domenica 25 marzo 2018

Afternoon Tea, Sant Jordi e la rosa

Lei era lì, inerme, davanti alla caverna. 
Aveva gli occhi chiusi e aspettava rassegnatamente di essere divorata…

I mesi scorsi nel paese di Montblanc e negli intorni, erano stati un incubo!
Ma ora che il Re aveva parlato, a nome del popolo, le cose si erano calmate anche se a andare di mezzo erano le fanciulle di tutta la contea. Il sacrificio di queste era necessario per tenere a vada la fame irrefrenabile del drago! 
Erano arrivati a un accordo con quel essere… non ci sarebbero più raccolti bruciati, ne bestiame divorato se una volta alla settimana le avessero portato una donzella davanti alla sua caverna.
Così si decise di farlo a sorte è ogni venerdì, da una grande cesta si prendeva un bigliettino di carta, a caso, che conteneva il nome di una delle sfortunate e veniva letto. Ed era così che le famiglie perdevano addolorate le loro figlie e discendenza.
Ma arrivò il giorno che viene strato il nome della principessa. Perché da buon Re aveva capito che la sua figlia doveva avere la stessa sorte di tutte le altre, (oggi sono convinta non funzionerebbe in questo modo...)
E così la principessa si ritrovò lì, inerme davanti la caverna…

Ma questa è una storia d'amore.
E come ogni racconto romantico, la "svolta" arriva a cavallo! 
Un cavaliere,  giovane e bello, (io aggiungerei bello dannato perché a me quelli piacciono…) arriva in quai paraggi e vede lei sola, con gli occhi chiusi e le fauci di un drago che spuntano dal ventre della grotta.
Si lancia al galopo!
Brande la spada!
E taglia la testa al drago!

La gente del paese (ovviamente erano nascosti a guardare) esce da tutti gli angoli per congratulassi con il benefattore, Re incluso, il quale offre al cavaliere la mano di sua figlia sana e salva.
Il cavaliere però, (bello e dannato) non può accettare perché ha promesso a se stesso che deve dedicare la sua vita ad azione del genere e salvare più gente possibile dalle barbarie del mondo! E poi, diciamocelo, quelli fighi come lui, non sono tipi da stare legati a una sola donna, per bella che fosse, come la principessa. Anche se davanti a una bellezza del genere il cavaliere tituba non poco! Ma il magico incontro vuole che dal sangue del drago nacque un rossetto di rose rosse, ed ecco che lui ne colse una e inginocchiandosi davanti la principessa (sicuramente un bacio appassionato ci fu lo stesso... )  gliela offrì, in segno di un amore accesso. Poi, con la tristezza nel cuore sali sul cavallo deciso a partire ma prima che si allontanasse lei le chiesi quale era il suo nome…
"Jordi, em dic Jordi"

Da questa storia prende piede la diada di Sant Jordi il 23 aprile, che per noi, in Catalunya, viene ad essere la giornata degli innamorati, dove l'uomo regala una rosa rossa alla compagna, moglie o fidanzata, e queste alla sua volta regalano ai maschi un libro. Non a caso, pochi anni fa, si ha istituito il 23 aprile come la giornata mondiale del libro!

Ma veniamo a noi… noi che per questo MTC ci siamo immedesimati nei costumi british e ognuno, a modo suo, abbiamo portato il Afternoon tea nelle nostre case! 
Ditelo a Valeria Caraciolo del blog il Murcillo Saporito, che vincendo la sfida scorsa della affumicatura, ha deciso di mostrarci come si prende il tea " a las cinco de la tarde" in Bath! 
Non so però, se quando ha deciso il tema di questa sfida, si rendeva conto di quanto avrebbe dovuto leggere, e di quanti tea, tartine e sandwich assaggiare! 
Io non posso che ringraziarla perché come succede sempre, in questo gioco, si finisce per imparare e sopratutto metterti alla prova, perché no spolverando ricette e tecniche da altre sfide. 
Valeria, grazie a te e al tuo "Tea" ho accertato che questa usanza e tutto quello che le gira intorno, può essere una scusa stupenda per ritrovarsi con delle amiche e fare una "porca figura"!!!

Il mio Afternoon tea è ispirato a Sant Jordi, il patrono della Catalunya, che guarda un po' è anche lo stesso dell'Inghilterra, nonché il santo protettore di Genova… e ve l'avevo detto io che uno bello e dannato non poteva avere solo una donna…! 

Afternoon TEA 
Sant Jordi e la rosa
(con un tè così, chi è che ha ancora pagura dei draghi!?)



La scelta del tea è ricaduta sul Darjeeling Risheeat di cultura Biologica, un té delicato che mi è sembrato addato per questo mio Arfternoon tea, perche nella mia mente ce stato sempre l'idea di personalitzarlo rendendolo ancora più in tema.
su 25 g di tea ho aggiunto un pizzico di mandorle a lamelle tostate e tritate e i petali di una roselina essiccata. Tutto mescolato e chiuso in un baratolo di vetro dentro un cassetto per 2 giorni ed effettivamente il tè ha preso un profumo ancora più gradevole anche se sempre delicato.
Il modo ideale per l'infusione di questo tè è dai 2 o 3 minuti con acqua calda da 90 a 95 °C, in verità non ho usato nessun termometro ma seguito le solite 3 regole di quando preparo un tè o tisana: acqua di bottiglia (quella adatta per i bambini per capirci..) e mai del rubinetto; far bollire l'acqua nel bollitore e scaldare la teiera prima di versarci l'acqua per il tè. una delle mie teiere ha incorporato il colino per l'infusioni lavorato a laser e credo sia l'invento del secolo!




L'altro invento del secolo è l'impastatrice, che ben se è stata inventata parecchio tempo fa, e in tanti la adoperano spesso, io sono entrata in suo possesso un paio di anni fa ma la uso ben poco (lo so che fa tanto neardental, ma è proprio così) ma da oggi credo che le cose cambieranno, perché fare il pancarrè è stato una passeggiata, e pure inizialmente mi faceva tanta pagura!



  Per i sandwich libro (6 pezzi)  
pancarrè integrale:
300 g di farina integrale
200 g di farina 0
300 ml di latte tiepido
75 g di burro
20 g di lievito di birra
3 cucchiaini di zucchero
2 cucchiaini di sale

Ripieno: 
foglioline di ruccola
maionese rosa
1 uovo
300 ml di olio di girasole
1 cucchiaino di senape
3 cucchiai di succo di barbabietola
il succo di mezzo limone
sale
Nel baso del frullatore a immersione versare tutti gli ingredienti tranne metà dell'olio e frullare. Versale a filo l'olio restante fino a che la maionese sia montata. 
Otterrete una maionese fine, delicata e lucida di un color rosa brillante.
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gamberi affumicati
12 gamberi
tea  Darjeeling
petali di roseline essiccate
1 cucchiaio di zucchero




Per il Dry smoking, creare una specie di bacinella, fata con due fogli di carta stagnola, versarci 2 cucchiai di tea Darjeeling, 1 cucchiaio di petali di roseline essiccate e un cucchiaio di zucchero. Mettere tutto appoggiato in fondo a una pentola adatta alla cottura al vapore. Accendere il fuoco al massimo e aspettare che cominci a formarsi una piccola colonna di fumo, a questo punto coprite col coperchio e aspettate che la pentola si riempia di fumo. Ci vorranno dai 7 ai 10 minuti, anche di meno. 
Nel frattempo distribuire i gamberi, senza guscio e puliti, nel cestello per la cottura a vapore, adagiarlo nella pentola e coprire. Una volta freddi tagliarli a metà.
Spegnere il fuoco e lasciare affumicare per una ventina di minuti.
Tagliare le carote alle fette del pancarrè e dividerli a metà. spalmare a piacere la maionese rosa e adagiare 4 pezzi di gamberi in ogni sandwich e aggiungete qualche fogliolina di rucola.


  Per i sandwich foglia (6 pezzi) 
pancarrè verde
stessi ingredienti e stesso procedimento. 
L'unica differenza è l'aggiunta di 3 cucchiai di polvere di erba di grano e la farina usata 
è soltanto la 0







































Ripieno: 
1 cetriolo
5 o 6 ravanelli
100 ml di aceto di mele
1 cucchiaio di zucchero
sale peppe
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ricotta di mandorle
100g di mandole pulite 
acqua

il giorno prima mettete a bagno le mandorle, cambiate l'acqua un paio di volte.
Dopo 24 ore di ammollo sciacquare le mandorle e frullarle con altra acqua fresca (500ml) ottenendo una specie di "pappetta" dalla consistenza della ricotta ma acquosa. Filtrare in un colino e con l'aggiunta di una garza. Quando è fuoriuscita l'acqua pressare l'impasto ottenuto, dovrà ricordare la ricotta. Non buttare l'acqua filtrata, potete usarla come bevanda proprio come fosse un latte di mandorle.

Lavare, asciugare i ravanelli e il cetriolo e affettarli sottilmente. Lasciare per una mezza oretta i ravanelli a bagno con l'aceto e lo zucchero.
tagliare le fette di pancarrè verde a forma di foglia con l'aiuto di un coppapasta e farcire con la ricotta di mandorle le fette di cetriolo e quelle di ravanelli condire con un pò di sale e pepe.






 Per la torta Bakewell  
(per uno stampo di 18 cm)
125 g farina
1 cucchiaio di erba di grano in polvere
75 g di burro
1 pizzico di sale 
20 ml di panna

per il ripieno 
marmellata di rosa canina
15 g di maizena (1 un cucchiaio)
75g di burro
100 g di farina di mandorle
75 g di zucchero 
1 uovo
1 mela rosa
sciroppo di rose

Impastare la frolla lavorandola il meno possibile, fare una palla e tirarla con il mattarello tra due pezzi di carta da forno fino ad ottenere uno spessore di 3 milimetri più o meno. 
Ungere e infarinare lo stampo a cerniera, e foderarlo con la frolla. Punzecchiare il fondo con il lembo di una forchetta e conservare in frigo per una trentina di minuti.
Preparare la frangipane montando il burro con lo zucchero ottenendo una crema spumosa. Aggiungere l'uovo previamente sbattuto e laborare bene l'impasto con lo sbattitore aggiungendo poco a poco la farina di mandorle, poi pian piano anche la maizena e 3 cucchiai di sciroppo di rose, continuare a montare e conservare nel frigo.
Lavare, asciugare la mela e con l'aiuto di una mandolina affettarla molto sottile, riservarla in una ciottolina con il succo di mezzo limone e un cucchiaio di sciroppo di rose.

Riprendere lo stampo dal frigo e riempire il fondo della torta con la marmellata di rosa canina. Coprire il tutto con la crema al frangipane e in cima appoggiare delle roselline fatte con le fettine di mele ( e questa per me è stato la parte più difficile e si vede! mi devo cimentare!) 
Cuocere a forno già caldo, per 30/35 minuti a 180°, nel mio caso, avendo un forno statico e per di più di un altro pianeta ce ne sono voluti 40 minuti. 









Con questo Afternoon tea partecipo alla 71 essima sfida dell' MTC, spero che I tre giudici non siano tropo nervosi dopo tanto Te-a-té!!!




note: 
1- n questo post, per documentare al meglio la storia della principessa e il drago, manca una foto, che per mancanza di tempo non ho potuto cercare e che sinceramente non sò dove si trova nel baule di ricordi e foto che ho a casa, ma prometo di aggiungerla quando la troverò... 
2- l'aggiunta di verde (erba di grano in polvere) è stato una di quelle cose che ti sogni di notte... non scherzo, ho sognato questo campo verde un prato magnifico dove andavamo a fare un raduno ognuno con la sua tazza di tè! Avete mai sentito "prato verde inglese"!!!??





mercoledì 7 marzo 2018

Il TORTANO dopo le vacanze in Puglia!

Questa particolare e gustosa pietanza è una di quella che per molto che tu riesca a farla di grandi dimensioni, sembrerà sempre che ne hai fatta pocca, perche una fetta tira l'altra! 
Il Tortano è un lievitato pasquale tradizionale, una ciambella rustica e non stò parlando di dolce ma di una ciambella salata e molto saporita.
Questa che vi propongo qui non è quella pura e tipica ma una versiove pugliese con le aciughe e cime di rapa... e tutto perche?
Perche oggi è la Giornata Nazionale del Tortano, e nel Calendario del Cibo Italiano 
lo celebriamo racontando la sua storia e con diverse ricette che vi consiglio di provare



Il TORTANO dopo le vacanze in Puglia! 
con le cime di rape e asciughe



per l'impasto
400 g di farina
20 g di lievito
150 g di sugna (io burro)
sale e pepe

per il ripieno
5 mazzi di cime di rape
3 spicchi d'aglio
4 fileti di asciughe
olió di oliva extra vergine

Lavare e pulire le cime di rape, svolentarle in acqua salata e poi passarle in padella, con dell'olio insaporito con degli spichi d'aglio e le asciughe. Metere da parte.

In una terrina sciogliere il lievito con un po' di acqua tiepida e aggiungere tanta farina in modo di ottenere un impasto di media consistenza, mettere questo panetto a lievitare in un luogo caldo e riparato dalle correnti d'aria e sbalzi di temperatura.
Una volta lievitato, il doppio, (a me mi ci sono volute parecchie ore, ma la pazienza non deve mancare mai!)
Preparare il resto della farina a fontana, ponete al centro il burro, il sale, il pepe e il panetto di pasta una volta cresciuto l'impasto.
Lavorare l'impasto a lungo aggiungendo acqua tiepida se serve fino ad ottenere un impasto di di media consistenza e mettere a lievitare di nuovo coperto in un luogo tiepido e protetto delle  correnti d'aria, di solito devono 2 ore (a me 3 ma fuori cera la neve ovunque).
Stendere l'impasto dandole una forma rettangolare, coprire con il preparato di cime di rapa e arrotolare su se stesso. Adagiarlo in uno stampo di ciambella imburrato previamente e lasciare lievitar di nuovo.
Accendere il forno per farlo riscaldare. Infornare per circa un'ora.







sabato 3 marzo 2018

Dadolata di TROTA affumicata e budino di cavolfiore

Una trota al giorno... potrebbe togliere il medico di torno!
Questo pesce si presta a tante preparazioni, dal tipico cartoccio ai filetti impanati o pure in pate o in tartar!
Oggi per la Giornata Nazionale della Trota nel Calendario del Cibo Italiano, vi propongo una dadolata di trota affumicata con coriandoli in agrodolce di bietole colorate, assieme a un budino salato di cavolfiore e mandorle.


Dadolata di TROTTA affumicata 
con coriandoli in agrodolce 
e budino di cavolfiore e mandorle




Ingredienti per 6 persone

per la dadolata
300 g di filetto di trota iridea affumicata*
7 gambi di coste colorati
2 cucchiai di zucchero
75 ml di aceto di mele
100 ml d'acqua
sale
olio extra vergine di oliva


per il budino
1 cavolfiore bollito
100 g di mandorle tostate e trittate 
1 uovo intero
2 albumi 
50 g di Granna Padano
sale
olio extra vergine di oliva

Pulire le bietole e cuocerle al vapore per 15 minuti, in questo modo non perdono il loro colore e non anneriscono. Pulire la foglia dei gambi e fare questi a dadini. 
In un pentolino scaldare l'acqua, l'aceto e lo zucchero e quando cominci a bollire versarci i dadini di bietole. Cuocere per 5 o 7 minuti, scolarli e tenere da parte mentre raffreddano.
Accendere il forno. Versare tutti gli ingredienti per il budino dentro la garafa del frullatore a immersione e frullare (tenendo da parte metà delle mandorle tritate che ci serviranno per l'impiattamento)
Ungere gli stampini con dell'olio (io lo faccio anche con quelli al silicone) e cuocere a bagno maria nel forno per dai 35 ai 45 minuti a 200 C°, ma il mio forno è un caso a parte... Controllare sempre che ci sia dell'acqua nel bagno maria altrimenti potrebbero bruciarsi alla base e rimanere molli sopra.
Nel frattempo cuociono tagliare la trota salmonata a dadini e mescolare con i coriandoli di bietole una volta freddi, amalgamare tutto con un filo d'olio.
Una volta cotti i budini farli raffreddare prima di capovolgerli, devono essere tiepidi ma non ghiacciati. 
Impiatare adagiando il budino con attorno la dadolata di trotta affumicata e coriandoli in agrodolce e cospargere con delle mandorle tritate.


note:
* Il filetto di trota iridea affumicata che ho usato, proviene dalla azienda Fattoria del pesce nel cuore del Parco Naturale della Valle del Ticino, L'azienda si occupa essenzialmente dell'allevamento di tipo intensivo della specie Oncorhynchus mykiss (trota iridea) e, occasionalmente, di altri salmonidi e ciprinidi, quali la trota fario, il salmerino e la carpa nelle varianti “regina” e “specchio”.

1. con le foglie delle bietole cotte al vapore potete farci mile cose: farcire una torta salata come ho fatto io, o aggiungerle a un minestrone, o pure come condimento di una pasta...









martedì 27 febbraio 2018

il mio panino REUBEN per il club del 27...

Questo club non è soltanto un luogo dove si spadella.
Qui ci si conosce anche solo ciberneticamente, ma ci si confronta e s'imparano tantissime cose e sopratutto ci si sta accanto nel momenti belli e in quelli brutti. 
Questa ricetta è in memoria di Barbara Pivetta, una amica del Club 27 che ci ha lasciato improvvisamente, tropo in fretta, tropo giovane, tropo tutto... 
Non so quale ricetta avrebbe scelto Barbara ma di sicuro con la sua energia e voglia di fare non sarebbe stata una da sola! 
Perche come tutti i mesi, finisce che le faresti tutte quelle che ti vengono proposte nel club del 27! Lo sapete come funziona, vero? 
Ci vengono proposte tante ricette su un tema e sta a noi scegliere quale preparare. Ci si a una mano con le ricette chi è portato per le lingue traduce, chi è portato per la fotografia da consiglio su come scattare. Quando poi ci sono dei dubbi riguardo riguardo a un ingrediente che non si conosce o su qualche misura o proporzione viene subito chiarito!
Veramente un equip meraviglioso! Io ringrazio sempre qui ha il talento di tradurre dal inglese perche sono negata.
Questa volta il tema del mese è quello di cuocere tutto in una sola pentola. Tra le diverse ricette c'erano quelle a cottura lenta, e visto che da 3 messiho la mia "pentola a pressione eletrica" che fa anche altre cose, tra le quali la slow cooker, ho subito addocchiato LUI... Reuben! Forte e corposo, intrigante e sostanzioso!


REUBEN sandwich
(ma per gli amici Reuben Panino)




E come lui, tutte le altre ricette le trovati qui nel MTChallenge! Di sicuro succederà anche a voi che vi verrà voglia di provarle tutte. Io ne ho già un'altra di pronta da postare tra poco. Ma sono tutte irressitibili!





E ve lo consiglio, prendetevela una di queste pentole eletriche! Io ne sono inamorata! 





Ingredienti per 8 persone 
1.500 g di manzo affumicato (io l'ho affumicato una volta cotto)
500 g di crauti cotti (scolati)
*
150 ml di salsa thousand island**
16 fette di pane tostato (io integrale)
8 fette di formaggio svizzero tilst
Cetriolini opzionali

per le spezie: paprica dolce, pepe, timo, grani di senape
3 cuchiaini di sale
olio extra vergine di oliva



Togliete il grasso dal manzo, e se necessario dividerlo a seconda la grandezza del tegame.
In una ciotola mescolare bene le spezie (3 cucchiaini di ognuna) assieme al sale e massaggiare la pezzatura di carne. 
Adagiarla nel tegame, nel mio caso la pentola a pressione elettrica, con un filo d'olio e rosolare da tutti i latti. 
Disporre i crauti più un bicchieri di brodo e uno di salsa thousand island intorno alla carne e cuocere in modalità slow cocker, per 12 ore o a fuoco alto per 6 ore. Io con la mia pentola elettrica l'ho cotta in 5 ore e la carne è venuta morbidissima da sciogliersi. 
Una volta raffreddata, con molta cura, l'ho affumicata con il processo Dry smoking che consiste in creare una specie di bacinella, fata con due fogli di carta stagnola, dove vanno inseriti una manciata di chips di legno di barili di whiskey. Mettere questa specie di bacinella appoggiata in fondo a una pentola adatta alla cottura al vapore. Accendere il fuoco al massimo e aspettare che cominci a formarsi una piccola colonna di fumo, a questo punto coprite col coperchio e aspettate che la pentola si riempia di fumo. Ci vorranno dai 10 ai 13 minuti.
Adagiare la carne nel nel cestello della pentola e coprire. Spegnere il fuoco e lasciare affumicare per una ventina di minuti.
Trascorso il tempo di e affumicatura affettate il manzo sottilmente, (io l'ho sfilacciato con una forchetta da tanto era morbido) e ripassate velocemente in padella con il suo sugheto e i crauti che ormai saranno molto disfatti.
Usando un mestolo forato prelevate i crauti e la carne e disporli su metà delle fette di pane. Aggiungere il formaggio e scaldare leggermente sotto il grill del forno, finché il formaggio non è sciolto. Se lo desiderate, e lo desiderarete... potete aggiungere un altro pochino di salsa e dei cetriolini se volete. Chiudete con l’altra fetta di pane.
Gustatevelo... proprio gustatevelo come abbiamo fatto noi!



note:
* riguardo i crauti la ricetta prevedeva usarli cotti, ma potete scegliere voi come farli. Ce chi li mette a crudo e chi usa quelli già pronti (che a casa ci piaciono tanto) questa volta ho provato a farli io, spartanamente a casa, cotti con dell'aceto e del brodo, sempre nella pentola a pressione per 1 ora

per i crauti
un cavolo
150ml di brodo vegetale
70 ml di aceto di mele 
1/2 cucchiaio di sale 
1 cucchiaio di zucchero
3 foglie d'alloro
Procedimento: tagliare il cavolo a metà e con una mandollina affetarlo molto sottille. 
Lavare sotto l'acqua fredda e cuocere in pentola con tutti gli ingredienti finche è morbido. Scolare e tenere da parte.  


** per la salsa thousand island ho fatto una versione che più assomigliasse alle tante ricette trovate su internet. Il risultato è stato che il cozzaro vuole che la faccia in più grosse quantità perche li è piaciuta tanto che la vuole mettere ovunque! a me non è una salsa che mi fa impazzire ma col panino non ci vedo altro. 

Per la salsa thousand island
200 ml di maionese (io fatta in casa)
5 cucchiai di salsa ketchup
1/2 cuchiainno di sale
3 cetriolini sotto aceto più 75 ml del loro liquido
12 olive nere
1 uovo sodo
1/2 cipolla rossa, piccola
1 cucchiaino di paprica dolce
Procedimento: frullare il tutto con un frullatore a immersione fino ad ottenere una salsa cremosa.




domenica 25 febbraio 2018

Segnali di FUMO per l'MTC... con due quaglie e una capana

Non l'ho potuto evitare... il titolo... ma anche di mettermi subito ad affumicare per la gioia dei miei vicini (questo è un tasto dolente...) ma anche per la nostra di felicità, perche abbiamo mangiato una cosa nuova, "faiga" e buonissima, come sempre grazie alle sfide dell'MTC e questa di febraio è stato un'altra bomba!!! Di fatti avendo una donna come lei a portare la bandiera questa volta non potevamo che aspettarci qualcosa di spettacollare! Un enorme GRAZIE a Greta di Greta's corner, una donna eccezionale, che sa un sacco di cose e che ad ogni suo articolo o ricetta ci lascia a bocca aperta!
Grazie per d'avvero, perche fin ora, per me la parola affumicare era quando, per sfortuna, bruciavo qualcosa e tutta la casa s'impregnava di fumo e puzzava (asciugamani e lenzuole compresi, anche se dentro l'armadio!) un disastro diciamolo... 
Ma ora che affumicare è sotto controllo, e posso dirlo sicura MI PIACE DA MATTI, metterò in pratica altre idee venute in mente, che poi non ho avuto il tempo di fare. 
E mi sa che tutte le spiegazioni e insegnamenti di Greta, assieme alle rubriche di questa sfida saranno tra più consultate dell'MTC, ne sono sicura!
Per quanto riguarda la mia di ricetta, ho avuto chiaro fin da subito che sarebbe un qualcosa di indiano. Così, informandomi su cosa mangiavano gli indiani d'America sono capitata nella legenda di un uomo bergamasco del mille settecento!!! 
Penserete,cosa centra un uomo di Bergamo con i pelle rossa?
Tanto, credetemi, tanto. 
E più leggevo la sua storia (ho preso un libro che parla di lui*) più ho trovato logici gli ingredienti e accostamenti per quello che avevo in mente di fare. 
Se avete modo di leggere la sua storia ve la raccomando perche è veramente appassionante e sorprendente come un uomo italiano, riuscì a farsi voler bene dagli indiani e di come fu la sua vita, prima e dopo il suo arrivo nelle americhe!
Il mio piatto, che inizialmente voleva essere del tutto un tributo agli abitanti delle praterie del nord dAmerica e le loro abitudini, alla fine è diventato una unione di due mondi perche credetemi ho trovato tante di quelle cose in comune che mi hanno sorpreso!
In primo luogo il mais, perche il grano in America non c'era, per tanto ho pensato alla polenta bergamasca e guarda un pò te avevo una busta dei Mais Spinato di Gandino.  
Le tribù indiane usavano molte bacche e frutti di bosco nelle sue pietanze sopratutto in quelle a base di carne, spesso affumicata per necessità di conservazione. Di sicuro non conoscevano ne mucche, ne vitelli ne maiali, erano cacciatori e la selvaggina era una delle loro pietanze abituali, ecco il perche ho scelto le quaglie. 
Nel Bergamasco, poi, ce un piatto molto tipico chiamato Polenta e osei, soltanto che è un dolce, sono dei pasticcini di polenta e mandorle con sopra un uccelino di cioccolato.
E con questo ho detto tutto...



Due QUAGLIE e una capana...
...su un letto di crema di topinambur
 e piume croccanti





ingredienti per 2 
2 quaglie (pulite)
4 fette di polenta**
3 topinambur
1 patata americana (arancione)
acqua
sale
olio per friggere (io ho usato quello di mais)

dry rub per le quaglie:
2 cucchiai di zucchero grezzo
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di erbe aromatiche secche (timo, rosmarino, salvia)
11 mandorle tostate pestate
una manciata di prugne selvatiche***

Per l'affumicatura delle quaglie:
chips di legno di barili di whiskey (a bagno 6 o 8 ore)

Per l'affumicatura della polenta:
chips di legno di barili di whiskey (a secco)
noccioli delle prugne selvatiche
parte della marinatura in eccesso delle quaglie

Sei ore prima mettere a bagno le cips e preparare la marinatura per le quaglie, mescolando gli ingredienti e disponendo la marinatura intorno le quaglie per poi avvolgerle nella pellicola trasparente e lasciarle a marinare in frigo.
Dopo 6 ore, togliere la marinatura dalle quaglie, senza passarle sotto il getto d'acqua, ma lasciandoli un pò di questa addosso, il restante non buttarlo ma tenerlo da parte.



Per il Wet smoking, disporre i chips di legno, scolati, nella parte bassa del forno, io ho usando come supporto una teglia di quelle usa e getta di alluminio. 
Accendere il forno e scaldarlo al massimo. Lasciare al calore il tempo sufficiente per cominciare a fare fumo, a me ci sono voluti 10 minuti.
Inserire le quaglie sopra la gratella del forno con accanto un pentolino con due ditta d'acqua, chiudere il forno, portarlo a 150° e lasciare affumicare. 
Le quaglie sono state cotte al puntino dopo 45 minuti.


Per le "piume croccanti", lavare patate e i topinambur, sbucciarli  entrambi e conservare le bucce del topinambur in una bacinella d'acqua fredda. 
Affettare sottile la patata americana e uno dei topinambur per fare delle chips e metterli per 5 minuti in una bacinella d'acqua fredda. 
Scaldare l'olio in un pentolino e friggerci le bucce dei topinambur, scolate e tamponate per togliere l'eccesso d'acqua. A misura che sono fritte e croccanti disporre su della carta assorbente e condire con del sale. Fare lo stesso con la patata e il topinambur a fette e riservare da parte su della carta di cucina assorbente.
I due topinambur restanti farli a dadini e metterli a bolire in un pentolino con abbondante acqua salata. Una volta cotti tenere al caldo. Se è necessario scaldare per qualche minuto il pentolino prima della preparazione



Per il Dry smoking, creare una specie di bacinella, fata con due fogli di carta stagnola, raccogliere la marinatura avanzata delle quaglie, una manciata di chips e i noccioli delle selvatiche. Mettere tutto appoggiato in fondo a una pentola adatta alla cottura al vapore. Accendere il fuoco al massimo e aspettare che cominci a formarsi una piccola colonna di fumo, a questo punto coprite col coperchio e aspettate che la pentola di riempia di fumo. Ci vorrano 10 minuti.
Nel fratempo grigliare velocemente le fette di polenta per poi adagiarle nel cestello della pentola e coprire. Spegnere il fuoco e lasciare affumicare per una ventina di minuti.

Passare nel frullatore a immersione il topinambur, aggiungendo dell'acqua di cottura fin a ottenere una crema liscia e senza grumi. 
Disporre tre o quattro cucchiaiate di questa crema allargandole nel piatto, adagiare al centro le fette affumicate di polenta e sopra queste appoggiare le quaglie una contro l'altra e intorno cospargere una pioggia di piume croccanti che sarebbero le chips e bucce fritte.
Servire subito, e se lo preferite, perche no... mangiare insieme dallo stesso piatto!


Come dice un provervio Cheyenne "se non ti  dai una mossa non vai da nessuna parte"
perciò, come al solito di corsa, partecipo con questa ricetta alla sfida no 70 dell'MTC






note:
1. le quaglie magari dovevano cuocere un po di meno de fossero state più vicine ai legni, ma anche così, il loro colore era un pò fume e caramelato e la carne tenera e saporite con un sentore di fumo dolce meraviglioso.
2. ho voluto aprofitare al massimo gli ingredienti perciò non ho buttato gli abanzi della marinatura e gli ho usati nell'affumicatura a freddo. Anche friggere le bucce dei tupinambur... avevo già provato con quelle delle patate e volevo vedere con queste. la sorpresa è che le ho trovate ancora più delicate e buone! (per l'olio perdonatemi ma mi sono fissata con questa storia del mais...)
Per di più ho scoperto che il topinambur è naturale del nord America proprio nelle praterie! Pazzesco...   
  
* il libro in questione è "Balla coi Sioux" di Luigi Grassia e racconta di questo Giacomo Costantino Beltrami. Non so in quanti di voi lo conoscano ma in America è tutta una istituzione. Lui fu qui scrisse il primo dizionario della lingua sioux, non solo... fu pure lui a scoprire la sorgente del fiume Mississipi più lontana dalla foce! 

**la polenta l'ho preparata il giorno prima, ci vogliono 3/4 d'ora buoni perche non si tratta di una polenta isantanea, e purtropo a casa la polenta non piace tanto al cozzaro se non è del giorno prima grigliata o frita!!! Aviate pietà di lui... cozzaro è!

***queste prugne selvatiche provengono dai pirinei sono delle dimensioni di una oliva greca rinsecchita, nel nord della catalunya zona pirinei è molto usata negli arrosti e cotture lente dove ce la carne. una volta

venerdì 23 febbraio 2018

TORTILLA di patate, chorizo e... si va in onda!


...chi fu per primo, l'uovo o la gallina?
io mi decanto sull'uovo... è più versatile e in una cucina catalana non può mancare, altrimenti andiamo in panico! Le uova, a casa mia ci devono essere sempre, e bio, a costa  
di tenere un paio di galline sul cortile!
Questo post parla di uova, di tortilla de patatas e di chorizo... una ricetta ricca e di sostanza, ma visto che si prevedono due mesi di vero freddo polare niente di meglio che fare provista di energie! E poi, se a parlare del'uovo ce POPOGUSTO di Radio Popolare, in collaborazione con il Calendario del Cibo Italiano, beh... allora di uova ne meto sette, quelli usati per questa tortilla, sempre dispari mi raccomando!

TORTILLA 
di patate e chorizo



Ingredienti 1 fritata (4 porzioni)

7 uova
1 k di patate (peso già sbucciate)
1 cipolla piccola
50 g di chorizo
sale
olio extra vergine

Lavare le patate e sbucciarle, tagliarle a pezzi irregolari* e friggerle con del olio in una padella, aggiungere anche la cipolla tagliata a fettine molto sottili. 
Salare mentre friggono e girarle ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare in modo di non spappolarle tropo. Quando le patate sono a mettà cottura aggiungere il chorizo tagliato a pezzettini e proseguire la cottura.
Nel frattempo, in una bacinella sbattere le uova con un pizzico di sale. 
Quando le patate sono ben cote e dorate, togliere dal fuoco e versare dentro alle uova sbattute, facendo attenzione di lasciare l'olio nella padella. Amalgamare velocemente, controllare di sale e lasciare un minuto che le patate e il chorizo si attacchino all'uovo con il proprio calore. 
Rimettere la stessa padella sul fuoco e versarci il tutto. Fare attenzione e controllare che non si attacchi  aiutandosi con un mestolo di legno.
Con l'aiuto di un piatto girare la frittata. 
Niente panico!!! 
Prendiamo un piatto grande, abbastanza da coprire giusto la padella, mettiamo una mano sopra il piatto e con l'altra ci giriamo sopra la padella, ora basta farla scivolare di nuovo nella padella e cuocere dall'altra parte.




note:

1. queste dosi sono per una padella alta 6 cm. e 25 cm. di diametro

* come ho spiegato nella ricetta della Tortilla de patatas, ci sono sempre delle varianti su come tagliare le patate, ognuno ha il suo secreto, il mio è farle a pezzi irregolari.