammollo)
(secchi e tenuti in ammollo)
50 g di fagioli 

1 gambo di sedano
1porro
una cipolla 
1 cucchiaio scarso di sale, 
pepe in grani (5)

per la pilota:
125 g. di macinata di bobino
125 g. di macinata di suino
1 aglio (fatto a pure e senza l'anima)
3/4 cucchiaiate di pane grattugiato (con mollica meglio)
una manciata di prezzemolo 
pizzico di sale, 
pizzico di pepe
2 cucchiai di farina  per spolverare

per la minestra:
300 g di ceci cotti
500 g di coste colorate
1 cipolla piccola
250 g di pelati (fatti a dadini)
Brodo di carne qb (fatto in casa*)

per la "picada"
12 nocciole tostate 
un ciuffetto di prezzemolo
una fetta di pane tostato
pizzico di sale, 
pizzico di pepe
3 cucchiai d'acqua calda.


Preparare il brodo almeno 2 ore prima di cominciare la rebullida.
In una pentola molto capiente immergere gli ingredienti in acqua fredda, portarli ad ebollizione e poi lasciare cuocere per almeno 2 ore a fiamma bassa.
Mezz'ora prima di spegnere il fuoco mettete a cuocere la pilota.

Per la Pilota, impastate gli ingredienti e formate una specie di pallone da rugby (da qui il nome di "pilota"), infarinatela e mettela a bollire per mezzora o 40 minuti, nel brodo. 
Una volta cotta, prelevare dal brodo assieme al resto di verdure e pezzi di carne e mettere da parte. Da servire calda per accompagnare la rebullida, o pure potete tagliarla a fette e farla saltare in padella finche venga la crosticina dorata da ambi latti, così la zuppa è ancora "più sostanziosa".



In una pentola di coccio fate soffrigere la cipolla. Versateci la "picada" (tutti gli ingredienti pestati nel mortaio e amalgamati con i cucciai d'acqua) e cuocete per un paio di minuti, dopo diché aggiungete il pomodoro e fate soffriggere finche si ridurrà e l'acqua la loro acqua, salate. A questo punto aggiungeteci le coste ben lavate e tagliate a pezzetti grossolani, (io le sminuzzo con le mani). La pentola sarà stracolma delle coste, non preocupatevi, ci starà tutto  vederete... 
Girate per qualche minuto aggiungendo qualche mestolo di brodo caldo finche la verdura si sarà un po' ammorbidita e allora ci sarà spazio per i ceci. Versateli e coprite con del brodo caldo. Cuocete per 45 o 55 minuti, regolate di sale e servite bollente accompagnata dalla pilota semplicemente bollita e fatta a pezzetti o pure come noi saltata in padella... e si... fritta! Sai che goduria!



note


1. Mia nona quando qualche volta coincideva che faceva la pilota con il brodo la domenica a pranzo, preparava un po' più d'impasto e ci faceva delle polpetine, che poi saltava in padella, così ci teneva buoni e ci faceva mangiare il brodo con la pastina, o non ci sarebbero state le polpetine!

2. La pilota si suol mangiare bollita a pezzi dentro il brodo con la pastina, di solito si salta in padella il giorno dopo, magari a colazione, magari con gli avanzi da preparare il brodo: si sminuzza la carne e si trita la verdura per poi far saltare il padella con un filo d'olio e rosolare fin che non veniva quella crosticina "indimenticabile"...

3. non buttatete tutta l'acqua di cottura dei ceci, usate qualche mestolo per allungare il brodo per cuocere la zuppa.     


4. Rebullida credo venga detta cosi perche gli ingredienti, in questo caso i cecci, hanno una seconda cotture (re) bollire.




Con questa "Rebullida" partecipo alla sfida del MTC, la n°53, 
quella della nostra Vitto della cucina piccolina...
Me senti toglimi una curiosità Vitto di Marte..., 
ma a Marte, le zuppe e minestroni sono tutti verdi???






Zuppa dei Doria per l'MTC


Questo MTC ha svegliato il confort food in molti di noi… Grazie Vitto! La tua scelta è degna di una che sà il fatto suo… e che adesso saprà anche tanti di quei fatti nostri…!!!
Eccone uno.
Per esempio… avete presente quando da qualche parte, dove siete andati, assaggiate un qualcosa che vi rimane impresso?
Quando quel qualcosa non vi lascia dormire, anzi lo sognate e vi sembra di assaporarlo pure in sogni, magari in modo che nel subconscio posa individuare com'è fatto?
Qualli sono esattamente gli ingredienti, e quale le dosi…

Sono sicura di si… è inutile che fate i fighi e dite: 
"… io no, ho la fortuna di azzeccare sempre  quando ci provo, alla prima poi!"
 " io chiedo la ricetta e mi viene benissimo, precisa!"

Bugie!!!!
In questo caso sarebbero bugie!
Perché vi parlo di una zuppa, talmente buona, che mi è rimasta nel cuore e nella mente, a tal punto che ho provato e provato a rifarla, fino che mi sono arresa perché non era uguale. Mi beniva buonissima, si… ma non esatta.
Allora ho fatto in modo che diventasse la mia versione di quella zuppa, che chiamo ironicamente la Zuppa dei Doria. Non ho la minima idea se loro l'avessero mangiato qualche volta, però si da il caso ché fù proprio a Dolceacqua, un borgo medievale della Liguria, dove assaggia questa bontà.
Magari la ho idealizzato, può darsi, ma in tal caso sono convinta che è dovuto alla bellezza dei posti e sopratutto la splendida e numerosa compagnia… chi c'era sono sicura ricorderà…

Zuppa dei Doria
Dalla collezione "cool- in_arte" 
disegno  di matita su foglio di carta A4, dedicato alla tastiera del mio fedele Mac... 
dove passo gran parte della mia vita ultimamente!



Ingredienti per 4 (dosi contenute)
"o per 2 (dosi abbondanti... mi spiego?)

150 g di salsiccia (priva di budello e sminuzzata grossolanamente)
150 g di zuca a dadini (2 cm.)
150 g grano saraceno
100 g porro
1/2 cucchiaino di semi di finocchio (tostati e pestati)
1 l di brodo vegetale (con del dado fato in casa)
olió evo q.b

In una pentola, meglio di ghisa o di coccio, fate soffriggere il porro e la salsiccia e condire con i semi di finochietto pestati, regolare di sale e fate cuocere. Quando la salsiccia è quasi cotta aggiungete la zucca e fatte andare per altri 5 minuti prima di aggiungere il grano saraceno, lavato previamente sotto l'acqua fredda. Amalgamate il tutto per un paio di minuti e versateci 3/4 del brodo, caldo ma non bollente, fate cuocere per una mezz'ora a fuoco basso dando una mescolata ogni tanto e controllando che non manchi liquido. In tal caso aggiungete dell'altro brodo caldo. Controllate di sale e servite ben caldo.



note
1. Se volete provare, avete tempo e qualche fetta di pane che vi avanza, saltate in padella un spicchio d'aglio schiacciato e fatte insaporire l'olio evo. Togliete lo spicchio e fateci dorare i crostini di pane. D'accompagnare alla zuppa (sempre che non li finite prima di arrivare in tavola)




Con questa zuppa partecipo alla sfida n° 53 del MTC.
Grazie Vitto, e che la forza (calda) di zuppe e minestre sia con te!


mercoledì 25 novembre 2015

LINGOTTI di curcuma ripieni, un piatto porta-fortuna

A chi non serve un po' di fortuna? 
Sempre e quando tu ci creda... a quella donna con gli occhi vendati che sostiene un corno pieno di monete d'oro!

Io per esempio credo nella forza di volontà, nel "volere è potere", nella buona fede della gente e sopratutto nel pensiero laterale!
E poi ho tutto l'oro del mondo nella mia cucina... la CURCUMA!

Per questo dedico questa ricetta a tutte le persone che s'impegnano con tutto il cuore in quello che fanno e perché ci credono veramente. Come tutti quelli che partecipiamo ogni mese all'MTChallenge, a volte pensiamo che non è sfida per noi, che il tempo ci rema contro, o mille altre intoppi, ma poi sentiamo come una scossa di adrenalina, la lampadina ti ci accende nella testa e non importa se sei già a nanna, o in metro, o sotto la doccia. l'idea arriva ed è quella, non ce verso, ci si fa il possibile per portarla a termine e... ohhh... che soddisfazione!
Peccato che questa volta, mi è venuta in mente una ricetta non solo ispirata alla mia terra, ma ben si patriottica! E attenzione, perché gli ingredienti non centrano ma si la forma!

Tutto questo, perché a vincere l'MTC di ottobre, sono stati Monica e Luca di Fotocibiamo (il nome del loro blog parla da solo.. !) E bene, questi due Genovesi ci hanno proposto i Ravioli "co-o tuccu"! 
Ecco mi sono detta: "i genovesi non buttano niente, proprio come noi, i catalani che delle pietre ne ricaviamo il pane!" 
Ed è proprio così e questa volta la nostra coppia genovese ci dimostra  come da un pezzo di carne, non tanto pregiata vale a dire tosta, se ne ricava qualcosa di morbido e sublime grazie alla cottura lenta che la farà da padrona in questa sfida su i primi piatti delle feste!!!

Ma visto che quest'anno, le feste di Natale non so dove le passerò, se qua nell'Italia che mi ha adottato o nella mia terra natale, ho voluto un po' mischiarle entrambe. 
In realtà potrebbe sembrare un primo fatto con gli abbanzi delle feste... e perché no? 
Il bello è trarre del cibo il massimo proffito e il minimo sprecco, come ci insegnano Monica e Luca, e io ci vado a nozze con questo moto!



LINGOTTI di curcuma 
ripieni di lentichie nere, patate e mazzancolle
su ragù di cottechino al sugo rosso





Lingotti di curcuma che vengono a significare l'oro, ma anche a simbolizare la bandiera della catalunya, dorata con 4 strisce rosse (la Senyera*)

E con un ripieno simbolo di prosperità e buon augurio, come le lenticchie, il cotechino, e il pure di patate. Che per noi equivale al pesce e a l'uva, trasformandosi in mazzancolle e spumante! 


ingredienti per 4

per il ripieno

175 g di lenticchie (peso da crude)
3 foglie d'alloro
200 grami di mazzancole (peso da crude)
1 spicchio d'aglio

1 patata bolita

sale qb


per la pasta
250 g di farina 0
1 uovo (grande)
1 cucchiaio d'olio evo
2 cucchiai d'acqua
2 cucchiaini rasi di curcuma

per il ragù 1 cottechino fresco
1 scalogno
1 carotta
1/2 gambo di sedano
450 g di pelati
1 bicchierino di spumante
1 cucchiaino di zucchero
olio evo
sale qb


Il lavoro più lungo, che poi tutto questo lavoro non è... sarebbe la doppia cottura del cotechino. Fatello bollire per 3 ore in abbondante acqua, partendo da freddo. Una volta ben cotto e per tanto sgrassato (anche se dire sgrassato, a un cotechino, mi viene da ridere!) liberatelo dal budello e tagliatelo a pezzettini.
Nel frattempo preparare un soffritto (qui vi si aprirà un mondo) io ho tagliato le verdure molto grossolanamente e soffritto con abbondante olio a fuoco molto dolce e mescolando molto spesso.
Agiungette il cotechino spezzettato e l'alloro e ammalgamatelo al soffritto per qualche minuto. Bagnate con lo spumante, fatte sfumare e aggiungete i pelati. Cuocete per un ora e mezza aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua e mescolate spesso per non farlo attaccare. Sarà pronto, quando con il mestolo, non si spapolera il cotecchino diventando una specie di salsa grossolana assieme alle verdure e i pomodori. 






Lavatte le lenticchie sotto l'acqua corrente e lessatele con3 foglie d'alloro, partendo da freddo e a fuoco lento. A fine cottura salare.
Pulire le mazzancole, (non buttare i carapaci usateli per una bische o un fumetto) saltatele in padella per qualche secondo con dell'olio insaporito previamente con un spicchio d'aglio e regolate di sale. 




Scolatte le lentichie e con una forchetta schiatele un pò. Unite la polpa della patata passata per lo schiaccia patate. Amalgamate e unite le mazzancole, se queste sono piccole lasciatele pure intere se no tagliatele a pezzetti, come preferite. Amalgamate e condite con dell'olio della cottura delle mazzancolle.







In una ciotola mischiate la farina e la curcuma, poi versate su una spianatoia a fontana. aggiungete in centro l'uovo, l'olio e l'acqua e impastate, lavorate la pasta, se serve bagnatevi le mani ogni tanto in modo di tenere la pasta non tropo dura, dipenderà anche della qualità e grandezza dell'uovo. Avvolgete con della pellicola trasparente e fate riposare nel frigo da 30 a 40 minuti. 

Stirare la pasta, (io con la macchina) creare delle strisce lunghe 30 cm.i e larghe 8/9 cm. dove distribuirete il ripieno per poi richiudere su di se, sigillando e tagliando il serpentone ottenuto, in tre lingotti. (vedere foto qua sotto)





Cuocere in acqua bollente e salata, quando vengono a gala far cuocere ancora per qualche secondo, prelevarli con una "schiumarola" o mestolo forato, facendo attenzione.
Servire subito e ben caldi su un letto abbondante e fumante di ragù al cotechino. 






Con questo primo delle feste partecipo alla sfida di novembre, un MTC molto speciale e gustoso grazie alla scelta dei vincitori del mese scorso Monica e Luca!! Grazie! 
E Buone Feste!!





note:
1. di pasta ne è abbanzata un po' (non si butta mica!), abbastanza per due porzioni di tagliatelle! Ecco, non le porzioni alle che siamo abituati il cozzaro ed io... ma quelle più normali.

*La senyera catalana è una delle più antiche di Europa, nata nel secoloIX dalle mani di Guifrè el Pilos, proprio dalla sua mano destra che intingi del suo sangue, quello che li borbotaba della ferita nel cuore, e strisciò lungo il suo scudo dorato e spoglio.
In realtà lascio 5 strisce rose, ma una era quasi inpercepivile, quella de police.