sabato 25 febbraio 2017

Pollo FRITTO all'infinito


…lo confesso… ho fritto pure io! 
E non me ne pento affato!
Perché qualsiasi cosa, fritta, è sempre più buona
Perché il fritto scrocchia dal primo a l'ultimo morso ed è una sensazione di libidine! Come è anche libidine, sapere che i tuoi vicini sentiranno l'odore del fritto per giorni, e moriranno di rabbia per l'odore e per l'invidia e mancanza di coraggio a friggere anche loro… ma peccare non è da tutti, sopratutto se uno dei vicini è stato un prete laico.

Tutti davanti ai fornelli dotati di turbanti e bandane per non farsi attecchire il fritto nei capelli. Se si attacca nel resto della casa chi sennefrega! Tutti con le mani, il naso e le guance unte… e non negatelo!!! Il primo che non si sia sporcato mangiando il pollo fritto alzi la mano! 

Secondome Silvia (a volte Cinzia per gli a mici...) sapeva che ad ogni boccone abremmo ansimato, leccato le ditta e sporcato le mani e la faccia con tanto gusto. 
Questo mese l'MTC è stato un svolazzare di ricette che solo a guardarle viene l'acquolina in boca, perciò un ringraziamento da parte mia e dal cozzaro a Silvia, la prima "ancheno" che vince la sfida culinaria più grande della blogosfera, da dire però, che subito dopo ha aperto pure lei un blog…Officina golosa, emenomaleeeeee!!!!! Erano giorni, e dico giorni che glielo dicevamo... 

In questa sfida Silvia ci propone due versioni di pollo fritto; una con impanatura con farina e l'altra con uovo e pane. Noi dobbiamo preparare sempre queste due impanature e presentarle assieme, scegliendone però una delle due, da potere cambiare a secondo i nostri gusti (o disturbi mentali da food blogger) 
Per questa sfida, la trovate qui, la regola è: Pollo fritto (tenero/gustoso/croccante) = marinatura+panatura+cottura

…e visto che uno dei miei "disturbi" più frequenti è la curcuma, che ho usato nella pannattura con l'uovo, assieme un mix di spezie e  mescolate alla formenton otto file. Si, ci ho messo l'8 lì dove ho potuto, perché è simbolo d'infinito e perché il fritto è peccaminoso e sarei capace di mangiarlo a qualsiasi ora... ma mi contengo. 
Per la marinatura ho aromatizzato il latticello con dello zenzero.


Pollo FRITTO all'infinito 
 panatura di formenton otto file alle 8 spezie 

...con maionese alla curcuma, 
insalata fredda di patate e coleslaw

e tutto ciò per l''MTC più fritto della storia, dal'Italia a Singapore...
grazie alla sfida proposta da Silvia Zanetti





Partite il giorno prima con i preparativi. Tagliate il pollo, io in 8 pezzi. Mettete la metà a marinare nel latticello (come descritto da Silvia) e l'altra metà a marinare con il latticello con l'aggiunta dello senzero grattugiato.


MARINAGE...

LATTICELLO homemade
300 g latte parzialmente scremato
300 g yogurt magro
15 ml succo di limone filtrato
(+ 5 cm di zenzero per l'altra marinatura)  

In una ciotola versate lo yogurt e il latte e stemperateli, infine aggiungete il limone. Lasciate a temperatura ambiente per 15 minuti circa.
Dividete il latticello in due recipienti, in uno adagiate 4 pezzi di pollo, devono essere il più coperti possibili. Versate il resto del latticello nell'altro recipiente, grattugiate lo zenzero e massagiateci il pollo, poi versare il tutto dentro. 
Coprite con la pellicola e mettete in frigo per almeno 4 ore, ancora meglio se tutta la notte come ho fatto io.




PANAGE...



POLLO FRITTO Panatura con farina
-Ingredienti per 4 pezzi di pollo con ossa e pelle-
125 g farina
sale
pepe
1,5 l olio evo per friggere

Rimuovete il pollo (tutto) dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno.
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Preparate sacchetto alimentare capiente e metteteci la farina con il sale e il pepe, mettete due pezzi per volta e agitate finche la farina si sia impregnata bene attorno a tutti i pezzi di pollo. Poi scuoteteli eliminando così la farina in eccesso. Appoggiateli sul piatto preparato in precedenza.
In un pentolino (dai bordi alti) versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete 2 pezzi di pollo alla volta. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più . Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, a me mi ci sono voluti 10 minuti di cottura, ma dipenderà della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.




FRITTAGE...


POLLO FRITTO Panatura con pane e uovo
-Ingredienti per 4 pezzi di pollo con ossa e pelle-
3 uova medie
100 g farina + mix di 8 spezie
100 g  formenton otto file + 25 g farina di mais + 1 cucchiaio di farina
sale
1,5 l olio evo per friggere

mix di 8 spezie*
1 cucchiaino abbondante di curcuma
5 grani di pepe nero
5 foglioline di curry
i semmi di 5 bacche di cardamomo
mezzo cucchiaino di fieno greco
mezzo cucchiaino semi di senape
mezzo cucchiaino semi di coriandolo
mezzo cucchiaino semi di finocchio

In un padellino scaldare i semmi di 5 bacche di cardamomo, il fieno greco, i semi di coriandolo e quello di finocchio. Scaldandoli lasciano andare gli olli essenziali e il sapore e profumo ci guadagna così come le loro proprietà benefiche. Trasferirle in un mortaio e pestarle aggiungendo il resto di spezie e un cucchiaino scarso di sale grosso. 

Sempre in un sacchetto alimentare, capiente, mescolateci la farina e il mix di spezie 
mettete due pezzi per volta di pollo, quello marinato allo zenzero, (lasciati sempre a scolare sopra una gratella per almeno mezz’ora) e infarinateli agitando sempre il sacchetto finche la farina speziata si sia impregnata bene attorno a tutti i pezzi di pollo, se è necessario pressate bene. Poi scuoteteli eliminando così la farina in eccesso. 
Trasferite i pezzi di carne nell'uovo svatuto e regolato di sale, se serve aiutatevi con una forchetta, dopo dichè trasferiteli in un altro piatto, capiente, dove avrete mescolate le farine di mais più un cucchiaio di farina bianca. Passateli nella farina pressando nuovamente le carni coprendo così tutto il pezzo per bene. Una volta tutto panato procedete con la frittura.
Immergete 2 pezzi di pollo alla volta. Osservate sempre l’olio sia sempre a una temperatura adeguata. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, a me mi ci sono voluti 11/12 minuti di cottura, dovuto alla panatura robusta, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.


INTIMITAGE...

Tenetelo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno. fino al momento di servirlo. Accompagnate con una salsa, per esempio che ne dite di una maionese alla curcuma e pepe? E magari un paio di insalate... 



ACOMPAGNAGE...
maionese alla curcuma pepe nero e senape:
1 uovo intero
300 ml d'olio di girasole
2 cucchiai di succi di limone
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di curcuma
sale e pepe qb

Versare tutti gli ingredienti nel frullatore tranne metà dell'olio. Cominciare a frullare a basa potenza e quando gli ingredienti si sono amalgamati cominciate a versarci il resto dell'olio a filo.


Insalata di patate:
3 patate medie bollite.
mezza cipolla rossa
un gambo di sedano
3 cetriolini sotto aceto + 2 cucchiai del loro liquido di conserva
2 cucchiai di maionese (fatta in casa)
1 cucchiaio di gin 
un pizzico di sale e uno di zucchero

tagliare le patate a dadi grossi irregolari, Agiungeteci il sedano tagliatto a fette sottile una volta lavato e privo delle filamenta. Sbucciate la cipolla, ne serve la metta, ma anche un pò meno a secondo i gusti. tagliatella a fette sottile e aggiungete al resto assieme ai cetriolini anche questi fatti a rondelle sottili.
Aparte mescolate i liquidi con la maionese e condite il tutto. Conservare nel friggo coperto. L'endomani è ancora più gustosa!



Insalata coleslaw:
pressa paro paro da qui, per che lei (e lui) sono una certezza e perché la loro coleslaw mi ha rubato il cuore la prima volta che l'ho preparata, e ho pensato che forse questo abbinamento con il pollo era da farsi!!! 
La ricetta è per 10 porzioni perciò l'ho dimezzata 

Per 5 porzioni 1/2 cavolo cappuccio, privato della parte più dura
1 carote medie
1/2 cipolla bianca tritata finemente
30 g di zucchero
30 ml di latte
30 ml di latticello
500 ml di maionese (fatta in casa)
1 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio di aceto bianco
una punta di cucchiaino di sale


Il cavolo e le carote devono essere tritate molto finemente, devono avere una grandezza tra il riso e il couscous per intenderci, anche se si possono anche grattuggiare, ma la sensazione finale non sarà la stessa. Io ho usato il mixer, pochi secondi in varie volte con poca quantità di verdura dentro.

Una volta triturati cavolo e carote, si mettono in un'insalatiera (non di plastica) e si aggiunge la cipolla, mischiando bene. A parte, mischiare fino ad amalgamare il resto degli ingredienti e versarli sulle verdure e mescolare bene il tutto .

Coprire l'insalatiera e lasciare riposare in frigo per un minimo di 3 ore, ma meglio se tutta una notte prima di servire. Il riposo è importantissimo!! 



notte:
* Essendo allergica alla maggior parte del curry che ce in comercio, perché contengono peperoncino o pepe di cayenne, me lo faccio a casa e uso molto spesso questo mix, anche se di solito ci aggiungo dello zenzero in polvere, ma questa volta non l'ho aggiunto perché c'era già nella marinatura. 

1- con il collo del pollo, e parte della carcassa avanzata (poca) e l'aggiunta di qualche verdura (sedano, carota e porro) ho preparato un brodo. Tanto per non buttare nulla!









venerdì 17 febbraio 2017

Gli GNOCCHI, il cavalier, l'arme e il convento (parte IX)


...segue da Sabrina 


...Mentre l’attenzione di tutti era rivolta al padre priore, che parlava delle bellezze di quella terra aspra e forte, gli occhi del cavaliere continuavano a vagare per la sala. Per quanto ammirato dalla bellezza dei quadri, non riusciva a dimenticarsi della sua missione: trovare quello che gli era stato rubato e, con esso il ladro. Le parole del priore si mescolavano alle immagini di quei giorni, ai profumi di quella terra, ai colori dei paesaggi, all’impronta dell’uomo, capace di plasmare la natura in modo armonioso… e fu allora che le vide. 
Un paio di scarpe, massicce, le suole ancora intrise del fango della sera prima, mischiate alle umili calzature dei frati. Ecco l’indizio, ecco l’intruso. Tutto stava a vigilare, attenti, magari anche con l’aiuto di Dio: e tutto si sarebbe risolto. 
Il sole tramonto’ per la seconda volta, si fece sera e poi notte. I frati si allontanarono, prima per i vespri, poi per la cena e fu quando dalla cappella si alzarono i canti del Compieta che qualcosa, accanto a lui, si mosse. 
Passi furtivi, un fruscio di stoffa, un ansimare lento e pesante: di colpo, il cavaliere gli fu addosso e in men che non si dica, lo atterro’. 
“Aiuto, aiuto, accorrete!” grido’ forte nella notte. 
Il volto che si mostro’, alla luce fioca delle candele dei frati, fu quello dell’artista a cui il priore fu lesto a strappare la barba
“Niccolo’ de Neri, ora si che ti riconosco!” esclamo’, mentre le mani stringevano il prezioso pacchetto. “la Repubblica di Firenze non avra’ i nostri semi!” aggiunse poi con fermezza, mentre gli altri frati legavano il malfattore, per rinchiuderlo nelle cantine. 



Certe avventure rimangono impresse nella mente, ma questo workshop del MTC in Grafagnana ci è rimasto pure nel cuore!
ehem.... anche nel palato, e pure nei fianchi, di sicuro... perché è impossibile non fare il pieno e pure scorta di tante bontà e prodotti autoctoni quando sai già che non li troverai da nessun'altra parte. 
Per noi quelle 5 del nord, si parte sulla "Polo bianca" della Giuliana! Cariche di valigie, props, macchine fotografiche e una voglia matta di cominciare questa Gnoc'Aventura!
Un viaggio pieno di risate e di ricette scamiate, tanto che il tempo vola e ci siamo trovate senza renderci conto in Garfagnana! 
Dove ci hanno fatto capire, che non ce avventura che tenga, se non ci si riempie prima la panza, e perciò non ce posto migliore che all'Osteria vecchio Mulino
Da qui in poi, l'ebrezza dei luoghi e quella del vino Poderi Còncori e la scoperta della esistenza di una Banca Begionale di Germoplasma, sono stati un rincorsi di eventi ed emozioni, tanto di essermi inamorata di questa terra e la sua gente. 
Ma ne vogliamo parlare della visita al mulino di Piezza?
E' stato come l'assalto in banca dei fratelli Dalton! Avete presente?
Eramo invaghiti da quelle farine maccinate al momento: di castagne, di farro, di mais, di formenton otto file... una meraviglia!
E noi, quelle di Milano con la "Polo bianca", che ci chiedevamo come fare a caricare tutto in macchina per tornare a casa?
Pseee... ma fossero solo le farine! 
Che ne dite del formaggio e i salumi del Caseificio Marovelli e i legumi e ortagi scoperti nella fiera Garfagnana terra Unica dove ci ha portato Antonella, una garfagnina doc!  
Meglio non pensarci e disfruttare della visita all'azienda agricola Cerasa dove pranzare è una delle tappe da fare assolutamente, e non solo, lì scoprirete la vera pecora garfagnina e con un po' di vuota volontà potresti adottare un castagno! 
Io la Garfagna la amo!

E i gnochi? 
A si... i gnocchi in convento!
Dove Luigi, con molta cordialità ci ha prestato la cucina e ci ha lasciato liberi di trafficare con questa sperienza sui gnocchi, non a caso le patate della zona sono perfette per la loro preparazione, all'Mtc non si fanno le cose tanto per fare. E dalla cucina dall'Agriturismo Ai Frati ne sono uscite svariate ricette tutte con ingredienti del territorio.


Una delle ricette, quella dei gnocchi ripieni ve la propongo qua con qualche aggiunta di spezie.





Ma lasciatemi prima fare un brindisi, anche se virtuale, a tutte le persone che hanno partecipato e ideato questo workshop, quelli dietro e davanti le quinte, ma sopratutto ad Alessandra Gennaro la mente geniale, a Paolo Picciotto per la sua disponibilità e Annarita Rossi una padrona di casa eccezionale con il suo Dario, che adoro! 


GNOCCHI di patata e curcuma
ripieni di mela e cipolla caramelata al curry
Ingredienti per una trentina di gnocchi
600 g. di patate rosse a pasta gialla
100 g di farina (Verna macinata a pietra*
35 g di farina di castagne macinata a pietra*
1 uovo 
1 cucchiaino di curcuma
sale

per il ripieno:
300 g di mele (della banca del seme della garfagnana a prevalenza Mele del Giappone)
1 cipolla
cucchiaio e mezzo di zucchero di canna
20 cl di brandy
4 cucchiai olio evo 
sale e pepe qb
1punta di cucchiaino di curry

per condire:
burro e erbe aromatiche fresche (timo, rosmarino e salvia)

Preparate il ripieno. Sbucciate la cipolla, tagliatela a fettine sottilissime e fattela imbiondire in padella con 2 cucchiai d'olio evo e un pizzico di sale. Aggiungette lo zucchero e lasciate caramellare per altri 2 o tre minuti, poi mettete da parte e al caldo. Nella stessa padella aggiungete dell'altro olio e fateci ammorbidire le mele sbucciate e tagliate molto sottilmente lo stesso che per la cipolla e salare. Quando sono morbide fare sfumare con il brandy e dopo un paio di minuti a giungerci la cipolla caramellata e amalgamare, condire con una punta di cucchiaino di curry e un pizzico di pepe nero (meglio se macinato al momento) mescolare e spegnete il fuoco. Lasciare raffreddare.


Scegliete delle patate di simile dimensione, lavatele, punzecchiarle con un coltello e adagiatele in una pirofila da microonde.
Cuocetele per 11/13 minuti a massima potenza, (premesso che ogni microonde avrà le sue caratteristiche, a voi l'esperimento).
Una volta cotte e fuori e del microonde dovette sbucciarle, quando sono ancora calde, un mio consiglio e che muniate di guanti, o pure se avete le mani d'amianto come me siete a posto così!
Schiaciate le patate, aggiungete le farina e la curcuma, l'uovo leggermente svatuto e salate. 
Impastate fino ad ottenere un impasto ideale per lavorare i gnocchi, è inconfondibile, lo saprete perché altrimenti non riuscirete a farli, ma se seguite le dose giuste e scegliete le patate adatte è fatta!
Prendette dei pezzettini d'impasto di 25 g più o meno, fatte una pallina bella liscia e affondate il police delicatamente allargando verso l'esterno per poter ottenere un concavo dove riempire col ripieno. 
Usate la punta del cucchiaino per rienpirli con delle piccole quantità di ripieno. Poi chiudete il gnocco ridandoli dandoli la forma originale tonda e adagiateli, a misura che sono pronti, su un strofinaccio o piano di lavoro infarinati, pronti via per essere gettati in una pentola di acqua bollente salata.
Quando affiorano in superficie è il segnale che son cotti. Prelevateli e fateli saltare delicatamente in padella dove avrete sciolto del burro e fatto insaporire con gli aromi freschi.



note:


ecco l'elenco dei link... per non perdere il filo e seguire tutta la storia!



mercoledì 15 febbraio 2017

Come si fa a resistere al PEPOSO dell'Impruneta?

Vorrei essere come lui… avere 300 anni e non sentirli.
Vorrei avere il suo caratere, forte e imponente, e allo stesso tempo riuscire ad essere «duro o morbido» con chi se lo meritasenza nessun tipo di problemma.
Liu è un figo, è uno che lascia il segno (sopratutto perche nelle quatro ore che passi assieme a lui non ti basta una botiglia di chianti!)
L’ho consciuto una sera, bazzicando nel blog di Patty «Andante con gusto»…
Vi presento il Peposo dell’Impruneta!






Essendo un figo pazzesco, non poteva mancare al The recipe-tionist di questo mese!
L’unica cosa che ho cambiato e spero mi verrà perdonato è che non avendo il prezzemolo fresco ho deciso, di mia spontana volonta, sostituirlo con l’alloro.



Ingredienti per 4:
600 g di muscolo di manzo (la migliore parte è il reale, economico e perfetto per lunghe cotture)
½ litro di Chianti Classico (o comunque un vino rosso, possibilmente di struttura)
1 bicchiere d’acqua
1 cucchiaio e mezzo di pepe nero in grani
5/6 spicchi d’aglio in camicia
un bouquet garni con salvia, rosmarino, timo e prezzemolo (io, al posto del prezzemolo l’alloro)
Sale q.b.

Riducete il pezzo di carne in uno spezzatino grosso quindi sistematelo in un coccio di terracotta. 
Fate in modo che la carne non sia fredda di frigo; toglietela almeno un’ora prima affinché abbia un minimo di frollatura.
Disponete gli spicchi d’aglio sulla carne e cospargete il tutto con il pepe.
Aggiungete le erbe aromatiche che avrete legato con uno spago da cucina.
Versate il vino sulla carne che dovrebbe esserne quasi coperta.




Coprite il coccio con il suo coperchio e date inizio alla cottura utilizzando uno spargifiamma, a fuoco dolce.
La carne deve cuocere per lungo tempo, fino a 4 ore, e rimestata non troppo frequentemente.
A metà cottura, aggiungete il sale e se necessario, anche un po’ d’acqua affinché il liquido non si asciughi mai del tutto.
A fine cottura la carne sarà tenerissima, con la tendenza a sfaldarsi, ed avrà formato un sontuoso sughetto.
Servitela con del pane toscano abbrustolito ed un bel bicchiere di Chianti.




note:
1. Sapi Patty che dopo leggere il post non riesco a fare il peposo con altro che non sia chianti, altrimente mi sentirei in colpa... tutto grazie a te!



martedì 14 febbraio 2017

Una Velutata di ZUCCA a passo di giaguaro, ed è solo martedi...!



…non ho resistito!!
Quando ho saputo che il The recipe-tionist, di questo mese, era la Patty di Andante con gusto, sono stata all'improvviso colta da una valanga si sapori, profumi e bontà che svariate volte ho trovato da lei, proprio passeggiano e sbavando nel suo blog! La cosa che più mi piace è che non sono di quelle ricette che preparo una volta e basta, no… ma bensì le preparo spesso, come il Meat loaf and mashed potatoes (di Martha Stewart, preparato da lei per lo Starbooks), che ormai è diventato il polpettone di casa Esteve e Bellocchio, non solo! 
Sapi Patty, che metà del lodigiano l'ha adottato pure, perché avrò raccontato la ricetta e girato il tuo link non so quante volte!
Oggi però non lo posto perché vorrei invitarvi, e anche in fretta, ad assaggiare questa vellutata e anche a rifarla prima che di zucche non ci sia più l'ombra… E sopratutto dico a te Flavia, padrona di casa del The recipe-tionist che so sei giotta di zucca come me!

Allora girando un giorno di tanti anni fa nel suo blog mi fu simpatico il titolo " per fortuna è venerdì! Ed era accompagnato di Perfect day di Lou Reed ( che amavo intensamente) Poi rimasse incantata di quella foto e quel arancio intenso e fu amore incondizionale quando lessi le prime due righe!!!! Mai sentito il passo del giaguaro… ma si sentii identificata, perché a fine settimana ci arrivo pure io come un giaguaro, ma fatto a pezzi! Poi più andavo avanti col post più mi trovavo a mio aggio capivo tutto per fino la famosa lista di "Alta fedeltà".

Non aggiungo altro perché non sono una millesima parte brava come lei ad scrivere, meglio fateci un salto, ve lo consiglio. La ricetta in questione la trovate qui.

Nella mia versione ci ho aggiunto la curcuma e i "tropezones" le ho adattato al palato raffinato del cozzarro: lui non ama le vellutate, così mi è venuta in mente di lasciare dadini piccolissimi di zucca al posto della gulienne e una cucchiaiata di ceci tritati grossolanamente. Lo inganno sempre…!


Ingredienti per 3/4 persone:
350 gr di zucca gialla
100 gr di ceci *
50 gr di patata
1 cipolla
150 gr di creme fraiche o ricotta di capra o robiola di capra o il vostro formaggio fresco preferito (possibilmente dai toni un po' acidi)
Un rametto di rosmarino
1 cucchiaino scarso di curcuma in polvere
olio extra vergine d'oliva 
sale e pepe q.b.

Fate insaporire i vostri ceci in un filo d'olio con un rametto di rosmarino. Intanto affettate sottilmente la zucca e la patata. Tenete da parte 50 gr di zucca e due cucchiai scarsi di ceci. 
Tritate la cipolla grossolanamente e fatela apassire in un cucchiao d'olio quindi aggiungete le patate e la zucca e fate insaporire per qualche minuto. Salate. 
Coprite a filo zucca e patate con acqua bollente o brodo vegetale (questa volta ho usato del brodo vegetale ma spesso lo faccio con acqua e basta) e fate cuocere a fuoco lento per c.ca 20 minuti, fino a che le verdure non saranno morbide. 
Aggiungete i ceci privati del rosmarino e riducete il tutto in una crema con il minipimer. Se dovesse risultare troppo densa, potete aggiungere un goccio di latte e mescolate bene. Ricavate dei dadini piccolissimi dalla zucca rimasta e friggeteli in poco olio dentro un padellino antiaderente assieme ai ceci tenuti da parte e schiacciati grossolanamente con la forcetta. 
Una volta croccanti, ci vuole pochissimi minuti, spegnete il fuoco e condite con la curcuma e una spolverata di pepe nero.
Mettete la vellutata nelle vostre ciotoline e versateci una cucchiaiata di crème fraiche o il vostro formaggio preferito, posizionate il ciuffetto di zucca fritta al centro e spolverate con del pepe nero o aromatico e io ci aggiungo anche un filo d'olio quasi invisibile d'olio extra vergine d'oliva.


Ed è con il passo del giaguaro, anche se siamo sltanto a martedì... si, a pezzi già da martedì... 
partecipo al The recipe-tionist di gennaio/Febraio con questa ricetta.




note:
*lo dico sempre, quanto è comodo cuocere in grande quantità i legumi! Io le surgelo e così non faccio fatica e le ho quando servono come in questo caso.