giovedì 25 febbraio 2016

Baccalà croccante al MIELE, su un mare di crema di scarola

L’MTC fa bene, e questa è una sacrosanta verità!
E fanno bene anche i giudici che ci sono ogni messe, con le loro proposte. Perciò questa volta tutto si raddoppia, sia il bene che la bontà della sfida! Si, perché questo mese è speciale visto che i giudici sono aumentati e parliamo di 4 e non 2 mani! 
Quelle di Eleonora Colagrosso di Burro e Miele e quelle di Michael Meyer, mani da non sottovalutare, (con o sensa lattice!) 
Ma la cosa ancora più magica di questa 54 à sfida è proprio la ricetta, anzi l’ingrediente scelto… Il miele!!! 




E con un post come questo non ci si può fare altro che stamparlo, leggerlo e rileggerlo, e goderne tutte le informazioni dei nostri due amici unoTel Aviv l'altro a New Delhi!!


Ed io, (per non ripetermi) vi porto in Catalunya con il baccalà al miele, una ricetta antica, atribuita al fratti del monasterio di Poblet osarei dire però, che fu molto popolare in conventi o comunità religiose, non per altro erano loro che in questioni di cibo la sapevano lunga...!
La nostra cucina però, è piena di pietanze con sapori contrastanti, sopratutto quelli agrodolci, sicuramente ereditati dall'epoca greco-romana e dal medioevo, dove la necessità di condire e trattare gli alimenti era necessaria in modo di non sprecare nessun tipo di cibo. Ma è questo modo di cucinare tutto "strano" di accostamenti e abbinamenti disparati tra loro, che io adoro. Perciò, se siamo capaci di impazire con dei calamari ripieni di carne di vitello e mela, e se cuciniamo la carne con del cioccolato e la fruta, non è strano che il pesce col miele sia una ricetta molto abituale a casa, giusto?

D'altronde stiamo parlando di partecipare a una sfida culinaria, che per me equivale a dire MTC, il che vuol dire che niente è banale, ma ben si, tutto ha il suo perché e niente va lasciato al caso, altrimenti non sarebbe l'MTChallegne e non saremmo mai arrivati alla sfida n° 54, con del miele che gronda da tutti gli schermi che ci guardano!
Per quanto riguarda il miele, per una ricetta come questa, (tipica catalana) non ho potuto fare a meno di usare pure il miele di casa, quello che mio zio, e ancora prima mio nonno, raccoglie nei perinei. Questo è un miele di fiori di alta montagna, dove si trovano piccoli arbusti sopratutto di ginestra, e tante piante aromatiche come la camomilla e il rosmarino, e anche se il colore di questo miele è di un ambrato scuro la sua dolcezza e profumo sono incredibili, non smetteresti mai di prenderne una cucchiaino dopo l'altro!


Baccalà croccante al miele
su un mare di crema di scarola,
(bagnato con del miele caldo alla curcuma, mandorle e pinoli tostati,) 







Ingredienti per 2
250 g di baccalà (gia dissalato e privo d'acqua)
5 cucchiai di miele (di fiori di alta montagna)
75 g di farina
15 g di mandorle tostate
9 g di pinoli tostati (un cucchiaio)
olio di girasole (qb per friggere)
mezzo cucchiaino scarso di curcuma
1/2 scarola
1 ciufetto di finocchio 
sale


Lavate e spezzettate la escarola e i ciuffetti di finocchio, fateli stufare in una casseruola con un filo d'olio e un aglio, salate e fateli saltare per un paio di minuti, aggiungette mezzo bicchiere d'acqua e cuoceteli col coperchio e a fuoco basso, in modo di approfittare al massimo il vapore e la condensa, ad ogni modo aggiungete ogni tanto, se serve, qualche cucchiaio d'acqua finche saranno morbidi al punto giusto, dopo di che frulatelli fino ad ottenere una crema, mettete da parte tenendola a caldo.

Tagliate il baccalà a tranci (tipo bastoncini ma più grossi sui 4 cm.) e disponeteli in un pentolino con dell'acqua fredda, cuoceteli per pochi minuti e aggiungete del sale. Toglieteli dall'acqua, facendo molta attenzione a non romperli, e lasciateli in uno scolapasta, distanti l'un dell'altra in modo di farli perdere l'acqua, non buttate quella della cottura, vi servirà per l'impasto.

Tamponate il baccalà con della carta da cucina. Versate la farina in una ciotola e infarinatelo, mettetelo da parte. 
Mescolate alla farina 3 cucchiai di miele, un pizzico di sale e aggiungete pian piano qualche cucchiaio dell'acqua della cottura del baccalà fino a quando oterrete una pastella liscia e senza grumi, la consistenza giusta è quando al immargerci il baccalà questa ci rimanga ben attaccata e lo copra omogeneamente.
Friggere in abbondante olio bollente e una volta dorati da tutti i latti, appoggiare su della carta assorbente.
in una padelina far tostare per qualche istante le mandorle e pinoli, aggiungere il miele restante e amalgamare, spegnere il fuoco, aggiungere la curcuma e mescolare.
Comporre il piato adagiando il baccalà su qualche cucchiaio di crema di escarola e versare sopra il miele caldo alla curcuma con i pinoli e le mandorle.






note:
1- il baccalà lo compro sotto sale e lo preparo e dissalo a casa per tre motivi: uno perché si conserva di più tempo (io lo tengo sempre in frigo); l'altro perché il prezzo è più basso di quello già lavato e dissalato; e ultima perché sono masochista di natura e le cose comode mi sà che non fanno per me, per molto che ci provo!

2- ringrazio mio zio Ramon, che mi ha regalato del miele stupendo, così ho potuto usarlo per questa ricetta! Nelle foto (qui sotto) siamo a 1.200 metri di altitudine, a Manyanet, molto vicino a dove lui ha gli alberai!






Con questa ricetta partecipo affa sfida n° 54 dell'MTC la più dolce!
e che la forza del miele sia con voi, giudiciiii!!!














giovedì 28 gennaio 2016

Giornata Nazionale della PUTIZZA per il Calendario del Cibo Italiano

E siamo arrivati al 28 gennaio, che nel Calendario del Cibo Italiano, significa la Giornata Nazionale della Putizza Triestina!
Ma non finisce qui, perché ci sono tante pietanze come giorni tiene l'anno. E vi assicuro che non potrete farne a meno di tuffarvi di testa dentro questo Calendario, proposto e guidato magnificamente da AIFB. Perché è grazie a questa iniziativa, che abbiamo tutti l'opportunità di scoprirete tante pietanze e sapori non stranni, magari un po' dimenticati o avvolti in usanze lontane o perdute. Chissà se questo possa essere un modo per portare tutte questa bontà di nuovo su tutte le nostre tavole!? 

Che dite, vi va se oggi vi propongo di fare una gita in terre triestine? Cliccate qui
Siete tutti invitati. Vi porteremmo lì dove la cultura culinaria è particolarmente variata e sapida, e coniuga come nessun’altra la gastronomia mediterranea con quella mitteleuropea.
E poi... anche le storie romantiche non mancano, la Putizza ne è la prova! 


PUTIZZA Triestina


Ringrazio di cuore 
 Cristina Tiddia, Marianna Bonello e Fausta Lavagna per i loro contributo!!! 


mercoledì 27 gennaio 2016

Auguri a una ventenne con trent'anni di sperienza!!!

AUGURI!!!!!!!
A una donna che di porche figure se ne intende come nessun'altra!
E noi ti festeggiamo con una carrellate di quelle tue ricette che hanno fatto storia! D'altronde, mezzo secolo servirà a qualcosa, no?  Ma stiamo parlando della Van Pelt, e in questo caso il tempo non conta, perché lei riesce a fare miliardi cose, e fatte bene, anzi di più!
Tipo che il resto di noi umani ce le sogniamo!




ecco Van Peltquesto é per te!




(da scaricare qui)

lunedì 25 gennaio 2016

"Rebullida" Campagnola di ceci e coste


Campagnola perche e tipica delle campagne dove provengo... e lo sapete che ce sempre un qualcosa di catalano per L'MTC, e questa volta, dopo la zuppa dei Doria ,c'è la zuppa Esteve/Bellocchio, che magari di nobili non abbiamo nulla ma davanti a una buona zuppa nessuno nega un bis! Sopratutto in questo periodo … ben arrivato freddo!
Grazie Vitto!!!!

A casa mia i ceci e i fagioli, le lenticchie, fave e cicerchie hanno sempre avuto una posizione vantaggiosa, piacevano a tutti. Ed è una gran cosa!
Le verdure poi non mancavano mai, e visto che vivendo appiccicati ai nonni, le tradizioni ce le siamo portate a dosso come parte della nostra pelle, in modo del tutto naturale. Perciò i ricordi di tante cose mi vengono alla memoria facilmente. Come le zuppe e minestre preparate dal nonno e dalla nonna. Econe  una che è capace di riscaldare corpo e anima anche nei giorni più freddi.

"Rebullida" Campagnola 
di ceci e coste  (con la pilota)


Dalla collezione "cool- in_arte" 
disegno  a  matita su foglio di carta e collage, dedicato alle forbici che riescono a dare un taglio lì dove serve... (a volte, non sempre)





Ingredienti per 4 
(si fa per dire, se non fatte il bis ovvio...)

per il brodo:
1 pezzo di biancostato
1 coscia di pollo
2 costolette di maiale
1 patata grande
3 carote
50 g di ceci (secchi e tenuti in ammollo)
(secchi e tenuti in ammollo)
50 g di fagioli 

1 gambo di sedano
1porro
una cipolla 
1 cucchiaio scarso di sale, 
pepe in grani (5)

per la pilota:
125 g. di macinata di bobino
125 g. di macinata di suino
1 aglio (fatto a pure e senza l'anima)
3/4 cucchiaiate di pane grattugiato (con mollica meglio)
una manciata di prezzemolo 
pizzico di sale, 
pizzico di pepe
2 cucchiai di farina  per spolverare

per la minestra:
300 g di ceci cotti
500 g di coste colorate
1 cipolla piccola
250 g di pelati (fatti a dadini)
Brodo di carne qb (fatto in casa*)

per la "picada"
12 nocciole tostate 
un ciuffetto di prezzemolo
una fetta di pane tostato
pizzico di sale, 
pizzico di pepe
3 cucchiai d'acqua calda.


Preparare il brodo almeno 2 ore prima di cominciare la rebullida.
In una pentola molto capiente immergere gli ingredienti in acqua fredda, portarli ad ebollizione e poi lasciare cuocere per almeno 2 ore a fiamma bassa.
Mezz'ora prima di spegnere il fuoco mettete a cuocere la pilota.

Per la Pilota, impastate gli ingredienti e formate una specie di pallone da rugby (da qui il nome di "pilota"), infarinatela e mettela a bollire per mezzora o 40 minuti, nel brodo. 
Una volta cotta, prelevare dal brodo assieme al resto di verdure e pezzi di carne e mettere da parte. Da servire calda per accompagnare la rebullida, o pure potete tagliarla a fette e farla saltare in padella finche venga la crosticina dorata da ambi latti, così la zuppa è ancora "più sostanziosa".



In una pentola di coccio fate soffrigere la cipolla. Versateci la "picada" (tutti gli ingredienti pestati nel mortaio e amalgamati con i cucciai d'acqua) e cuocete per un paio di minuti, dopo diché aggiungete il pomodoro e fate soffriggere finche si ridurrà e l'acqua la loro acqua, salate. A questo punto aggiungeteci le coste ben lavate e tagliate a pezzetti grossolani, (io le sminuzzo con le mani). La pentola sarà stracolma delle coste, non preocupatevi, ci starà tutto  vederete... 
Girate per qualche minuto aggiungendo qualche mestolo di brodo caldo finche la verdura si sarà un po' ammorbidita e allora ci sarà spazio per i ceci. Versateli e coprite con del brodo caldo. Cuocete per 45 o 55 minuti, regolate di sale e servite bollente accompagnata dalla pilota semplicemente bollita e fatta a pezzetti o pure come noi saltata in padella... e si... fritta! Sai che goduria!



note


1. Mia nona quando qualche volta coincideva che faceva la pilota con il brodo la domenica a pranzo, preparava un po' più d'impasto e ci faceva delle polpetine, che poi saltava in padella, così ci teneva buoni e ci faceva mangiare il brodo con la pastina, o non ci sarebbero state le polpetine!

2. La pilota si suol mangiare bollita a pezzi dentro il brodo con la pastina, di solito si salta in padella il giorno dopo, magari a colazione, magari con gli avanzi da preparare il brodo: si sminuzza la carne e si trita la verdura per poi far saltare il padella con un filo d'olio e rosolare fin che non veniva quella crosticina "indimenticabile"...

3. non buttatete tutta l'acqua di cottura dei ceci, usate qualche mestolo per allungare il brodo per cuocere la zuppa.     


4. Rebullida credo venga detta cosi perche gli ingredienti, in questo caso i cecci, hanno una seconda cotture (re) bollire.




Con questa "Rebullida" partecipo alla sfida del MTC, la n°53, 
quella della nostra Vitto della cucina piccolina...
Me senti toglimi una curiosità Vitto di Marte..., 
ma a Marte, le zuppe e minestroni sono tutti verdi???






Zuppa dei Doria per l'MTC


Questo MTC ha svegliato il confort food in molti di noi… Grazie Vitto! La tua scelta è degna di una che sà il fatto suo… e che adesso saprà anche tanti di quei fatti nostri…!!!
Eccone uno.
Per esempio… avete presente quando da qualche parte, dove siete andati, assaggiate un qualcosa che vi rimane impresso?
Quando quel qualcosa non vi lascia dormire, anzi lo sognate e vi sembra di assaporarlo pure in sogni, magari in modo che nel subconscio posa individuare com'è fatto?
Qualli sono esattamente gli ingredienti, e quale le dosi…

Sono sicura di si… è inutile che fate i fighi e dite: 
"… io no, ho la fortuna di azzeccare sempre  quando ci provo, alla prima poi!"
 " io chiedo la ricetta e mi viene benissimo, precisa!"

Bugie!!!!
In questo caso sarebbero bugie!
Perché vi parlo di una zuppa, talmente buona, che mi è rimasta nel cuore e nella mente, a tal punto che ho provato e provato a rifarla, fino che mi sono arresa perché non era uguale. Mi beniva buonissima, si… ma non esatta.
Allora ho fatto in modo che diventasse la mia versione di quella zuppa, che chiamo ironicamente la Zuppa dei Doria. Non ho la minima idea se loro l'avessero mangiato qualche volta, però si da il caso ché fù proprio a Dolceacqua, un borgo medievale della Liguria, dove assaggia questa bontà.
Magari la ho idealizzato, può darsi, ma in tal caso sono convinta che è dovuto alla bellezza dei posti e sopratutto la splendida e numerosa compagnia… chi c'era sono sicura ricorderà…

Zuppa dei Doria
Dalla collezione "cool- in_arte" 
disegno  di matita su foglio di carta A4, dedicato alla tastiera del mio fedele Mac... 
dove passo gran parte della mia vita ultimamente!



Ingredienti per 4 (dosi contenute)
"o per 2 (dosi abbondanti... mi spiego?)

150 g di salsiccia (priva di budello e sminuzzata grossolanamente)
150 g di zuca a dadini (2 cm.)
150 g grano saraceno
100 g porro
1/2 cucchiaino di semi di finocchio (tostati e pestati)
1 l di brodo vegetale (con del dado fato in casa)
olió evo q.b

In una pentola, meglio di ghisa o di coccio, fate soffriggere il porro e la salsiccia e condire con i semi di finochietto pestati, regolare di sale e fate cuocere. Quando la salsiccia è quasi cotta aggiungete la zucca e fatte andare per altri 5 minuti prima di aggiungere il grano saraceno, lavato previamente sotto l'acqua fredda. Amalgamate il tutto per un paio di minuti e versateci 3/4 del brodo, caldo ma non bollente, fate cuocere per una mezz'ora a fuoco basso dando una mescolata ogni tanto e controllando che non manchi liquido. In tal caso aggiungete dell'altro brodo caldo. Controllate di sale e servite ben caldo.



note
1. Se volete provare, avete tempo e qualche fetta di pane che vi avanza, saltate in padella un spicchio d'aglio schiacciato e fatte insaporire l'olio evo. Togliete lo spicchio e fateci dorare i crostini di pane. D'accompagnare alla zuppa (sempre che non li finite prima di arrivare in tavola)




Con questa zuppa partecipo alla sfida n° 53 del MTC.
Grazie Vitto, e che la forza (calda) di zuppe e minestre sia con te!