domenica 26 maggio 2013

La mia TAHIEDDRA PUGLIESE (risopatatecozzefave)

...una tahieddra al giorno, ti toglie...

... la fame!
Ma non la voglia di ripeterla e rifarla ancora un'altra volta, e un'altra, e un'altra!!!!
Magari però, diversa, con ingredienti di stagione, o con quello che hai in casa! Perché non sempre facciamo la spesa a secondo la "sfida del mese"... (ma a volte un po' si... e questo, il cozzaro, comincia a sospettarlo... dopo due anni che partecipo al MTC!!! Ma questa volta anche lui, da buon pugliese, vuole dare il suo contributo, tra poco....).

Allora, per questa mia prima tahieddra è andata più o meno così.
Volevo farla per postarla subito (poi non l'ho più fatto, come al solito) ma l'intenzione era quella di farla con quello che avevo a casa e in questo periodo le fave ce le ho sempre! E poi, io le fave le vedo pugliesi, voi no?! Non ho avuto nessun dubbio, loro ci dovevano stare nella mia tahieddra.
In fondo, questa ricetta, è come tutti i piatti tradizionali, nati per una necessita di assemblare alimenti del posto, sicuramente a basso costo e impatto zero. Poi ognuno ne può dire la sua, ma nel frattempo l'evoluzione dell'uomo va avanti lo stesso per le tradizioni che per i fabbisogni alimentari. Magari è proprio per questo che questa ricetta, si mi è permesso dirlo, mi ricorda la paella. Sempre a base di riso, sempre a base di pesce e verdura, a punto sempre a base di alimenti a portata di mano. 
Sapete quante versioni ci sono della paella? Non si possono contare! 
Ogni famiglia ha la sua ricetta, ed anche se la mia è uguale a quella di mia mamma, è diversa a quella di mia zia, o di mia nonna! E pure vivevamo nello stesso edificio (una casa a 3 piani).
Per questo, quando questo mese nel MTCCristian ci ha proposto il "risopatatecozze", la ricetta della sua famiglia, mi sono sentita onorata. Non so voi, ma per me è bellissimo e emozionante sapere che esistono persone, che senza conocerti neanche, ti aprono le porte di casa, della sua memoria e del suo cuore.
Tramite il cibo, secondo me, l'uomo stabilisce un legame molto speciale. Ho sempre pensato che a tavola o in cucina si consolidano le amicizie, perché con il mangiare non si scherza. 
Capite perché per me l'MTC è una cucina gigantesca? E lì dove ci stiamo tutti anche belli larghi, dove impariamo, ci divertiamo e qualche volta ci si dà una mano anche se non c'è il cibo di mezzo. Ecco il bello del condividere, senza altri fini che quelli di ritrovarci ogni mese qui! A giocare! e quando il gioco si fa duro...


La mia TAHIEDDRA PUGLIESE  (risopatatecozzefave)




Ingredienti per 2 Teglie 25 cm. :
300 g di riso Baldo
2 patate di media grandezza
2 chili di cozze (18 di questecozze le ho usate per la seconda tahieddra, guscio-à-porter)
1 cipolla media (rossa)
200 g di fave
6 pomodorini ciliegino
30 g di parmigiano grattugiato
30 g di pecorino grattugiato
2 cucchiai di pane gratugiato
olio extravergine d’oliva pugliese (Taranto)





Come dice Cristian, per prima cosa bisogna pulire e aprire le cozze. Fare attenzione a conservare la loro acqua e stare attenti a non farsi male, ed già so che io me lo sarei fatta perché mi conosco (la maledizione degli Esteve...). Così ho lasciato questo lavoraccio nelle mani del mio cozzaro e lui, con pazienza e devozione, non che un soriso da orecchio a orecchio, ha cominciato il suo lavoro (io non lo capisco, ma felice lui...!)






Preriscaldare il forno a 160 C° (nel mio forno extraterrestre 175 C°).
Nel mentre, sbucciare le fave e lavarle, pelare le patate e tagliarle a fette sotilli 2 o 3 mm.
Dopo aver preparato la teglia di cuocio, versare nel fondo un filo d'olio e a comodarci le fette di patata, poi le fave e poi della cipolla tagliata a rondelle, poi una spolverata di formaggi.
Lavare il riso velocemente in acqua fredda e scollarlo bene. Versarlo sopra le verdure livellandolo, in modo di coprire leggermente le verdure, poi con la cottura si gonfierà.
sopra il riso distribuire i pomodorini, lavati e fatti a pezzi, poi le cozze e condire il tutto con la loro acqua. 

A questo punto condire con del formaggio (lasciandone un cucchiaio a parte) e coprire con il resto delle verdure, patate fave e cipolla.
L'acqua deve arrivare a filo con l'ultimo strato delle verdure. Nel caso l'acqua delle cozze non fosse sufficiente, aggiungere qualche cucchiaio d'acqua, facendo attenzione al sale perché quella delle cozze accostuma ad essere molto salata.
Mischiare il formaggio rimasto al pane gratugiato e cospargere sopra, ancora un filo d'olio e Infornare, sempre a 160 C°  per un'ora più o meno, quando l'acqua si è asciugata e sopra si è creata una bella crosticina.



Sono contenta che tra i giudici dell' MTC di maggio, ci sia un maschio. Questa è una cosa rara, che non accadeva da tanto tempo (lo stesso vale per questa primavera così fredda come non si vedeva da 200 anni!) 
Allora, presento la mia prima Tahieddra Pugliese (risopatatecozzefave) augurando a Cristian  e alle donne di Menu turistico di arrivare con i nervi saldi a fine gara... perché credo che sarà una pioggia di tahieddre che farà paura! 




18 commenti:

  1. Hai ragione, è una grandissima cucina dove ognuno dà il suo apporto, perfino i mariti, che ormai, volenti o nolenti, ne fanno parte di diritto e il tuo non poteva restarne fuori proprio in questa sfida!
    P.s. non vedo l'ora di vedere la versione pret-à-porter! :D

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    1. Siiiiii io la vedo proprio così, come una immensa cucina!
      i mariti? ci sono sempre in qualche modo....

      La guscio-a-porter la stò scrivendo adesso!
      :P


      besitos

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  2. mai, che bella la seconda foto!

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  3. Grazie Stefania! Sai come l'ho fatta? Sistema casereccio!
    Arrampicata su una sedia, con a terra le tele o telai dei quadri (bianchi) e la luce che entrava sparata dal balcone!
    Ecco il perché delle ombre...


    besitos


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  4. Mai, questa tahieddra è una meraviglia :)

    Sulla cucina tradizionale hai detto tante cose esatte,ma in particolare una mi ha colpita: una ricetta nasceva per consumare ciò che si aveva a disposizione, a km zero e basso costo. E ogni famiglia aveva a disposizione una cosa diversa!

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    1. Grazie Valentina!
      E secondo me, ce ancora un'altra cosa molto presente nelle tradizioni gastronomiche...: il "non si butta via niente"!
      Un grande moto secondo me! :)

      besos

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  5. Tra le foto, la ricetta, la tua verve ed il cozzaro...... mi pregustavo questo momento. Adesso però aspetto la versione del cozzaro,,,,!!!!
    Brava Mai, come sempre!
    Besitos Noraa

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    1. Grazie Nora, e guarda che oggi, ormai guarda che orari faccio..., ne arrivano tre!
      L'ultima quella del cozzaro!


      besos

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  6. Io adoro la tua, verve, il tuo calore mediterraneo, il tuo sorriso anche quando non ti si vede...ma c'è sempre, in ogni cosa che scrivi e che cucini. Ma anche nelle tue foto, che sono divertenti e bellissime. E la favetta nella tiella, che più pugliese non si può...a me me piaceeeeeeee...
    Ti mando un bacio formato gigante!
    Pat

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    1. Pattyyyyyyyy! E si che rido è vero! Ma sopratutto qualche giorno dopo quando rilego quello che ho scritto...
      Ma perché il canale che porta dal pensiero alla tastiera è come la A4 proprio in queste ore... libero e scorrevole, non ci sono impicci e io vado!!! hahaahahahah!
      Grazie, sono contentissima che ti sia piaciuta l'aggiunta della fava!

      besos enormes también para ti!

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  7. Anche a me questa tiella ricorda un po' la paella, ed in effetti se è vero che le sue origini di questo piatto derivano dal periodo di dominazione spagnola, ecco spiegata la somiglianza... Non sono invece d'accordo per le fave che per me, da buon romano, non sono tipiche pugliesi (ma che ne so io se è vero?) ma piuttosto molto romane, tant'è che la tipica merenda che facciamo alla prima gita fuori porta in primavera è costituita da un bel mazzo di fave che si sbucciano e si mangiano crude con pezzetti di formaggio pecorino. Comunque mi piace molto la tua taieddhra con l'inserimento delle fave tra le verdure. Anche le foto sono molto suggestive! Bacioni a te e un caro saluto al tuo cozzaro ^_*

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    1. Ehheeee! Allora siamo ne siamo un po' che habbiamo pensato per un millesimo di secondo alla paella!
      Ma in realta la cottura di questa pietanza è ben diversa e anche tantissime altre cose... ma pensa che da me c'è qualcuno che le fave le mette pure nella paella!...

      Questa cosa della paternità delle fave adesso mi lascia un po' perplessa. Pensa che io le facevo proprio e soltanto pugliesi! Magari perché metà dei pie i amici sono a punto della puglia ed intorno e le fave le mangiano in tutti i modi! non le avrei mai associato a le tradizioni romane! Vedi che sempre c'è da imparare con l'MTC e con tutti voi che ci fatte parte! Grazie Andrea !

      besos! e ti saluto il cozzaro senz'altro! :)

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  8. Che bel post Mai, hai ragione, l'hai definito bene l'MTC, una cucina gigantesca in cui cucinando tutti insieme ci si conosce e si diventa amici.
    Mi sembra di vedervi mentre la preparate tu e il cozzaro (non sapevo che fosse anche lui pugliese) questa fantastica taieddhra che, condivido ciò che hai detto, anche a me ricorda un po' la paella, entrambi piatti poveri a base di riso al quale viene aggiunto quello che c'è a disposizione e che per questo ciascuno fa a modo suo.
    Le cozze con le fave (e in Puglia ce ne sono tantissime) è un abbinamento che ho sperimentato anch'io in un risotto e mi ha lasciato strabiliata per quanto è buono, quindi me la immagino proprio questa tua/vostra restando anche incantata davanti alle bellissime foto che hai fatto.
    Un bacione!

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    1. Mariiiii! Ma lo sai che sei la "moglie del mese"?
      Posso capire Cristian come sarà impegnato questi giorni ma anche te, perche dar supporto è anche tanto faticoso! Lo dico sul serio.

      Grazie per essere passata e condividere con me che la cucina del MTC è immensa!
      Per quanto riguarda le fave anche a me sembravano interamente pugliesi, e invece prorpio più su, ho scoperto che sono anche tradizione romana! Quando ci dice che s'impara sempre...

      besos e grazie 1000! di essere passata :)
      il cozzaro saluta te e Cristian!

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  9. Ciao Mai! Innanzitutto un immenso Grazie per aver paragonato la taieddhra alla Paella, mamma mia sarò pur un grande fissato con la mia terra e la mia cucina ma riconosco ciò che è superiore e la Paella è sicuramente uno di quei piatti che dalla cima della piramide guarda in basso moltissime altre ricette. Mi pare di aver capito che tuo marito è un amante come me delle cozze...e beh buon sangue non mente ;-)
    Per quanto riguarda la ricetta e la scelta delle fave ti dico che confermo, per me sono molto pugliesi e per farti capire quanto le adoro ti racconto un breve aneddoto accaduto a fine aprile. Mi è venuta una voglia matta di fave, ma non di fave qualsiasi ma di quelle che mangiavo da piccolo a casa dei miei, quelle coltivate da mio padre. Ma oramai era solo un ricordo lontano perchè da 12 anni non potevo più fare come una volta, uscire dalla porta di casa, andare in giardino, strappare una fava dalla pianta e mangiarla. Sono lontano da casa 1200 km e questo è impossibile. Così la sera, quando ho sentito mia madre le ho chiesto "Mamma ma le fave quando arriveranno?" e lei "Na beggiu ,sono già arrivate. Sono buonissime". Per farla breve mi sono fatto spedire con corriere giornaliero uno scatolone di 30 kg di verdure e frutta con dentro una marea di fave. Dovevo recuperare 'sti 12 anni persi. ;-) Così è stato. Ho atteso tutto il giorno il corriere, che doveva consegnare nell'arco delle 24 ore, ma del corriere nessuna traccia. Intorno alle 19:30, persa ogni speranza, riprovo a cercare online lo stato della spedizione, che mentre per tutta la giornata restituiva il messaggio In consegna, diventava ...causa sciopero il pacco non può essere recapitato. Mi si è gelato il sangue, prendo la macchina e mi sparo 10 km per raggiungere il deposito di questo corriere e dopo varie ricerche ecco il mio pacco. Ho mangiato fave per i successivi 5 gg. Scusa se mi sono dilungato e sono forse uscito fuori tema. Torniamo alla tua ricetta, come dicevo ottima la scelta delle fave :-) le cozze sembrano bellissime e devo complimentarmi anche per le foto che sono molto belle e ben fatte. La tua è una signora Taieddhra.
    Grazie mille!
    Cristian

    p.s. salutami il cozzaro da parte di un altro cozzaro ;-)

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    1. Grazie Cristian!
      Ma che rimanga tra noi: a me la paella non mi fa tanto impazzire ma il bello di questa è prepararla in compagnia, se è possibile all'aperto e con intorno tanti amici e familiari! Così la paella mi piace di più, ma così è più tosto dificile farla, da che sono qua in Italia (una vita) l'avrò preparata soltanto una quindicina di volte... pensa che i miei andavano in giro a preparare la paella anche per 300 persone! Hai presente che razza di "paella portavano dentro il furgone?

      Ma tornando al nostro... anzi al tuo, alla tua tahieddra, grazie alla qualle ho scoperto un mondo nuovo... perche ne abbiamo fatto 5 a casa Esteve Bellocchio! E ho pensato, che visto che anche tu ami le fave, e che anche a te portano bei ricordi, ti allego un link di uno dei miei primi post, con le mani di mio nonno mentre sbuccia le fave dopo che siamo andati a coglierle nell'orto!

      besos e grazie ancora
      ovvio...il cozzaro ti contracambia i saluti! Da pugliese a pugliese!


      http://ilcoloredellacurcuma.blogspot.it/2010/10/idee-tra-le-mani.html

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  10. Risposte
    1. Hai visto!?
      la vita è una tiella! io sono a quota 4 e Leonardo ne ha fatto una tutta sua...
      Questa sera spero riuscire a pubblicare tutte e due!

      besos

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