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lunedì 28 maggio 2018

A tavola con l'ARTE

Simplificare le forme, i colori... e perche no le ricette?
Ecco un dessert facile e divertente da fare, che allo stesso tempo rallegra gli occhi e il palato.
Oggi, il Calendario del Cibo Italiano, celebra la Giornata Nazionale dell'Arte a tavola e che cosa è meglio che concludere un pasto "artistico" con un Mondrian?



Un dessert con Piet Mondrian
(e di verde, manche l'ombra...)



Ingredienti:
(per un "quadro/dessert")
3 fragole tagliate a rondelle molto sottili
2 fette d'ananas molto sottili, tagliate a strisce di 1 cm e mezzo
25 g di cioccolato fondente 72%
1 cucchiaino scarso di cocco grattugiato

Fondete il chioccolato a bagno maria o al microonde, mescolateci il cocco grattugiato e con l'aiuto di un pennello disegnate le righe e i quadrati che volete riempire di cioccolato.
Riempite alternatamente e a gusto vostro, altri quadrati con la frutta.




Note 
1- la frutta potete sceglierla voi a secondo la stagione e a gusto vostro, (da tenere in conto però, che Mondrian sopprimeva il verde!)



mercoledì 7 marzo 2018

Il TORTANO dopo le vacanze in Puglia!

Questa particolare e gustosa pietanza è una di quella che per molto che tu riesca a farla di grandi dimensioni, sembrerà sempre che ne hai fatta pocca, perche una fetta tira l'altra! 
Il Tortano è un lievitato pasquale tradizionale, una ciambella rustica e non stò parlando di dolce ma di una ciambella salata e molto saporita.
Questa che vi propongo qui non è quella pura e tipica ma una versiove pugliese con le aciughe e cime di rapa... e tutto perche?
Perche oggi è la Giornata Nazionale del Tortano, e nel Calendario del Cibo Italiano 
lo celebriamo racontando la sua storia e con diverse ricette che vi consiglio di provare



Il TORTANO dopo le vacanze in Puglia! 
con le cime di rape e asciughe



per l'impasto
400 g di farina
20 g di lievito
150 g di sugna (io burro)
sale e pepe

per il ripieno
5 mazzi di cime di rape
3 spicchi d'aglio
4 fileti di asciughe
olió di oliva extra vergine

Lavare e pulire le cime di rape, svolentarle in acqua salata e poi passarle in padella, con dell'olio insaporito con degli spichi d'aglio e le asciughe. Metere da parte.

In una terrina sciogliere il lievito con un po' di acqua tiepida e aggiungere tanta farina in modo di ottenere un impasto di media consistenza, mettere questo panetto a lievitare in un luogo caldo e riparato dalle correnti d'aria e sbalzi di temperatura.
Una volta lievitato, il doppio, (a me mi ci sono volute parecchie ore, ma la pazienza non deve mancare mai!)
Preparare il resto della farina a fontana, ponete al centro il burro, il sale, il pepe e il panetto di pasta una volta cresciuto l'impasto.
Lavorare l'impasto a lungo aggiungendo acqua tiepida se serve fino ad ottenere un impasto di di media consistenza e mettere a lievitare di nuovo coperto in un luogo tiepido e protetto delle  correnti d'aria, di solito devono 2 ore (a me 3 ma fuori cera la neve ovunque).
Stendere l'impasto dandole una forma rettangolare, coprire con il preparato di cime di rapa e arrotolare su se stesso. Adagiarlo in uno stampo di ciambella imburrato previamente e lasciare lievitar di nuovo.
Accendere il forno per farlo riscaldare. Infornare per circa un'ora.







sabato 3 marzo 2018

Dadolata di TROTA affumicata e budino di cavolfiore

Una trota al giorno... potrebbe togliere il medico di torno!
Questo pesce si presta a tante preparazioni, dal tipico cartoccio ai filetti impanati o pure in pate o in tartar!
Oggi per la Giornata Nazionale della Trota nel Calendario del Cibo Italiano, vi propongo una dadolata di trota affumicata con coriandoli in agrodolce di bietole colorate, assieme a un budino salato di cavolfiore e mandorle.


Dadolata di TROTTA affumicata 
con coriandoli in agrodolce 
e budino di cavolfiore e mandorle




Ingredienti per 6 persone

per la dadolata
300 g di filetto di trota iridea affumicata*
7 gambi di coste colorati
2 cucchiai di zucchero
75 ml di aceto di mele
100 ml d'acqua
sale
olio extra vergine di oliva


per il budino
1 cavolfiore bollito
100 g di mandorle tostate e trittate 
1 uovo intero
2 albumi 
50 g di Granna Padano
sale
olio extra vergine di oliva

Pulire le bietole e cuocerle al vapore per 15 minuti, in questo modo non perdono il loro colore e non anneriscono. Pulire la foglia dei gambi e fare questi a dadini. 
In un pentolino scaldare l'acqua, l'aceto e lo zucchero e quando cominci a bollire versarci i dadini di bietole. Cuocere per 5 o 7 minuti, scolarli e tenere da parte mentre raffreddano.
Accendere il forno. Versare tutti gli ingredienti per il budino dentro la garafa del frullatore a immersione e frullare (tenendo da parte metà delle mandorle tritate che ci serviranno per l'impiattamento)
Ungere gli stampini con dell'olio (io lo faccio anche con quelli al silicone) e cuocere a bagno maria nel forno per dai 35 ai 45 minuti a 200 C°, ma il mio forno è un caso a parte... Controllare sempre che ci sia dell'acqua nel bagno maria altrimenti potrebbero bruciarsi alla base e rimanere molli sopra.
Nel frattempo cuociono tagliare la trota salmonata a dadini e mescolare con i coriandoli di bietole una volta freddi, amalgamare tutto con un filo d'olio.
Una volta cotti i budini farli raffreddare prima di capovolgerli, devono essere tiepidi ma non ghiacciati. 
Impiatare adagiando il budino con attorno la dadolata di trotta affumicata e coriandoli in agrodolce e cospargere con delle mandorle tritate.


note:
* Il filetto di trota iridea affumicata che ho usato, proviene dalla azienda Fattoria del pesce nel cuore del Parco Naturale della Valle del Ticino, L'azienda si occupa essenzialmente dell'allevamento di tipo intensivo della specie Oncorhynchus mykiss (trota iridea) e, occasionalmente, di altri salmonidi e ciprinidi, quali la trota fario, il salmerino e la carpa nelle varianti “regina” e “specchio”.

1. con le foglie delle bietole cotte al vapore potete farci mile cose: farcire una torta salata come ho fatto io, o aggiungerle a un minestrone, o pure come condimento di una pasta...









venerdì 23 febbraio 2018

TORTILLA di patate, chorizo e... si va in onda!


...chi fu per primo, l'uovo o la gallina?
io mi decanto sull'uovo... è più versatile e in una cucina catalana non può mancare, altrimenti andiamo in panico! Le uova, a casa mia ci devono essere sempre, e bio, a costa  
di tenere un paio di galline sul cortile!
Questo post parla di uova, di tortilla de patatas e di chorizo... una ricetta ricca e di sostanza, ma visto che si prevedono due mesi di vero freddo polare niente di meglio che fare provista di energie! E poi, se a parlare del'uovo ce POPOGUSTO di Radio Popolare, in collaborazione con il Calendario del Cibo Italiano, beh... allora di uova ne meto sette, quelli usati per questa tortilla, sempre dispari mi raccomando!

TORTILLA 
di patate e chorizo



Ingredienti 1 fritata (4 porzioni)

7 uova
1 k di patate (peso già sbucciate)
1 cipolla piccola
50 g di chorizo
sale
olio extra vergine

Lavare le patate e sbucciarle, tagliarle a pezzi irregolari* e friggerle con del olio in una padella, aggiungere anche la cipolla tagliata a fettine molto sottili. 
Salare mentre friggono e girarle ogni tanto per non bruciarle, sarebbe meglio farle saltare in modo di non spappolarle tropo. Quando le patate sono a mettà cottura aggiungere il chorizo tagliato a pezzettini e proseguire la cottura.
Nel frattempo, in una bacinella sbattere le uova con un pizzico di sale. 
Quando le patate sono ben cote e dorate, togliere dal fuoco e versare dentro alle uova sbattute, facendo attenzione di lasciare l'olio nella padella. Amalgamare velocemente, controllare di sale e lasciare un minuto che le patate e il chorizo si attacchino all'uovo con il proprio calore. 
Rimettere la stessa padella sul fuoco e versarci il tutto. Fare attenzione e controllare che non si attacchi  aiutandosi con un mestolo di legno.
Con l'aiuto di un piatto girare la frittata. 
Niente panico!!! 
Prendiamo un piatto grande, abbastanza da coprire giusto la padella, mettiamo una mano sopra il piatto e con l'altra ci giriamo sopra la padella, ora basta farla scivolare di nuovo nella padella e cuocere dall'altra parte.




note:

1. queste dosi sono per una padella alta 6 cm. e 25 cm. di diametro

* come ho spiegato nella ricetta della Tortilla de patatas, ci sono sempre delle varianti su come tagliare le patate, ognuno ha il suo secreto, il mio è farle a pezzi irregolari.











martedì 20 febbraio 2018

Chi non sogna le HASSELBACK?!!!

Io me ne sono completamente innamorata dal primo istante che le vide in un film, inglese credo, molti anni fa. E invece vengo a scoprire che questo modo di preparare le patate è tipico svedese e non anglosassone. Per quanto ne so, prendono il nome di un ristorante a Stoccolma "Hasselback". A sapere chi le abbia inventate per la prima volta e per quale ragione o casualità, è ancora da capire, di certo lo ringrazio di cuore e credo lo stesso vale per il cozzaro e i miei fratelli e amici, perche di Hasselback uscite del mio forno ne hanno provato in tutti i modi! 
Oggi però, vi propongo quella più semplice, con burro (perche al nord europa gli ulivi non erano soliti..) e con delle e erbe aromatiche.
E quale giorno meglio di oggi per postare questa delizia?
Oggi è la Giornata Nazionale della PATATA nel Calendario del Cibo Italiano, e Ana Calabrese ci porta per mano a scoprire l'importanza e l'evoluzione di questo tubero, arrivato dalle americhe, con un post corredato di tante altre ricette con la patata come protagonista.

Patate HASSELBACK
(hasselbackspotatis)



Ormai è in mano a tutti il segreto per come procurare i tagli a queste patate, io ne conosco due, ma se qualcuno di voi ne avesse un'altro, di valido e 
collaudato, me lo faccia sapere!
Uno dei due modi che conosco è quello di appoggiare due mestoli di legno, di uguali spessore, sul piano di lavoro separati tra loro in modo di collocare la patata in mezzo a loro, così al fare i tagli il coltello non arriva mai fino in fondo. Poi ho constatato che mi risulta più facile usare due bacchette di legno di quelle giapponese.
L'altro modo, quello che preferisco, è quello di infilzare le patate, con uno stecchino, per il verso lungo, vale a dire la parte bassa che appoggerà alla teglia. Come stecchino mi riferisco quello di legno che si usa per gli spiedini. Questo sistema mi risulta più veloce perchè riesco a farne due nello stesso stecchino.
Le patate da usare meglio se sono quelle biologiche visto che vanno mangiate con buccia inclusa, anche se niente vi vieta di sbucciarle, ma perderete quella croccantezza che si ha una volta uscite belle dorate dal forno! 

Ingredineti per 2:
4 patate bio (stessa forma e calibro)
erbe aromatiche fresche tritate (timo, rosmarino, salvia)
burro e sale 

Lavare bene le patate e poi strofinarle per bene con un canovaccio pulito in modo di togliere qualsiasi impurità. 
Praticare dei tagli paralleli per tutta la lunghezza della patata, non avere timore di infierire tropo, il coltello si ferma lì dove ce lo stecchino, perciò calma e mano ferma e fatte i tagli il più regolare possibile.
Passatele di nuovo sotto l'acqua in modo di togliere l'amido così le fette non rimarranno attaccate durante la cottura. 
Cospargere il trito di erbe, al qualle avrete mescolato del sale, fatele penetrare nel cuore del tubero con l'aiuto stesso del coltello.
Spalmare sopra di ognuna generosamente del burro fuso e infornate per una 50 di minuti a 200 C. Ogni forno è un mondo, perciò meglio controllare e quando e cotta e morbida dentro con la buccia dorata e croccante sarà pronta.

note:
1. Pensandoci bene, non credo che 2 a persona possano bastare...!
2. Quando ho fretta, o serve una cosa veloce ed improvisata faccio le hasselback al microonde, le cuocio per 8 o 9 minuti, poi le condisco e le passo in forno per altri 15 minuti e sono perfette!
3. una versione molto aprezzata dai miei fratelli è quella alla crema di cocco al curry e speck




venerdì 12 gennaio 2018

PUERCO escondido

...si, escondido sotto una foglia di verza in compagnia di carotte e rape.
Oggi si celebra la giornata nazionale del maiale nel Calendario del Cibo Italiano, e quale megliore giorno di oggi per postare questi boconcini di maiale, "nascosti" dentro delle foglie di verza, con cipolla e carote, il tutto condito con salsa di soya?




PUERCO escondido
(bocconcini di maiale avvolti in foglie di verza
con cipolla dolce, carote e rape)






ingredienti per una ventina di bocconcini
3 carotte
1 cipolla
3 spicchi d'aglio
800 g di lombata di maiale
2 rape
una verza
sale
olio extra vergine

come contorno
4 carotte
2 rape
soya per condire

Dorate il pezzo di lombata con un filo d'olio, dentro la pentola a pressione.
Sbucciate la cipolla e le carote, tagliatele ognuna in tre pezzi e cuocete assieme alla carne bagnandola con 300 ml d'acqua e gli spicchi d'aglio. Chiudete la pentola e fate cuocere per 50 o 60 minuti. Deve risultare tanto tenera da spappolarsi solo con toccarla con una forchetta.
Lavate le foglie di verza e sbollentatele in acqua salata, o pure cuocetele al vapore e mettete da parte.
Sminuzzate la carne assieme alla cipolla e i pezzi di carota, amalgamate il tutto con qualche cucchiaio del brodo ottenuto.
Stendere, una alla volta, le foglie di verza e mettete al centro il ripieno di carne, chiudetele bene e fate saltare in padella con pochissimo olio, in modo di abbrustolire i faggotinni. 

Accompagnare con delle carote e rape, tagliate a giulliene, e saltate in padella o wok per qualche minuto, lasciandole croccanti.
Condire il tutto con qualche goccia di salsa di soya.

note:
Per la cottura della carne ho usato la mia pentola a pressione elletrica (che adoro, ma che stò ancora scoprendo cose nuove ad ogni cottura!) è così ho cotto la carne in due tempi, 40 minuti il primo per poter controllare la morvidezza e poi ho deciso di farla andare altri 20 minuti.











martedì 9 gennaio 2018

RAPE gratinate al cocco e spezie

Qualcuno potrebbe dire... "aaahhh la rapa... quella sconosciuta.."
Ma la verità è che questa pianta è della famiglia delle crucifere, che io adoro!!! 
E così, non sarebbe niente male imparare a portarla più spesso a tavola. Perciò oggi, nella giornata nazionale della rapa, il Calendario Nazionale del Cibo, ci da una mano e non da poco, con tante ricette dove la vede protagonista e ci racconta dalla A alla Z la vita e miracoli di questa pianta tanto buona gustosa e sana! Perche una rapa al giorno toglie non tan solo il medico di torno, ma anche la stanchezza e i malori dell'inverno! Cosa aspetate ad inserirla nei vostri menù?


RAPE gratinate 
al cocco e spezie



ingredienti per 4
3 rape grandi (o pure 4 medie)
masala dolce* a piacere
200 ml di crema o latte di cocco
1 noce di ghe (o burro normale)
50 g di nocciole (tostate e trittate grossolanamente)
sale

Lavare e sbuciate le rape, tagliatele a fette di 5 o 7 milimetri e fatele bollire in acqua salata Saranno pronte quando pungendole con uno stecchino risultino cotte, scolatele.
Ungete una pirofila con il ghe e adagiateci le fette di rapa accavallandole un pò l'una sull'altra fino a riempirla tutta. Condite a piacere con il masala dolce, o le spezie che vi vadano più a genio.
In una padella scaldate il latte o crema di cocco, con anche qui mezzo cucchiaino di masala, e fatte prendere il bollore. Quando comincia ad adensare versatelo sulle rape, cospargete con le nocciole e con il forno già caldo cuocete per altri 15 minuti a 180 gradi finche comincino a dorare e la crema si sia adensata.
(Se poi date 2 o 3 minuti di grill viene fuori una cosa pazzesca!)







note:
*Dovuto alla mia allergia al peperoncino, sia il curry che qualsiasi masala li faccio io a casa. Le spezie che utilizzo di solito sono i semi di cardamomo, di coriandolo, di cumino, di senape, fieno greco, foglie di curry, cannella in polvere, zenzero in polvere o fresco, curcuma in polvere o fresca e sale. A volte aggiungo anche l'aglio e la liquirizia, ma non sempre. Tutto pestato a mortaio dopo aver "scaldato" le spezie in padella, non tutte e non assieme.

1- se la crema o latte di cocco non si addensase, a me è successo qualche volta secondo il tipo di prodotto prendo, potete aggiungere un cucchiaio di amido di mais e mescolare per bene fino ad amalgamarlo.




martedì 31 ottobre 2017

Il riso in ZUCCA e una matita pazza.... per una zucca da fiaba

Succedeva anni fa, ma questa storia è venuta a galla soltanto ora... grazie a una zucca da fiaba...

Tale e come succede nelle storie raccontate dalle nonne o dalle mamme.
Quelle storie prese da libri vecchi, con le copertine che cadono a pezzi se non fosse per quel gran invento dello scothc, che le tiene assieme!
Mia mamma aveva si uno di quei libri, ereditato da sua mamma, che a sua volta aveva ereditato dalla sua e via dicenda... adesso quel libro ce l'ho io!
Ricordo bene, quando alla sera, mia sorella ed io eravamo già dentro al letto, mia mamma ci leggeva le storie di quel libro, e sapevamo per certo che i racconti sarebbero stati diversi da tutti quelli dagli altri bimbi. 
Parlavano di un orto magico e una "caldera di rame" e ogni storia aveva come protagonista un ortaggio magico... ora che sono più grande (un bel pò più grande) ho capito che quel libro magico non era altro che un quaderno di ricette e che la magia esiste ancora in ognuna di loro.



Il riso in ZUCCA 
e una matita pazza


-Piccole mie, chiudete gli occhi che la storia è già cominciata!
-Cominciata? E quando?
-Qualche mese fa...quando il nonno Marc piantò i semi di zucca nell'orto magico e questi crescerò così tanto che ci furono zucche da riempire una stanza. 
Fu la zia Antonietta a sacrificare il suo letto per fare riposare le zucche, finche non avessero trovato una sistemazione per tutte loro, nelle dispense di tutte le case del paese. 
Dopo 5 giorni la zia Antonietta torno ad avere per se la sua stanza, a condizione di tenere a vada l'ultima zucca rimasta. 
La zia però, voleva la stanza per lei da sola e così, una mattina, mentre tutti erano al lavoro, decise di preparare lei il pranzo per tutti.
Accese il forno.
Taglio la zucca a fette spesse un centimetro. 
"Era buffa quella zucca", pensava, mentre toglieva la buccia delle fette con l'aiuto di un coltello... "Con quel buco al centro sembrano dei piccoli salvagente arancioni!" 
Le messe sulla teglia da forno, con un filo di quel olio appena portato dal frantoio e un pizzico di sale e le inforno finche fossero cotte ma facendo attenzione a non bruciarle.
Nel frattempo lavò delle zucchine, sia quelle verdi che quelle gialle. (La zia Antonietta poteva passare delle ore con le mani nell'acqua, lavava qualsiasi cosa, ma non potevi portarla al mare perche vedere tanta acqua, tutta assieme, le faceva stare tanto male che diventava bianca, bianca, e cadeva piegata a terra!)
Le zucchine verdi le tagliò per il lungo a fette sottili quasi come la carta e le grigliò.
Quelle gialle invece, le tagliò a misura fiammiferi e le fecce saltare velocemente in padella.
Poi prese due tazzine di riso e ne fece un risotto semplice, semplice, con del brodo di verdure, perche le verdure in quella casa non mancavano mai! Lo condì con una spruzzata di limone e una noce di burro.
Mancavano pochi minuti perche tornassero i suoi del lavoro, e decise che era arrivato il momento d'impiattare. Così messe a tavola la tovaglia, stirò bene le pieghe con le mani e poi fece un fischio di quelli che possono percepire soltanto i cani... dalla sua scrivania saltellò una matita che volò sul tavolo e in un aprire e chiudere li occhi disegnò la mise en place così fine e perfetta che sembrava un tavolo bandito per le feste!
La zia Antonieta servi la zucca nei finti piati disegnati. Riempi il buco delle fette con un due cucchiai abbondanti di risotto e ci appoggiò le zucchine verdi e quelle gialle.
Senti che salivano le scale... ma la matita sembrava inquieta, qualcosa non andava... si avvicino all'orecchio della zia e le farfuglio qualcosa. Questa corre in frigo e tornò con dei germogli di barbabietola, quello fù il tocco finale.
Si leccarono tutti le ditta e i complimenti non si fecero mancare, ma una volta finito da mangiare ecco che successe il disastro dei disastri, le tovaglie bianche non potrebbero mai tornare ad essere le stesse!!! 

..e mamma ci diede la buona notte e spense la luce della bajour.





Con questa ricetta-racconto partecipo alla raccolta del Calendario del Cibo Italiano,