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venerdì 27 marzo 2020

Una Salade Bernhardt per il club del 27

E buon compleanno al Club del 27!!!!
Sono passati 3 anni e mi sembra siano volati.
E per festeggiare, ci hanno dato via libera, di scegliere una qualsiasi ricetta proposta in questi tre anni, e credetemi non sono poche!
Ma attenendosi a questi tempi di “reclusione”, che per quanto mi riguarda ne ho già fatto 42 di giorni ACASA, e in questi s’include pure il giorno del mio compleanno, ho scelto di rifare una delle prime sfide del club del 27… le insalate.
Le ho scelto per due ragioni una pratica e un’altra di cuore.

Quella del cuore è che queste insalate sono state tratte dal secondo libro dell’MTC Insalata da Tiffany al quale ci tengo in modo speciale per tutto quello che ne è nato dopo, per tutto quello che ho imparato e per tutte le persone che ho conosciuto prima, durante e dopo l’uscita di questo libro.

Quella pratica è che in quaranta giorni di clausura sono uscita soltanto due volte, per fare la spesa e vi assicuro che non passo la fame, che non mi annoio e che il tempo continua a mancarmi perche trovo sempre mille cose da fare, anche in 60 metri di casa. Così ho aperto il frigo, (che occupa quasi 1 metro quadro dei sessanta della casa…) e mi sono decisa per una bella insalata, corposa e gustosissima, la Salad Bernhardt
La trovate a pagina 26 del libro, fata da Patrizia Malomo, del blog Andante con Gusto.


Salad Bernhardt


Ingredienti per 4 persone:

100 g di lattughino
100 g di spinaci freschi
4 uova
2 patate medie
Una manciata generosa di olive Taggiasche
Una dozzina di fiori di cappero di Pantelleria in salamoia
16 acciughe sott’olio
8 fettine di Ciabatta francese
Olio extravergine d’oliva
Fleur de sel, qb

Per il condimento
4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
4 cucchiai di panna fresca
2 spicchi d’aglio
Sale grosso
 1 rametto di timo fresco
1 decina di foglie di menta
Miscela di 4 pepi



Per preparare il condimento, togliere camicia e cuore degli spicchi d’aglio e lasciarli in infusione in acqua bollente per un paio di minuti, prelevarli e metterli in un mortaio e cominciare a pestare assieme un pizzico di sale grosso fino a ridurli poltiglia. Aggiungere l’olio e la pana, nel mio caso yogurt vegetale, e continuare ad pestare fino amalgamare il tutto. Quando il composto è liscio aggiungere delle foglioline di timo e menta tagliata a julienne sottilissima e conservare in frigo.

Preparare le uova soda, facendole bollire per 8 minuti. Poi fatele raffreddare sotto l’acqua corrente fredda e sbucciatele, tenetele da parte.

Lavate bene le patate eliminando ogni residuo terroso. Lessarle con acqua leggermente salata, quindi scolatele e sbucciatele finche sono calde e tagliatele a dadini, non troppo piccoli. Tenete da parte in caldo.

Lavate e asciugate bene il lattughino e gli spinaci, nel mio caso avevo solo della misticanza.
Tagliate le acciughe a pezzetti o pure arrotolatene e adagiatele nei piatti, come più vi piaccia.
Dissalate i capperi e tagliate le uova in quarti.
Tostate le fette di ciabatta francese, (io avevo del pane integrale fatto da me qualche giorno prima) e conditele con olio extravergine di oliva e fleur di sal.

Comporre l’insalata disponendo come base il lattughino e gli spinaci, su di essi i dadini di patata ancora caldi, le uova a spicchi, le acciughe, le olive taggiasche e i capperi.
Condire con la salsa e sevire accompagnato del pane, tagliato a cubetti regolari o pure come me lasciando le fette a metà.







E allora... Buon compleanno! E buona rimanenza a casa a tutti, fatte i bravi, dimostriamo che siamo delle persone serie e ricordate che di cose da fare ce ne sono tante!
Vi do una idea...se non sapete cosa fare prendete un libro di cucina, sedetevi comodi, sfogliatelo e segnatevi le ricette che più vi piacciono con un post.it. 
Prendete un quaderno e scrivete, per ordine, quelle che vi piacerebbe provare per prima. Poi andate in cucina, cominciate per quella più semplice, della quale avete gli ingredienti a casa. A volta dei semplici biscotti o appunto una insalata possono darvi delle soddisfazioni! 







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giovedì 27 febbraio 2020

Ramen da single per il club del 27

Volevo cominciare questo post dicendo: Non è per niente male stare da soli…
Ma poi, ho pensato che ognuno di voi avrebbe tratto delle conclusioni tutte sue, quando in realtà volevo presentarvi il libro dal quale sono tratte le ricette di questo mese per il Club del 27, il libro in questione è "Solo" The Joy of Cooking for One di Signe Johansen. Ricette pensate per una sola porzione, siate single o no ma di sicuro per chi vuole ricette veloci, senza perciò negarsi una coccola in cucina.
Perché pensateci bene, non è così facile cucinare per una sola persona, a volte ci si prepara qualsiasi cosa al volo o si mangia in giro la prima cosa che si trova, fateci un po' caso. E invece basterebbe ben poco come semplicemente apparecchiarsi il tavolo in modo carino, e ogni tanto non farsi problemi ad aprirsi una bottiglia di buon vino, non ce niente di meglio di volersi bene e sopratutto di sentirsi bene con se estesi, anche se da soli! 

Tra le ricette da scegliere c'era il Misen Ramen che mi ha colpito subito per la sua semplicità, quando il Ramen in se è tutto tranne che semplice da preparare!
Ma credo sia una di quelle coccole che alla sera, quando arrivi a casa, vorresti trovare pronto e fumante sopratutto in questi giorni di caldo/ freddo, raffreddori e virus che spaventano la gente, tanto da fare razzia nel supermercati e proporre di lavorare a casa perche ce pagura dei contaggi... e che tu sia  venbenuto smartworking!  
e così, Signe Johansen spiega come fare questo ramen in modo velocissimo e con quello che si ha a portata di mano, ed io si da il caso che il miso a casa non manca mai!



Misen RAMEN a tarda notte


E così, Signe Johansen spiega come fare questo ramen in modo velocissimo e con quello che si ha a portata di mano, ed io si da il caso che il miso a casa non manca mai!

ingredienti come da ricetta:
1 Confezione da 150 g di spaghetti di miso ramen (o spaghetti semplici)
una manciata di piselli surgelati o qualsiasi verdura che avete in frigorifero
(carote, piselli sugarsnap, mais, germogli di soia, cavolo finemente tritato,
zucchine, ecc.)
1 uovo
1 cucchiaio di miso rosso o marrone (se si usano spaghetti semplici)
1 peperoncino verde fresco, affettato
1 cipollotto, affettato e messo in una ciotola di acqua ghiacciata per alcuni minuti
un generoso pizzico di semi di sesamo bianchi o neri
olio di sesamo tostato, qb
Alghe nori secche giapponesi, da servire (facoltativo)


Cuocere i ramen in base alle istruzioni del pacchetto, aggiungendo i piselli surgelati 
(o qualsiasi verdura tu scelga). 
Io ho scelto di fare gli spaghetti integrali, così ho messo a bollire i piselli, le carote e la verza assieme, in mezzo litro d'acqua.
Dopo 3 minuti aggiungere un cucchiaio di miso, mescolare e buttarci gli spaghetti.
Nel frattempo cuocere l'uovo alla coque, ma se preferite potete farlo strapazzato in padella e aggiungerlo dopo al ramen o farlo a stracciatella dentro il brodo caldo.
Tagliare a dadini il tofu e farlo saltare in padella assieme a due gamberi con 1 cucchiaino di olio di sesamo e un goccio di salsa di soia. 
Togliere dal fuoco e versare il brodo, le verdure e gli spaghetti in una ciotola capiente, aggiungere i funghi affettati sottili, il tofu, i gamberi e infine l'uovo.
Guarnire con il cipollotto e condire con qualche goccia olio di semi di sesamo o pure altro condimenti che vi piaccia. 


Una cosa che vi consiglio vivamente, e confesso per questo non serve che aparecchiate... gustate questo Ramen, bello fumante, davanti alla tv, in una bella ciottola magari anche adatta a questa pietanza, vedendo un buon film o la vostra serie preferita (io aspetto con ansia la 5a stagione di Lucifer!!!) e voi?… ma si, l'ascite perdere i telegiornali!


Varianti: puoi davvero giocare con questa ricetta, aggiungendo e combinando a tua fantasia gli ingredienti che hai a disposizione. Funzionano particolarmente bene: sottaceti assortiti, agrumi, erbe, funghi, kimchi, salsa sriracha, latte di cocco o panna, burro di arachidi e pasta di gochujang coreana. 
Io ci ho aggiunto del tofu, un gambero, un champignon e un cavoletto di bruxelles, tutte cose che avevo pronte, rimasugli della meal preap




Per tutte le altre ricette scelte questo mese nel Club del 27 andate sul sito MTChallenge  e trovarete tante altre idee e ricette SOLO per voi!  ;)

lunedì 25 gennaio 2016

"Rebullida" Campagnola di ceci e coste


Campagnola perche e tipica delle campagne dove provengo... e lo sapete che ce sempre un qualcosa di catalano per L'MTC, e questa volta, dopo la zuppa dei Doria ,c'è la zuppa Esteve/Bellocchio, che magari di nobili non abbiamo nulla ma davanti a una buona zuppa nessuno nega un bis! Sopratutto in questo periodo … ben arrivato freddo!
Grazie Vitto!!!!

A casa mia i ceci e i fagioli, le lenticchie, fave e cicerchie hanno sempre avuto una posizione vantaggiosa, piacevano a tutti. Ed è una gran cosa!
Le verdure poi non mancavano mai, e visto che vivendo appiccicati ai nonni, le tradizioni ce le siamo portate a dosso come parte della nostra pelle, in modo del tutto naturale. Perciò i ricordi di tante cose mi vengono alla memoria facilmente. Come le zuppe e minestre preparate dal nonno e dalla nonna. Econe  una che è capace di riscaldare corpo e anima anche nei giorni più freddi.

"Rebullida" Campagnola 
di ceci e coste  (con la pilota)


Dalla collezione "cool- in_arte" 
disegno  a  matita su foglio di carta e collage, dedicato alle forbici che riescono a dare un taglio lì dove serve... (a volte, non sempre)





Ingredienti per 4 
(si fa per dire, se non fatte il bis ovvio...)

per il brodo:
1 pezzo di biancostato
1 coscia di pollo
2 costolette di maiale
1 patata grande
3 carote
50 g di ceci (secchi e tenuti in ammollo)
(secchi e tenuti in ammollo)
50 g di fagioli 

1 gambo di sedano
1porro
una cipolla 
1 cucchiaio scarso di sale, 
pepe in grani (5)

per la pilota:
125 g. di macinata di bobino
125 g. di macinata di suino
1 aglio (fatto a pure e senza l'anima)
3/4 cucchiaiate di pane grattugiato (con mollica meglio)
una manciata di prezzemolo 
pizzico di sale, 
pizzico di pepe
2 cucchiai di farina  per spolverare

per la minestra:
300 g di ceci cotti
500 g di coste colorate
1 cipolla piccola
250 g di pelati (fatti a dadini)
Brodo di carne qb (fatto in casa*)

per la "picada"
12 nocciole tostate 
un ciuffetto di prezzemolo
una fetta di pane tostato
pizzico di sale, 
pizzico di pepe
3 cucchiai d'acqua calda.


Preparare il brodo almeno 2 ore prima di cominciare la rebullida.
In una pentola molto capiente immergere gli ingredienti in acqua fredda, portarli ad ebollizione e poi lasciare cuocere per almeno 2 ore a fiamma bassa.
Mezz'ora prima di spegnere il fuoco mettete a cuocere la pilota.

Per la Pilota, impastate gli ingredienti e formate una specie di pallone da rugby (da qui il nome di "pilota"), infarinatela e mettela a bollire per mezzora o 40 minuti, nel brodo. 
Una volta cotta, prelevare dal brodo assieme al resto di verdure e pezzi di carne e mettere da parte. Da servire calda per accompagnare la rebullida, o pure potete tagliarla a fette e farla saltare in padella finche venga la crosticina dorata da ambi latti, così la zuppa è ancora "più sostanziosa".



In una pentola di coccio fate soffrigere la cipolla. Versateci la "picada" (tutti gli ingredienti pestati nel mortaio e amalgamati con i cucciai d'acqua) e cuocete per un paio di minuti, dopo diché aggiungete il pomodoro e fate soffriggere finche si ridurrà e l'acqua la loro acqua, salate. A questo punto aggiungeteci le coste ben lavate e tagliate a pezzetti grossolani, (io le sminuzzo con le mani). La pentola sarà stracolma delle coste, non preocupatevi, ci starà tutto  vederete... 
Girate per qualche minuto aggiungendo qualche mestolo di brodo caldo finche la verdura si sarà un po' ammorbidita e allora ci sarà spazio per i ceci. Versateli e coprite con del brodo caldo. Cuocete per 45 o 55 minuti, regolate di sale e servite bollente accompagnata dalla pilota semplicemente bollita e fatta a pezzetti o pure come noi saltata in padella... e si... fritta! Sai che goduria!



note


1. Mia nona quando qualche volta coincideva che faceva la pilota con il brodo la domenica a pranzo, preparava un po' più d'impasto e ci faceva delle polpetine, che poi saltava in padella, così ci teneva buoni e ci faceva mangiare il brodo con la pastina, o non ci sarebbero state le polpetine!

2. La pilota si suol mangiare bollita a pezzi dentro il brodo con la pastina, di solito si salta in padella il giorno dopo, magari a colazione, magari con gli avanzi da preparare il brodo: si sminuzza la carne e si trita la verdura per poi far saltare il padella con un filo d'olio e rosolare fin che non veniva quella crosticina "indimenticabile"...

3. non buttatete tutta l'acqua di cottura dei ceci, usate qualche mestolo per allungare il brodo per cuocere la zuppa.     


4. Rebullida credo venga detta cosi perche gli ingredienti, in questo caso i cecci, hanno una seconda cotture (re) bollire.




Con questa "Rebullida" partecipo alla sfida del MTC, la n°53, 
quella della nostra Vitto della cucina piccolina...
Me senti toglimi una curiosità Vitto di Marte..., 
ma a Marte, le zuppe e minestroni sono tutti verdi???






Zuppa dei Doria per l'MTC


Questo MTC ha svegliato il confort food in molti di noi… Grazie Vitto! La tua scelta è degna di una che sà il fatto suo… e che adesso saprà anche tanti di quei fatti nostri…!!!
Eccone uno.
Per esempio… avete presente quando da qualche parte, dove siete andati, assaggiate un qualcosa che vi rimane impresso?
Quando quel qualcosa non vi lascia dormire, anzi lo sognate e vi sembra di assaporarlo pure in sogni, magari in modo che nel subconscio posa individuare com'è fatto?
Qualli sono esattamente gli ingredienti, e quale le dosi…

Sono sicura di si… è inutile che fate i fighi e dite: 
"… io no, ho la fortuna di azzeccare sempre  quando ci provo, alla prima poi!"
 " io chiedo la ricetta e mi viene benissimo, precisa!"

Bugie!!!!
In questo caso sarebbero bugie!
Perché vi parlo di una zuppa, talmente buona, che mi è rimasta nel cuore e nella mente, a tal punto che ho provato e provato a rifarla, fino che mi sono arresa perché non era uguale. Mi beniva buonissima, si… ma non esatta.
Allora ho fatto in modo che diventasse la mia versione di quella zuppa, che chiamo ironicamente la Zuppa dei Doria. Non ho la minima idea se loro l'avessero mangiato qualche volta, però si da il caso ché fù proprio a Dolceacqua, un borgo medievale della Liguria, dove assaggia questa bontà.
Magari la ho idealizzato, può darsi, ma in tal caso sono convinta che è dovuto alla bellezza dei posti e sopratutto la splendida e numerosa compagnia… chi c'era sono sicura ricorderà…

Zuppa dei Doria
Dalla collezione "cool- in_arte" 
disegno  di matita su foglio di carta A4, dedicato alla tastiera del mio fedele Mac... 
dove passo gran parte della mia vita ultimamente!



Ingredienti per 4 (dosi contenute)
"o per 2 (dosi abbondanti... mi spiego?)

150 g di salsiccia (priva di budello e sminuzzata grossolanamente)
150 g di zuca a dadini (2 cm.)
150 g grano saraceno
100 g porro
1/2 cucchiaino di semi di finocchio (tostati e pestati)
1 l di brodo vegetale (con del dado fato in casa)
olió evo q.b

In una pentola, meglio di ghisa o di coccio, fate soffriggere il porro e la salsiccia e condire con i semi di finochietto pestati, regolare di sale e fate cuocere. Quando la salsiccia è quasi cotta aggiungete la zucca e fatte andare per altri 5 minuti prima di aggiungere il grano saraceno, lavato previamente sotto l'acqua fredda. Amalgamate il tutto per un paio di minuti e versateci 3/4 del brodo, caldo ma non bollente, fate cuocere per una mezz'ora a fuoco basso dando una mescolata ogni tanto e controllando che non manchi liquido. In tal caso aggiungete dell'altro brodo caldo. Controllate di sale e servite ben caldo.



note
1. Se volete provare, avete tempo e qualche fetta di pane che vi avanza, saltate in padella un spicchio d'aglio schiacciato e fatte insaporire l'olio evo. Togliete lo spicchio e fateci dorare i crostini di pane. D'accompagnare alla zuppa (sempre che non li finite prima di arrivare in tavola)




Con questa zuppa partecipo alla sfida n° 53 del MTC.
Grazie Vitto, e che la forza (calda) di zuppe e minestre sia con te!


sabato 5 settembre 2015

50 E NON SENTIRLE! IL GIUBILEO DELL'MTC!



Chi me l'avrebbe detto... tutto grazie a quei involtini di verza!
"...Una cuoca Verzatile e la sfida sulla Verza... e quando ci capita più?..."
Questo fu il primo comento di una tale Ale.... 


E questo fu il punto di partenza di questa specie di viaggio, culinario e stratosferico, che mi ha portato ad scoprire un mondo parallelo!!! 
Una specie di sliding doors... (tranne il fatto che non sono figa come la Paltrow), ma mi sento lo stesso fortunata perché ho scelto la porta giusta, e si... perché di cucine ce ne sono tante, di sfide e contest culinari pure, ma di comunity come questa dell'MTChallenge ce ne sono poche.... anzi mi azzardo a dire nessuna!
Qui sembra di essere in una scuola di cucina virtuale, interactiva, dove le ricette si condividono, s'imparano, si trasformano si GIOCCA!!! 
E anche se si ride e si scherza (in primo luogo di noi stessi) il lavoro duro c'é e si vede, e allora ce lo meritiamo, e come, questo GIUBILEO! Sara un anno di festeggiamenti, perché non è da tutti arrivare alla CINQUANTESIMA SFIDA, quasi senza renderci conto. 
Il bello è che "queste 50" non ci pesano, ma bensì ci hanno fatto crescere... ecco, magari anche un po' lievitare, sui fianchi e sull punto vita, ma d'altronde mediterranei siamo! 
E come tali, ci piace magnà e cucinà ma sopratutto la buona compagnia, e come la di questa comunity non la troverete da nesun'altra parte. 
Qui ci sono persone che valgono il loro peso in zaferanooooo!!!!  E senza le quali io non avrei mai fatto, detto ne assaggiato centinaia di cose meravigliose!
Perché qua amici, s'impasta (con le unghie senza smalto). 
Qua gli stampi, non sono sempre a forma di cuore, e s'impara a chiamare le ricette con il proprio nome! 
Qua siamo capaci di passare delle ore davanti al forno acceso, in pieno estate, godendo la diretta della lievitazione... 
Qua sforniamo pazzie che profumano di bontà!
Qua... mi trovo come a casa! E un Grazie è il minimo che posso dirvi!

p.s.:  ... anzi no!!! Ricordate che a volte, da un semplice uovo, ne possono nascere grandi cose, non importa quanto sia piccola la tua cucina, l'importante è metterci il cuore ma anche la testa, e la conferma di questo è l'MTC!