domenica 27 maggio 2012

Budini Salati CATALANI per l'MTC {...e non si butta via niente!}

Questo è il secondo della "triade"... il trittico di budini salati che propongo a Francesca e alle donne dell' MTC. Tocca il turno a quello alla catalana maniera, vale a dire: non si butta via niente! 
Se non lo sapevate i catalani siamo famosi perché non buttiamo via niente. C'è chi dice perché abbiamo il bracino corto, c'è chi dice perché siamo capaci di trasformare qualsiasi cosa in oro. La verità e che ci piace lavorare un po' stacanovisti lo siamo, lo so che non è bello ma almeno siamo sinceri. Da che sono nata non ho mai visto un catalano con le mani in mano. Non ho viaggiato tanto nella mia vita ma vi posso assicurare che vado dove vado trovo un catalano che lavora facendo le cose più assurde! Tipo quello che vendeva ciambelle e acqua fesca, su in alto alla acropoli ad Atene! E lo sapete lì quanti c'erano che facevano lo stesso? Nessuno, solo lui. Per capire, questo arriva in Grecia (parlo di anni fa, figuriamoci adesso...) e il lavoro promesso non si trova, e lui cosa fa? Se lo inventa! Per dirvene una! Lavorare si, ma quando si parla di divertirsi non ci tiriamo indietro!
Ma poi, se penso ai miei nonni, di divertimento non so quanto ne hanno conosciuto, cresciuti in tempi di guerra, obbligati a inventare e cavarsela perché era questione di sopravvivenza! 
E qualcosa mi hanno insegnato, del tipo che non si butta via niente! E visto com'è l'andazzo delle cose... questo per me è un grande vantaggio.
Un vestito vecchio, o che non ti stà più, scolorito, roto o bucato? Magia! Grazie a un colpo di forbici e una macchina da cucire si trasforma in un grenbuller (di fatti, adesso che ci penso nel cassetto ne ho tanti... fatti dalla nonna e da mia mamma).
O pure i pezzetti di sapone, quelli ormai sono comodi per lavarsi le mani? Magia! Tutti insieme dentro un pentolone di rame, ore di mestolo e mescolare per ottenere del sapone fatto in casa, che ancora adesso conservo come fosse un gioiello, da tanto buono che è!


Ecco cosa sono questi budini, pochi ingredienti, semplici ma dei quali si coglie il massimo profitto,  l'ingrediente principale sono le coste, da noi chiamate "bledes" una delle verdure che più spesso veniva servita nelle tavole di campagna all'ora di cena insieme a delle patate bollite e qualche cipolla cotta nel camino, a questo si accompagnava una frittata o qualche fetta di formaggio, o magari un pezzo di aringa alla brace. 


Per questi budini ho pensato alla versione più vegetariana, niente aringa ma uova di quaglia.
E visto che le vendono in confezioni da 10, le ho usate tutte, tanto per restare in tema!



Ingredienti per 4 budini:

BUDINI CATALANI
450 gr. di coste
1 patata (piccola)
1/4 di cipolla (30 gr. più o meno) 
100 gr. di panna
8 uova di quaglia
30 gr. di parmigiano (quello che piace di più a me...)
sale

ACOMPAGAMENTO

4 uova di quaglia 
4 gambi di coste (puliti e lessati)
fette di pane tagliate sotilli 
olio extra vergine
farina q.b
3/4 cucchiai d'acqua

farina q.b
pane grattugiato q.b


rosmarino fresco
sale nero (Cipro)

Per primo lavare le coste, con acqua fresca al meno per 3 volte. Sminuzzare la parte verde lasciando 4 gambi pelati (sarebbe la parte più polposa e bianca). Lavare, pelare e fare a dadini la patta, lo stesso per la cipolla e fare bollire il tutto in acqua salata. Quando è cotto scolarle bene, mettendo da parte i 4 gambi.
Una vola è privo di tutta l'acqua unirci le uova, il formaggio e la panna. Frullare e versare negli stampini, precedentemente "ben" imburrati, non importa se sono di silicone o non, ho capito che si smontano più facilmente. Cuocere a bagno maria per almeno 30 minuti, a me sempre 40 se non di più.
Mentre preparare una pastella con la farina e qualche cucchiaio d'acqua, passarci i gambi delle coste per poi impanarli del pane grattugiato e friggerli fino che non sono dorati da ambe parti e appoggiarle su della carta assorbente per togliere l'eccesso d'olio. Sfornare i budini. 
Preparare le uova di quaglia a occhio do bue e a poggiarle belle calde sul budino salare e tritarci un pò di aghi di rosmarino. Servire con accanto il gambo impanato, prendetelo e provate a bucare il rosso del uovo... questo cola dal budino dandole ancora più sapidità.

Con questi budini anche la cena più spartana diventa chic...  e poi, non serve altro che una bella insalata per alzarsi da tavola sazi al punto giusto.



Questo è il secondo budino salato che presento al MTC, tanto per aumentare la mole di lavoro a Francesca, ad Alessandra e a Daniella...!







7 commenti:

  1. Anche i miei nonni mi hanno sempre detto così ed è giusto, siamo fortunati e spreconi il più delle volte. Brava il doppio :-) Ciao!

    RispondiElimina
  2. Con questi budini state facendo delle cose fantastiche!!! Io forse preso da questa mania, ho copiato un budino dolce allo yogurt preso da un famoso blog e ahimé, ho avuto mille problemi, mah!

    Marco di Una cucina per Chiama

    RispondiElimina
  3. tutto si spiega, allora, pure la passione dei genoani per il barca!!! se mai c'è un popolo che ha fatto del "non si butta via niente" la sua filosofia, son proprio i Genovesi! Però, a fantasia ci battete, eccome se ci battete- e questo budino lo dimostra! mi piace da matti, ci credi?
    besos, a vagonate

    RispondiElimina
  4. due budini, uno più bello dell'altro.. e brava lo ha ifatto anche per me che non ho pensato nulla per questo giro :((
    besos!!
    e complimennti per il tuo secondo posto..sei stata ad un passo dalla vittoria :)

    RispondiElimina
  5. semplice e chic! bellissimo e saporito, mi piace moltissimo! :-)
    Francesca

    RispondiElimina